Brexit e immigrazione, scontro Francia-UK: Parigi esclude Londra dal vertice

Il presidente francese Macron [Pool/EPA/EFE]

Cresce la tensione tra le due sponde della Manica dopo il naufragio di mercoledì. Il ministro dell’Interno francese ha poi annullato il vertice previsto per il 28 novembre con l’omologa inglese dopo le accuse di Johnson.

Il portavoce del governo francese Gabriel Attal ha fatto sapere, venerdì 26 novembre, che il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha detto alla ministra dell’Interno britannica Priti Pratel che non è “più la benvenuta” alla riunione di domenica organizzata in Francia sulla gestione dei flussi migratori nella Manica.

La decisione è arrivata dopo la lettera inviata dal primo ministro britannico Boris Johnson al presidente francese Emmanuel Macron, in cui ha criticato la Francia per la gestione dell’immigrazione illegale. La lettera inviata dal premier britannico era “carente di contenuti” e “fuori luogo” ha detto Attal a BFM TV.

Il ministro Patel avrebbe dovuto incontrare le sue controparti di Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania domenica a Calais e stava inviando dei funzionari a Parigi venerdì. Johnson aveva detto nella sua lettera a Macron che era pronto a trasformare l’incontro in un summit dei leader. Alla fine il vertice è stato del tutto annullato.

Si tratta di una ulteriore escalation dello ‘scontro della Manica’ che vede contrapposti i due Paesi dopo la Brexit e che non interessa solo i migranti. Ad inizio novembre la Francia ha bandito i pescherecci britannici dai suoi porti, dopo che il Regno Unito non aveva concesso tutte le licenze di pesca richieste da Parigi.

A fine ottobre c’è stato il momento di tensione più alto, dopo che due navi da pesca britanniche sono state fermate dalla gendarmeria francese per dei controlli nella baia della Senna, con uno dei due pescherecci che è stato scortato da una pattuglia della gendarmeria fino al porto di Le Havre.

La lettera della discordia e i problemi post-Brexit di Londra

Giovedì, la Francia si era impegnata a rafforzare la sorveglianza delle sue coste settentrionali, ma i migranti che si accampano lungo la costa francese nella speranza di raggiungere il Regno Unito hanno detto che né questo né il tragico naufragio di mercoledì 24 novembre li avrebbero fatti desistere dal cercare di attraversare la Manica.

Diciassette uomini, sette donne e tre adolescenti sono morti mercoledì dopo che il gommone sul quale viaggiavano si è sgonfiato durante l’attraversamento del canale che divide Francia e Gran Bretagna, uno dei tanti viaggi rischiosi che le persone in fuga dalla povertà e dalla guerra in Afghanistan, Iraq e altre zone del mondo affrontano nella speranza di un futuro migliore.

Le Capitali – Migranti, cresce la tensione tra Francia e Gran Bretagna per gli attraversamenti della Manica

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Il recente naufragio ha inasprito ulteriormente le relazioni tra la Gran Bretagna e la Francia, già in disaccordo per i diritti di pesca. Il primo ministro Boris Johnson ha chiesto a Parigi di riprendersi tutti i profughi che hanno attraversato il canale della Manica e il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha accusato Londra di “cattiva gestione dell’immigrazione”.

Il presidente Emmanuel Macron ha difeso le azioni francesi, ricordando che la Francia è solo un paese di transito per molti migranti e che è necessaria una maggiore cooperazione europea per affrontare l’immigrazione illegale.

“Dirò molto chiaramente che le nostre forze di sicurezza sono al lavoro giorno e notte”, ha detto Macron durante la visita alla capitale croata Zagabria, promettendo “la massima mobilitazione” delle forze francesi, con riservisti e droni per controllare la costa. “Ma abbiamo bisogno di rafforzare seriamente la cooperazione con il Belgio, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e la Commissione europea”.

Johnson, sempre giovedì, aveva poi annunciato di essersi offerto di incontrare Macron e altri leader europei per discutere cinque passi che, a suo dire, potrebbero ridurre gli attraversamenti. La proposta prevede pattugliamenti congiunti già dalla prossima settimana per impedire che altre barche lascino le spiagge francesi, un accordo di rimpatrio con la Francia e uno analogo con l’Unione europea, ha spiegato Johnson.

