Frontex, il direttore Leggeri nega il coinvolgimento nei respingimenti dei migranti

Il direttore di Frontex, l'Agenzia europea per le frontiere e la guardia costiera, Fabrice Leggeri, visita la nave Frontex al porto di Algeciras, nel sud della Spagna. EPA-EFE/A.Carrasco Ragel

Gli eurodeputati della Commissione LIBE (la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) hanno interrogato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, sul ruolo dell’agenzia nel respingimento dei richiedenti asilo tra Grecia a Turchia e sembra che non siano rimasti soddisfatti dalla sua versione.

Gli eurodeputati hanno chiesto l’intervento di Leggeri in commissione LIBE per avere chiarimenti in merito al coinvolgimento del personale di Frontex nel respingimento dei richiedenti asilo da parte della guardia di frontiera greca. La posizione dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è sempre più controversa, dopo alcune inchieste giornalistiche che hanno documentato i respingimenti e dopo la pubblicazione del report annuale del forum consultivo di Frontex – che riunisce, tra gli altri, rappresentanti dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (UESA), dell’Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali (FRA), dell’UNHCR, del Consiglio d’Europa e dell’OIM -.

Un’indagine congiunta pubblicata in ottobre dai media Der Spiegel, Bellingcat, Lighthouse Reports, ARD e TV Asahi ha pubblicato video e altri dati che provano che il personale di Frontex è stato attivamente coinvolto in un “incidente” al confine marittimo greco-turco nel Mar Egeo, che si è concluso con il respingimento dei migranti. Non si tratterebbe di un caso isolato. Le agenzie per i diritti umani hanno avvertito che i migranti, tra cui quelli che fuggono dai conflitti, hanno tutti il diritto di chiedere asilo e sono messi in pericolo dalle reazioni aggressive delle guardie di frontiera. I rapporti e le inchieste giornalistiche hanno messo in imbarazzo la Commissione europea e hanno indotto l’assemblea parlamentare a chiedere spiegazioni.

Dopo la pubblicazione di queste inchieste, l’agenzia Frontex ha avviato un’indagine interna ma “per il momento, non sono stati trovati documenti o altro materiale a sostegno delle accuse di violazioni della legge o del codice di condotta di Frontex da parte di agenti schierati”. Si tratta di una versione dei fatti che non convince i parlamentari europei. È stata in particolare molto dura l’eurodeputata Sira Rego della Sinistra unitaria europea (eletta in Spagna con Izquierda Unida): dal suo punto di vista da un lato il direttore Leggeri continua a negare l’evidenza e ad interpretare a modo suo le norme di diritto internazionale e dall’altro lato “sta giudicando se stesso” con l’inchiesta interna a Frontex. Tutte ragioni a sostegno della richiesta di dimissioni avanzata dal gruppo GUE. Sulla stessa linea anche l’eurodeputata Tineke Strik dei Verdi che ha affermato che “Frontex è complice di un crimine”.

Anche l’eurodeputata del gruppo dei Socialisti e democratici Kati Piri non ha risparmiato critiche al direttore generale Leggeri: “Com’è possibile limitarsi ad inviare una lettera alle autorità greche rispetto alle segnalazioni di respingimenti e accontentarsi ricevere come risposta che va tutto bene?”, ha chiesto senza mezzi termini. Il riferimento in questo caso è al fatto che a luglio Human Rights Watch aveva documentato espulsioni collettive, attraverso il confine di terra sul fiume Evros, di richiedenti asilo. Frontex aveva risposto che non era stato segnalato alcun abuso ai danni di migranti da parte delle guardie di confine greche o della polizia e delle guardie di frontiera di altri paesi membri che aderiscono a Frontex.

Uno dei gravi problemi secondo gli eurodeputati sta nella mancanza di un effettivo controllo democratico su Frontex e nel fatto che, come ha sottolineato il Forum consultivo sui diritti fondamentali, non esiste un sistema di monitoraggio efficace per prevenire e affrontare potenziali violazioni dei diritti fondamentali nelle attività dell’Agenzia. Il nuovo regolamento, errato in vigore a dicembre scorso, prevedeva un responsabile dei diritti fondamentali completamente indipendente, con il mandato di indagare su potenziali violazioni dei diritti fondamentali e prevedeva l’assunzione di almeno quaranta osservatori dei diritti fondamentali sotto la sua guida. Il ritardo di queste nomine pone ulteriori ombre sul lavoro di Leggeri e soprattutto sulla gestione europea dei confini.

 

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