Bielorussia, l’Ue lavora a nuove sanzioni per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

L'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell prima del Consiglio affari esteri, 18 ottobre 2021. [EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

Al Consiglio dei ministri degli affari esteri si è discusso di possibili nuove sanzioni contro la Bielorussia per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dall’Iraq, con l’intento di portare queste persone al confine con l’Ue e far loro attraversare le frontiere.

La Lettonia si è fatta portavoce della necessità di imporre nuove sanzioni contro la Bielorussia per la pratica di favorire l’immigrazione clandestina, organizzando voli da diversi Paesi asiatici, in particolare dall’Iraq, per portare migliaia di persone a Minsk per poi lasciarle davanti alla frontiera dell’Ue in Polonia, Lettonia e Lituania. I ministri degli Esteri dell’Ue hanno reagito anche alla decisione di Minsk, arrivata nel weekend, di espellere l’ambasciatore francese nel Paese.

“Dobbiamo introdurre sanzioni più severe, anche contro le ‘compagnie turistiche’ che che organizzano i voli”, ha dichiarato il ministro degli esteri lettone Edgars Rinkevics. “Credo che dovremmo anche sanzionare completamente Belavia [la compagnia aerea di bandiera bielorussa], cosicché non possa ricevere alcun tipo di sostegno”, ha aggiunto.

Belavia noleggia velivoli da Paesi europei, in particolare dall’Irlanda, che finora si è dimostrata restia a interferire con questa dinamica, anche se il ministro Simon Coveney si è dichiarato disponibile a valutare di impedire accordi futuri “nel limite di quello che è praticabile”.

È in fase di preparazione anche un nuovo pacchetto di sanzioni contro personalità bielorusse, tra cui potrebbe essere incluso il ministro degli esteri, con l’accusa di favorire l’immigrazione illegale.

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Golfo, Iran, Etiopia e Nicaragua

All’ordine del giorno del Consiglio affari esteri c’era anche la questione della regione del Golfo, in cui l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell è stato recentemente in visita. “L’Unione europea è distante dalla regione, ma ha un interesse strategico ad aumentare la sua presenza”, ha detto. Sarà tenuto un consiglio tra Ue e Paesi del Golfo all’inizio del 2022.

Altra questione dibattuta è stata quella dell’Iran: Borrell ha confermato che non sono in calendario incontri sul tema del nucleare, negando l’ipotesi di un vertice a Bruxelles e specificando invece che sul tema ci si incontrerà sempre e solo a Vienna, sede neutrale scelta per i colloqui.

Sul tavolo dei ministri anche la questione del conflitto nella regione etiope del Tigray, che va avanti da un anno. Saranno preparate nuove sanzioni nei confronti del Paese dopo che sarà pubblicato il rapporto sui diritti umani dell’Onu a inizio novembre.

Per quanto riguarda il Nicaragua, Borrell ha ricordato le repressioni violente operate dal governo a partire dal 2018, che hanno causato oltre 320 morti. Il presidente Daniel Ortega e la moglie, la vicepresidente Rosario Murillo, hanno eliminato l’opposizione politica mettendo in carcere tutti i dissidenti e assicurandosi così la vittoria alle prossime elezioni del 7 novembre. L’Ue chiede il rilascio dei prigionieri politici e l’organizzazione di elezioni libere e democratiche.

Per quanto riguarda l’Afghanistan, Borrell ha ricordato che l’Ue intende fornire un sostegno da 100 milioni di euro per i cittadini afghani e i Paesi del vicinato, per garantire la sicurezza di chi fugge dal Paese. Questi soldi, ha specificato, non saranno distribuiti attraverso il governo dei talebani, che annovera tra i ministri persone inserite nella lista Onu dei terroristi riconosciuti.