Frontex, il Parlamento europeo potrebbe sospendere il pagamento del bilancio 2019

Una foto dell'Hotel Belvedere di Varsavia dove per una cena di gala Frontex ha speso 94.000 euro.

La commissione di controllo del bilancio del Parlamento europeo ha votato lunedì per rinviare l’approvazione del bilancio finanziario di Frontex per l’anno 2019.

Un nuovo tassello si aggiunge in quello che orami assume sempre di più i contorni di uno scontro aperto tra il Parlamento e l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’UE: di fatto la Commissione del Parlamento europeo ha sospeso il pagamento del bilancio di Frontex, per via dei ritardi nel reclutamento degli osservatori dei diritti fondamentali e delle accuse sulla complicità nelle violazioni dei diritti umani.
L’eurodeputata olandese Tineke Strik, rapporteur del gruppo di lavoro speciale del PE su Frontex, ha annunciato l’esito del voto della Commissione di controllo del bilancio su twitter, non lasciando dubbi sulle motivazioni politiche che stanno dietro a questa decisione.
Se la plenaria confermerà il voto il mese prossimo, gli eurodeputati torneranno sulla questione a settembre per prendere una decisione finale. Anche se la mancata approvazione del budget è un gesto in gran parte simbolico, nel contesto delle sempre più gravi accuse che mettono in discussione la reputazione di Frontex, avrà un peso.

Un’agenzia “fuori controllo”

L’agenzia ha il compito di monitorare le frontiere esterne dell’UE e, insieme agli Stati membri, identificare e affrontare qualsiasi potenziale minaccia alla sicurezza delle frontiere esterne dell’UE.
A partire dal novembre 2019, all’agenzia è stato affidato un nuovo mandato e nuovi mezzi e poteri propri per proteggere le frontiere esterne, effettuare i rimpatri in modo più efficace e cooperare con i paesi non UE. Il che dovrebbe tradursi in un corpo permanente di 10 000 guardie di frontiera con poteri esecutivi per sostenere gli Stati membri in qualsiasi momento, con un mandato più forte sui rimpatri e sulla cooperazione con i paesi non appartenenti all’UE, compresi quelli al di fuori delle immediate vicinanze dell’UE. Il corpo permanente della Guardia di frontiera e costiera europea dovrebbe diventare pienamente operativo proprio nel 2021, e raggiungere le 10 000 unità entro il 2024.

L’agenzia però è finita molto presto nella bufera in seguito ad alcune inchieste giornalistiche che hanno gettato più di qualche ombra sull’operato dei suoi uomini, soprattutto al confine greco-turco. Le varie audizioni del Direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dinnanzi al Parlamento Europeo, chiamato a rispondere alle accuse di violazione dei diritti umani e di respingimenti illegali, non sono mai state considerate convincenti e anzi vari gruppi politici del Parlamento Europeo ne hanno chiesto più volte le dimissioni perché convinti che Leggeri abbia mentito di fronte agli eurodeputati. Da più parti Frontex è definita un’agenzia “fuori controllo” e anche la commissaria Ylva Johansson è in difficoltà sulla vicenda.

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Le spese pazze tra cene di gala e lusso

Frontex ha speso 94.000 euro in un bellissimo ristorante di lusso a Varsavia nel 2015, in occasione dello European Border and Coast Guard Day, un evento annuale che riunisce le guardie di frontiera di tutta l’UE.
La cifra totale per coprire i costi dell’evento ammonta a 360.499,45 euro, una cifra superiore a quella stanziata in tutto il 2020 per l’Ufficio diritti fondamentali; nel 2016 invece sono stati spesi 371.063,31 euro per un solo giorno; nel 2017 341.324,58 euro; 580.152,22 euro nel 2018 e 494.542,46 euro nel 2019. In totale sono stati spesi 2,1 milioni di euro in eventi di lusso.
Lo EUobserver ha rivelato che nei documenti sulle spese inviati dall’Agenzia le pagine sono completamente annerite ed è impossibile leggere alcunché.
Frontex ha spiegato che “non c’è un interesse pubblico prevalente” a rivelare i numeri e le cifre, anche se ha smesso di tenere questi eventi annuali, per i quali è comunque sotto inchiesta da parte dell’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode.