Immigrazione, 12 paesi chiedono all’UE di finanziare la costruzione di “barriere fisiche” alle frontiere

La commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, al summit dei ministri degli Interni dell'UE a Lussemburgo, l'8 ottobre 2021. [EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

In una lettera arrivata alla vigilia della riunione dei ministri degli Interni UE di venerdì 8 ottobre, 12 Stati membri hanno chiesto con una lettera a Bruxelles di finanziare la costruzione di ‘barriere fisiche’ ai confini contro l’arrivo dei migranti.

La lettera, indirizzata alla presidenza slovena, alla commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, e al vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, ha per titolo ‘Adattamento del quadro giuridico dell’UE alle nuove realtà’: in essa, i 12 paesi firmatari chiedono un aggiornamento del Codice di frontiera (Border code) del trattato di Schengen, per consentire la costruzione di “barriere fisiche” ai confini.

La lettera, che EURACTIV ha potuto visionare, è stata firmata da Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Grecia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia, ed è arrivata alla vigilia della riunione dei ministri dell’Interno dell’UE in cui è prevista una discussione sul rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE e del controllo degli arrivi di migranti.

Immigrazione illegale, l'Ue vuole bloccare finanziamenti e visti per i Paesi che incoraggiano le partenze

Per contrastare il traffico di essere umani Bruxelles vuole colpire gli Stati che favoriscono l’immigrazione illegale, tagliando i finanziamenti destinati a questi Paesi e i visti.

È questa la principale proposta del piano d’azione europeo contro il traffico di migranti, presentato …

“I recenti sviluppi alle frontiere esterne dell’Unione europea”, si legge nel documento, “indicano che l’UE deve adattare il quadro giuridico esistente alle nuove realtà, consentendoci di affrontare adeguatamente i tentativi di strumentalizzazione della migrazione illegale per scopi politici”: un chiaro riferimento all’arrivo di migranti in Polonia, Lettonia e Lituania dalla Bielorussia guidata dall’autocrate Aleksandar Lukashenko.

“Per garantire l’integrità e il normale funzionamento dell’area Schengen, tutte le nostre frontiere esterne devono essere protette con il massimo livello di sicurezza”, afferma la lettera, aggiungendo che “le barriere fisiche sembrano essere un’efficace misura di protezione delle frontiere che serve l’interesse di tutta l’UE, non solo degli Stati membri di primo arrivo”. Perciò, “questa misura legittima dovrebbe essere ulteriormente e adeguatamente finanziata dal bilancio dell’UE”.

Migranti, la Polonia ha effettuato respingimenti illegali al confine con la Bielorussia

La Polonia ha effettuato respingimenti illegali di migranti lungo il suo confine con la Bielorussia nel mese di agosto, come hanno svelato rilievi satellitari e analisi di foto e video condotti dalla Ong Amnesty International.

Amnesty ha rivelato che, tramite l’analisi …

Il codice di frontiera Schengen consente ai paesi dell’UE di stabilire valichi di frontiera condivisi con i loro vicini non-UE, con le guardie di frontiera che effettuano i controlli all’uscita e all’ingresso uno dopo l’altro, secondo la loro legislazione nazionale. Non prevede, però, la costruzione di barriere fisiche come misura per proteggere le frontiere esterne dell’UE: l’Unione fornisce soltanto supporto per i sistemi di sorveglianza.

I dodici ministri degli Interni  hanno invitato la Commissione europea a presentare proposte legislative in materia entro la fine di quest’anno, che dovrebbero essere integrati da “discussioni dettagliate” sul patto di asilo e migrazione dell’UE.

Nella lettera, i 12 paesi scrivono inoltre che la politica dell’UE in materia di migrazione e asilo “deve essere resistente agli abusi”, perché ad oggi non coi sono “regole chiare sulle azioni che gli Stati membri possono intraprendere in caso di attacco ibrido caratterizzato da un afflusso su larga scala creato artificialmente di migranti irregolari, facilitato, organizzato e/o spinto da un paese terzo al fine di esercitare pressione o in casi di sfide simili”.

