Bielorussia: nuove sanzioni dall’Ue per la crisi dei migranti. Michel e Von der Leyen litigano sui muri alle frontiere

Il primo ministro polaccor Mateusz Morawiecki (a destra) e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel a Varsavia il 10 novembre 2021. [EPA-EFE/MARCIN OBARA POLAND OUT]

Per il presidente del Consiglio Ue finanziare barriere fisiche è possibile da un punto di vista legale. Ma la presidente della Commissione è contraria.

Mentre circa duemila migranti continuano a essere intrappolati in condizioni terribili al confine tra Polonia e Bielorussia, l’Unione Europea ha espresso solidarietà a Varsavia – che ha chiesto la convocazione di un consiglio europeo straordinario – e si appresta a varare nuove sanzioni contro Minsk. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che non farà pressioni su quello bielorusso, Aleksandar Lukashenko, e i presidenti del Consiglio e della Commissione Ue, Charles Michel e Ursula von der Leyen, continuano ad avere posizioni diverse sul finanziamento dei muri anti-immigrati ai confini dell’Unione.

Mercoledì 10 novembre nella crisi al confine orientale dell’Ue è intervenuta anche la Russia, che ha inviato – con una mossa rara – due bombardieri strategici con capacità nucleare a pattugliare lo spazio aereo della Bielorussia, in una dimostrazione di sostegno a un paese che è suo stretto alleato. La Polonia ha informato della situazione in una riunione a porte chiuse gli altri alleati della NATO, che hanno promesso il loro sostegno, come ha detto un funzionario dell’alleanza.

Interpellato dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, per fare pressione sul presidente bielorusso Lukashenko affinché smetta di spingere i migranti verso il confine polacco, Vladimir Putin ha detto che non intende intervenire in questo senso. La discussione – ha risposto il leader russo a Merkel – deve avvenire “attraverso contatti diretti dei rappresentanti degli stati membri dell’Ue con Minsk”: ovvero, l’Ue dovrebbe riconoscere Lukashenko – contro cui ha varato sanzioni dopo le elezioni truccate del 2020, e intavolare un dialogo con lui. Posizione che l’Ue non può ovviamente adottare.

Il Cremlino, inoltre, ha accusato l’Europa di non essere all’altezza dei propri ideali umanitari, e di cercare di “strangolare” la Bielorussia con i suoi piani per chiudere parte della frontiera, aggiungendo che è inaccettabile che l’Ue imponga sanzioni alla Bielorussia per la crisi.

In arrivo nuove sanzioni

L’Unione, tuttavia, sembra muoversi proprio in questo senso. Mercoledì dalla Polonia, dove è arrivato in visita per esprimere il suo sostegno al paese, il presidente del Consiglio Ue Michel ha detto: “Stiamo affrontando un brutale attacco ibrido ai nostri confini dell’Ue. La Bielorussia usa la sofferenza dei migranti come un’arma in modo cinico e scioccante”.

I rappresentanti dei 27 Stati membri dell’Unione hanno concordato che gli eventi degli ultimi giorni costituiscono la base legale per ulteriori sanzioni, che potrebbero arrivare già la prossima settimana e colpire circa 30 persone ed entità, tra cui il ministro degli Esteri bielorusso e la compagnia aerea nazionale.

Da parte sua, il premier polacco Mateusz Morawiecki, in una conferenza stampa congiunta con Michel, ha detto che sta pensando a una chiusura totale delle frontiere con la Bielorussia in modo da imporre “automaticamente sanzioni economiche”, e ha chiesto di organizzare un vertice straordinario dei leader dei 27 in videoconferenza per parlare di sanzioni aggiuntive contro Minsk, dopo che già martedì il Consiglio europeo aveva sospeso lo schema di facilitazione dei visti per gli esponenti del governo bielorusso.