“Questo avrebbe un effetto immediato e cosentirebbe di ridurre significativamente – se non fermare – le traversate, salvando vite, e mettendo fine al giro d’affari dei trafficanti”, ha detto Johnson nella lettera che ha inviato a Macron e poi pubblicato su Twitter. La Gran Bretagna da ha lasciato l’Ue non può più rimandare indietro i migranti provenienti dal continente europeo, da momento che il regolamento di Dublino, secondo cui la responsabilità di un richiedente asilo ricade sul Paese di primo approdo, non è più valido per effetto della Brexit.

Soprattutto per questo la gestione dei migranti è diventata un problema per la Gran Bretagna, dove i sostenitori della Brexit avevano assicurato agli elettori che lasciare l’Ue avrebbe significato riprendere il controllo delle frontiere. Londra ha minacciato in passato di tagliare il sostegno finanziario alla polizia di frontiera francese se non riuscirà ad arginare il flusso di migranti. Il commissario europeo per la migrazione Ylva Johansson ha detto che avrebbe offerto alla Francia un aiuto finanziario e l’assistenza dell’agenzia della guardia di frontiera europea, Frontex.

I migranti: “Sappiamo che è rischioso ma non c’è altro modo”

Quello di mercoledì è stato il peggiore incidente di questo tipo nel canale della Manica, una delle rotte di navigazione più trafficate del mondo. Ma i migranti  che vivono in un piccolo accampamento di fortuna alla periferia di Dunkerque, sulla costa francese, hanno detto che continueranno a cercare di raggiungere la Gran Bretagna, qualunque siano i rischi.

Gran Bretagna, aumentano i migranti in arrivo e le tensioni politiche

Gli agenti di frontiera britannici hanno salvato un altro gruppo di migranti che stava tentando di attraversare il Canale della Manica. La recente ondata di traversate sta aumentando le tensioni politiche con la Francia.

A partire dallo scorso 6 agosto, approfittando …

“Quello che è successo è triste e fa paura, ma dobbiamo provare ad attraversare la Manica, non c’è altro modo”, ha detto Manzar, 28 anni, un curdo iraniano, rannicchiato vicino al fuoco insieme ad alcuni amici. “Forse è pericoloso, forse moriremo, ma forse sarà sicuro. Dobbiamo tentare, è la nostra unica possibilità. È un rischio, sappiamo già che è un rischio”. Manzar ha detto di aver lasciato l’Iran sei mesi fa e di essere arrivato in Francia 20 giorni fa, dopo aver attraversato a piedi l’Europa.

La Gran Bretagna ha rilanciato l’idea di organizzare pattugliamenti congiunti britannico-francesi al largo della costa francese vicino a Calais. Parigi finora ha resistito a tali richieste e non è chiaro se cambierà idea cinque mesi prima delle presidenziali, in vista delle quali l’immigrazione e la sicurezza sono destinate a diventare argomenti di scontro tra i partiti.

I volontari: “Una tragedia che temevamo”

I volontari del soccorso e le associazioni per i diritti umani hanno detto che c’era da aspettarsi che prima o poi ci fosse un naufragio, dato che i contrabbandieri e i migranti corrono più rischi pur di evitare la crescente presenza della polizia. “Accusare solo i contrabbandieri significa nascondere la responsabilità delle autorità francesi e britanniche”, ha detto la Ong Auberge de Migrants.

Questa Ong e altri gruppi hanno sottolineato la mancanza di rotte migratorie legali e l’aumento dei controlli sul collegamento ferroviario sottomarino Eurotunnel, che ha spinto i migranti a tentare la pericolosa traversata in mare. Il portavoce di Johnson ha replicato che fornire un percorso sicuro per i migranti, per chiedere asilo alla Francia, sarebbe solo un incentivo per le persone a fare viaggi pericolosi.

Il numero di migranti che attraversano la Manica è salito a 25.776 nel 2021, rispetto agli 8.461 del 2020 e ai 1.835 del 2019, secondo i dati del governo britannico citati dalla Bbc. Prima del disastro di mercoledì, sempre nel 2021 altre 14 persone erano annegate cercando di raggiungere la Gran Bretagna, ha ricordato un funzionario francese. Nel 2020 erano morte sette persone morte e due erano scomparse, mentre nel 2019 ne erano morte quattro.