Dalla Lituania alla Grecia: tutti i nuovi muri in costruzione per fermare i migranti

Agenti di polizia pattugliano il confine greco lungo una recinzione d'acciaio costruita sul fiume Evros nella zona di Feres, al confine tra Grecia e Turchia, 13 luglio 2021. EPA-EFE/DIMITRIS TOSIDIS.

Lituania e Polonia costruiranno un muro al confine con la Bielorussia e la Grecia ne sta alzando uno al confine con la Turchia. Le barriere esistenti vengono rinforzate e ne vengono costruite di nuove per fermare l’arrivo di migranti e profughi, soprattutto dopo la presa del potere dei talebani in Afghanistan.

I muri eretti dopo la crisi migratoria del 2015

Era il 2019, quando in occasione dell’anniversario dei trent’anni della caduta del muro per eccellenza che divideva l’Europa, quello di Berlino, è stato calcolato dal Transnational Institute che i muri nel territorio europeo a quel tempo erano lunghi almeno 6 volte quello di Bernauer Straße. Di questi quello più famoso è quello voluto dal premier ungherese Orban, lungo 170 chilometri con il confine con la Serbia e 348 chilometri lungo il “confine” con la Croazia, Paese membro dell’UE. Se il muro anti-migranti di Orban è diventato il riferimento per le destre estreme in tutta Europa sul tema dell’immigrazione, in pochi invece sanno che negli ultimi anni sono stati costruiti altri muri per la stessa ragione: quello al confine tra Bulgaria e Turchia, lungo circa 240 chilometri; quello tra Bulgaria e Macedonia; quello tra Grecia e Macedonia del Nord; quello dei tre Paesi baltici con il confine russo; ma anche quello delle enclave spagnole in Marocco. Oltre a questi, che segnano prepotentemente i confini esterni dell’UE, ci sono anche dei muri tra Paesi membri: il già citato muro tra Ungheria e Croazia, ma anche quello tra la Slovenia e la Croazia e quello tra Austria e Slovenia. L’ultimo tassello dei muri che si trovano lungo quella che è conosciuta come “rotta balcanica” è quello iniziato a costruire dalla Serbia  con la Macedonia del Nord nel 2020.

Frontex in Lituania per fermare i migranti inviati da Lukashenko

L’agenzia Frontex ha inviato altri 60 uomini in Lituania per fronteggiare l’emergenza migranti. Dall’inizio dell’anno sono arrivati illegalmente più di 3.200 migranti dalla Bielorussia, usati da Lukashenko come arma di ritorsione.

Frontex ha annunciato che “sono arrivati in Lituania altri 60 ufficiali del corpo …

I muri “nuovi”

A questi muri se ne aggiungeranno presto altri, in corrispondenza del confine bielorusso da una parte e del confine turco dall’altra parte. La Grecia ha eretto una barriera dotata di un sistema di sorveglianza lungo un tratto di 40 chilometri del suo confine con la Turchia per fermare un’eventuale ondata di migranti dall’Afghanistan. Ma anche la stessa Turchia sta usando esattamente la medesima strategia sul versante iraniano, per bloccare l’accesso al proprio territorio ai rifugiati afgani dopo il ritorno al potere dei talebani: è in costruzione un tratto lungo cinque chilometri, ma l’obiettivo di Ankara è allungare un vero e proprio muro di 295 chilometri complessivi.
Dopo le tensioni degli ultimi mesi sul confine che separa Lituania e Bielorussia, il governo lituano ha annunciato che completerà una recinzione di 508 chilometri lungo il suo confine con la Bielorussia entro settembre 2022. L’obiettivo è fermare i migranti, soprattutto iracheni, che  stanno attraversando i confini con il placet del presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Il muro sarà alto tre metri e sormontato da filo spinato, per un costo complessivo di almeno 150 milioni di euro.  Anche il ministro della difesa polacco Mariusz Błaszczak ha annunciato che anche la Poloni avrà lo stesso e che una nuova solida recinzione alta 2,5 metri sarà costruita al confine con la Bielorussia. In questo caso la linea dura di Varsavia ha richiamato le critiche dei sostenitori dei diritti umani perché un gruppo di migranti sono intrappolati da due settimane all’aperto tra le guardie di confine polacche e bielorusse vicino al villaggio di Usnarz Górny.