Migranti, la Commissione Ue chiede alla Grecia più trasparenza sui respingimenti

La Commissione europea ha chiesto alla Grecia di istituire un meccanismo “indipendente” per monitorare ed evitare i respingimenti di migranti alla frontiera, come condizione per sbloccare 15,83 milioni di euro in finanziamenti per gestire il fenomeno migratorio richiesti da Atene.

“L’istituzione …

Nonostante nel documento non sia mai utilizzata la parola “respingimenti”, si legge però che “nessun paese terzo dovrebbe essere in grado di utilizzare il nostro sistema di asilo allo scopo di esercitare pressioni politiche e ricattare l’UE ei suoi Stati membri o sfruttare l’attuale situazione in Afghanistan”.

Proprio sui respingimenti illegali ai confini di Grecia e Croazia, denunciati nei giorni scorsi dal consorzio di giornalisti Lighthouse report e da diversi altri media, giovedì 7 ottobre la Commissione aveva chiesto l’apertura di un’indagine indipendente.

Il Forum sull’Afghanistan

Sempre giovedì 7, al Forum europeo  per coordinare la protezione degli afghani a rischio, i paesi dell’Unione non hanno preso impegni precisi per aumentare le quote di rifugiati dall’Afghanistan.

Nel corso dell’incontro, co-presideuto assieme all’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, la commissaria Johansson ha proposto di creare un Programma europeo di sostegno per gli afghani a rischio – come giudici, giornalisti, difensori dei diritti umani, soprattutto donne – e ha sottolineato come l’UE abbia accolto 22 mila profughi in fuga dal paese dopo la caduta di Kabul.

“A breve termine”, ha detto Johansson, “dobbiamo rafforzare i reinsediamenti e le ammissioni umanitarie”, ricordando che dalla caduta di Kabul, gli Stati dell’Unione europea hanno evacuato 22 mila afghani. “Ma ci sono più persone che necessitano di protezione”, ha aggiunto Johansson: “Fornire quella protezione non risolverà la crisi afghana, ma è nostro dovere morale”.

Durante il vertice, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha chiesto ai 27 di accogliere 42.500 afghani nell’arco dei prossimi cinque anni, ma i paesi membri non hanno preso impegni concreti in merito.

Migranti, Frontex si prepara all'arrivo di molti rifugiati dall'Afghanistan

L’Ue si prepara all’arrivo di numerosi rifugiati afgani, ha dichiarato il direttore dell’agenzia per il controllo delle frontiere Frontex, Fabrice Leggeri, sottolineando che oltre a chi potrebbe fuggire dal Paese per via dei talebani ci sono anche milioni di afgani …

Johansson, però, ha cercato di minimizzare il problema. “Non sono per niente delusa”, ha detto: “Reinsediamenti, evacuazioni e ammissioni umanitarie sono su base volontaria” e i paesi dell’UE si sono “impegnati a rafforzare i reinsediamenti”, perciò quanto chiesto da Grandi, secondo la commissaria, è “fattibile”.

Un rappresentante speciale dell’ONU

Nelle stesse ore in cui si svolgeva il vertice, l’Unione Europea ha vinto la sua battaglia in sede ONU – superando l’opposizione di Cina, Russia e Pakistan – per la designazione di un rappresentante speciale per l’Afghanistan, che sarà responsabile del monitoraggio della situazione dei diritti nel paese dopo l’acquisizione dei talebani e formulerà raccomandazioni sui miglioramenti.

La risoluzione approvata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che affida al rappresentante speciale un mandato di 12 mesi, è stata presentata dall’UE con il sostegno degli Stati Uniti e del rappresentante dell’Afghanistan, nominato prima della presa del potere da parte dei talebani.

“Questo”, ha detto Lotte Knudsen, ambasciatrice dell’UE presso le Nazioni Unite a Ginevra, “è un passo essenziale per garantire un monitoraggio continuo, attraverso un esperto dedicato e indipendente, e per aiutare a prevenire un ulteriore deterioramento della situazione dei diritti umani in Afghanistan”.