Carta Blu, l’Ue modifica i criteri per attrarre lavoratori stranieri altamente qualificati

Ylva Johansson, commissario europeo per gli affari interni. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Dopo anni di negoziati sullo strumento ispirato alla Green card statunitense, sono stati approvati al Parlamento europeo emendamenti finalizzati ad un ‘alleggerimento’ dei criteri, anche per i familiari.

La Carta Blu dell’Unione europea, che fornisce ai professionisti stranieri idonei il diritto di vivere e lavorare all’interno dell’Ue, è stata resa più appetibile dalle modifiche approvate dal Parlamento europeo mercoledì 15 settembre. Gli emendamenti, raggiunti dopo anni di negoziati tra le istituzioni dell’Ue, hanno sottolineato l’intenzione dell’Europa di attirare più lavoratori altamente qualificati. Questo mentre la concorrenza, per riempire i posti di lavoro, si fa più accesa, in molti paesi occidentali.

I cambiamenti significano che coloro che possiedono il permesso – ispirato alla Green Card statunitense – devono assicurarsi un contratto nell’Ue per un minimo di sei mesi, invece dei 12 mesi precedenti. La soglia di stipendio per una posizione offerta è stata anche abbassata alla media di ciò che un professionista in quel ruolo guadagnerebbe in quello stato membro dell’Ue, dal 150% di quel livello richiesto prima.

Inoltre, le regole che permettono al portatore di una Carta blu di spostarsi da un paese Ue all’altro dopo 12 mesi di lavoro sono state allentate. Così come le disposizioni che permettono loro di essere raggiunti dai membri della famiglia, che avrebbero anche il diritto di lavorare. Gli eurodeputati hanno votato 556 a favore e 105 contro i cambiamenti.

La commissaria Ue per gli Affari interni, Ylva Johansson, all’inizio del dibattito, ha detto che “con questo accordo, accogliamo i lavoratori altamente qualificati di cui abbiamo bisogno”.

Ha sottolineato inoltre che la modifica aiuta a correggere una situazione in cui “stiamo perdendo la corsa globale per il talento”, dato che i professionisti altamente istruiti sono più tentati ad andare negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda che a venire in Europa. La Carta blu è stata istituita nel 2009, ed è disponibile per 25 dei 27 paesi dell’Ue.

La Danimarca e l’Irlanda hanno scelto di non partecipare allo schema, anche se – come molti dei paesi dell’Ue che usano la Carta blu – hanno i loro permessi di lavoro nazionali per i lavoratori altamente qualificati.

Nell’ambito dell’iniziativa della Carta blu Ue, professionisti come avvocati, medici, uomini d’affari, giornalisti, tecnici, ingegneri e specialisti IT possono fare domanda per ottenere un permesso di soggiorno nell’Ue. Gli ultimi dati sullo schema, dal 2019, hanno mostrato che 36.800 carte sono state rilasciate quell’anno.

La Germania è il primo Paese con più di tre quarti delle Carte Blu nell’Ue, seguita da Polonia e Francia al secondo e terzo posto. Gli indiani sono in cima alla tabella dei destinatari, nel 2019 hanno ricevuto 9.400 Carte blu, seguiti dai russi, che ne hanno ricevute 2.600.