Il Portogallo punta all’accordo sul nuovo Patto su immigrazione e asilo

Un' operatrice della Croce Rossa spagnola abbraccia un migrante arrivato a nuoto a Ceuta, Spagna, 18 maggio 2021. EPA-EFE/REDUAN

La presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue “lotterà fino all’ultimo secondo utile del proprio mandato” per trovare un accordo sulla proposta della Commissione europea.

L’accordo sul Patto sulla migrazione e l’asilo proposto dalla Commissione a settembre è uno degli obiettivi che la presidenza portoghese del Consiglio dell’UE vorrebbe portare a casa. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri del Portogallo martedì (18 maggio) durante una sessione plenaria del Parlamento europeo in cui si discuteva del tema e delle recenti tragedie nel Mediterraneo. Un accordo sulla questione in assoluto più divisiva nell’UE era un obiettivo anche della presidenza tedesca, che ha preceduto quella portoghese, ma che nonostante i numerosi successi su altri dossier (Recovery in primis) sul tema dei migranti non era riuscita nell’intento di mettere d’accordo i 27.

Durante il dibattito al Parlamento europeo Augusto Santos Silva ha sottolineato che l’Europa deve “continuare a salvare vite e salvare sempre più vite”, lavorando in parallelo su varie dimensioni, e ha deplorato che non ci sia ancora una vera risposta europea, ma che l’azione sia affidata solo “un gruppo di stati membri che cooperano tra loro” volontariamente.
“Dobbiamo continuare a lavorare per ottenere meccanismi di responsabilità che permettano la ricollocazione delle persone salvate” in mare. Quello dei ricollocamenti è il nodo principale su  cui non si trova un accordo nel Consiglio: i paesi “di primo ingresso” (Italia, Spagna, Grecia e Malta) chiedono ricollocamenti obbligatori negli altri paesi UE, mentre un gruppo di altri paesi, capeggiati dal gruppo di Visegrad, non ne vuole sapere.

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Un portavoce della Commissione spiega che sui ricollocamenti dei migranti i negoziati proseguono, ma Bruxelles con le regole attuali non può fare altro che “incoraggiare a mostrare solidarietà e a partecipare agli sforzi” per i trasferimenti.

La Commissione europea tenta di …

Un altro problema è quello delle reti di trafficanti: “Dobbiamo combattere le reti di traffico di esseri umani, i trafficanti che sono criminali altamente organizzati e che sono, a tutti gli effetti, degli assassini”, ha detto Santos Silva.
Ma per rispondere alle cause profonde della migrazione e dei flussi di rifugiati non basta cercare di colpire i trafficanti, ha spiegato: l’Europa deve lavorare su diverse dimensioni, tra cui il rafforzamento della protezione e della gestione delle sue frontiere esterne, bilanciando la responsabilità degli Stati in prima linea con la solidarietà di tutti gli altri Stati nei loro confronti.

In concreto secondo Santos Silva bisognerebbe creare rotte migratorie legali, sicure e ordinate verso l’Europa da un lato, e lavorare sulla dimensione esterna, cioè con i paesi di origine e di transito in Africa e nel Medio Oriente, dall’altro lato.
“La proposta presentata dalla Commissione europea risponde chiaramente a tutte le sfide che ho delineato ed è una buona base di lavoro”, ha ribadito. “La presidenza del Consiglio dell’UE lotterà fino all’ultimo minuto del suo mandato [la fine di giugno] per fare progressi su questa proposta e per ottenere il consenso necessario per renderla possibile”.
Nel frattempo la discussione sul pacchetto è già partita alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe) del Parlamento europeo.

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A settembre 2020, la Commissione Europea ha presentato una proposta per un nuovo Patto su asilo e migrazione, per sostituire il Regolamento Dublino del 2013. In seno alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni …

Quella migratoria è una competenza che si definisce ‘concorrente’, ma in realtà sono ancora gli Stati Membri ad essere ampiamente responsabili nella definizione delle politiche migratorie. Già nel 2015 la proposta del Parlamento europeo infatti era rimasta lettera morta.
Trovare una mediazione tra le diversissime posizioni degli Stati non è semplice: non c’era riuscita la presidenza tedesca e non è detto che ci riesca quella portoghese. Anche se l’affermazione di tentarci fino all’ultimo momento utile è importante, anche perché la presidenza successiva, quella slovena, probabilmente sarà più debole.