A favore di nuove sanzioni si sono espressi anche l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell – che davanti al Parlamento europeo ha detto che il prossimo pacchetto di misure, “il quinto”, includerà “quanti sono responsabili per aver contribuito alla crisi alle frontiere esterne” e che “i ministri degli Esteri dell’Ue se ne occuperanno il prossimo lunedì (15 novembre)” – e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

In visita al presidente Joe Biden negli Stati Uniti, Von der Leyen ha detto che verrà esaminata “la possibilità di sanzionare quelle compagnie aeree che facilitano il traffico di esseri umani verso Minsk e poi il confine Ue-Bielorussia”.

Biden e la presidente della Commissione, secondo quanto reso noto dalla Casa Bianca, hanno espresso “profonda preoccupazione per i flussi migratori irregolari”, mentre il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha detto che “l’idea che la Bielorussia possa trasformare la migrazione in un’arma è profondamente discutibile”, e che Washington manterrà la sua pressione su Lukashenko “fintanto che il regime si rifiuterà di rispettare i suoi obblighi o impegni internazionali, fintanto che sta minando la pace e la sicurezza in Europa attraverso le sue azioni e finché continuerà a reprimere e abusare delle persone”.

Il muro divide i vertici Ue

Riguardo alla Polonia, dalle istituzioni Ue non sono arrivate parole di critica per i respingimenti – in diversi casi anche violenti – al confine. Nel corso della sua visita nel paese, invece, Charles Michel ha ribadito il suo parere favorevole al finanziamento con fondi europei di muri e recinzioni alle frontiere esterne dell’Unione: “Secondo il servizio legale del Consiglio europeo il finanziamento è possibile”, ha detto, spiegando che si tratta di “una decisione che deve essere presa dalla Commissione europea. Vedremo quale sarà il risultato del dibattito. All’ultimo vertice dei leader Ue abbiamo discusso in modo approfondito su questo. La mia impressione è che dobbiamo chiarire cosa è possibile fare, se possiamo mostrare solidarietà su questo tema importante” agli Stati membri che affrontano la pressione migratoria.

Posizione diversa da quella di Von der Leyen, che – come ha detto ieri in conferenza stampa un portavoce della Commissione – “è stata chiara” sulla posizione contraria dell’esecutivo Ue. “Al momento”, ha spiegato un portavoce, “non risulta che le risorse europee siano utilizzate per la costruzione di barriere”, ma la Commissione è disposta a sostenere finanziariamente “la gestione dei confini esterni, incluse infrastrutture per il monitoraggio dei confini”.

Secondo Von der Leyen, che lo ha scritto su Twitter dopo aver parlato al telefono con l’Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, per i migranti bloccati alla frontiera tra Ue e Bielorussia “occorre trovare una soluzione con le agenzie dell’Onu”, che devono avere “pieno accesso” alle aree in cui i migranti sono intrappolati per prestare loro assistenza.

Grandi: l’Ue non deve tollerare la “corsa al ribasso” sui diritti umani

Proprio Grandi, intervenendo mercoledì davanti ai deputati del Parlamento europeo, ha detto che i leader dell’Ue non possono giustificare la xenofobia, i respingimenti e la violenza nell’attuale crisi dei rifugiati, e ha sottolineato che dovrebbero essere un esempio per gli altri su come “fare meglio” e sostenere lo stato di diritto.

Secondo Grandi, iIl quadro tracciato dal recente record europeo sull’asilo è, purtroppo, misto. “Sebbene molti paesi continuino ad aderire alle leggi e ai principi europei e internazionali, le pratiche attuali di alcuni stati sono fonte di grave preoccupazione, e il resto dell’Ue non deve consentire una corsa al ribasso, ma piuttosto garantire che le leggi e gli obblighi siano rispettati da tutti”.

“Trovare soluzioni – ha concluso l’Alto commissario – significa anche cooperazione tra gli Stati dell’Ue per condividere la responsabilità di chi ha bisogno di protezione all’interno e all’interno dell’Unione. E significa rispettare lo stato di diritto e i sistemi legali esistenti e che io – e tanti altri orgogliosi europei – apprezzo come parte fondamentale del nostro contratto sociale”.