Bielorussia, la Lituania accusa: “Lukashenko ha minacciato di inondare l’Ue di droga e migranti”

Il centro lituano di trattamento dei migranti a Pabrade, in una foto del 15 giugno 2021. [EPA-EFE/VALDA KALNINA]

La leader del governo di Vilnius lancia l’allarme dopo che in meno di due settimane la repubblica baltica ha visto giungere quasi duecento persone dal confine bielorusso.

Sale ulteriormente la tensione tra la Bielorussia e l’Unione europea, in particolare sul fronte lituano, oggetto un paio di settimane scarse di flussi migratori ‘anomali’. Ingrida Simonyte, primo ministro della Lituania, martedì 15 giugno ha accusato la dittatura di Minsk di essere dietro al recente picco di immigrazione irregolare nella repubblica baltica. Le recriminazioni seguono le preoccupazioni manifestate nel Consiglio europeo del 3 giugno scorso.

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, il 26 maggio in parlamento, ha dato la sua risposta alle sanzioni Ue dopo il dirottamento del volo Ryanair con a bordo il dissidente bielorusso Roman Protasevich, poi arrestato (e tornato a vedere la luce in una apparizione pubblica lunedì ma, accusa l’opposizione, sotto costrizione). “Eravamo abituati a catturare i migranti in massa qui – ora, dimenticatelo, li catturerete voi stessi”, ha detto Lukashenko agli stati dell’Unione.

“Lukashenko ha minacciato di inondare l’Unione europea di droga e migranti” ha tuonato la Simonyte, “ed ecco che ci siamo”. Parlando nei pressi di Dubiciai al confine con la Bielorussia, un luogo boscoso ed isolato, la premier ha detto che da “un paio di settimane vediamo un rapido aumento di persone che stanno attraversando il confine illegalmente”. La Lituania nell’ottobre 2020 ha ritirato il proprio ambasciatore in Bielorussia.

La premier considera gli episodi non solo una caso “di immigrazione illegale come quello che vediamo alle altre frontiere dell’Unione europea”, ma una conseguenza di precise disposizioni da Minsk. Euractiv.com ha provato a chiedere un commento da parte dell’ufficio stampa del presidente bielorusso senza però avere risposta.

La Lituania ha trattenuto 198 migranti arrivati attraverso i suoi 679 chilometri di confine con la Bielorussia dal 3 giugno, bloccandone altri negli ultimi 12 giorni e altrettanti nei cinque mesi precedenti. Il Paese, tra il 2017 e il 2020, non ha ricevuto più di 90 migranti all’anno.

Alcune dozzine di grandi tende riscaldate sono rimaste vuote in una pineta, martedì 15 giugno, nel centro di trattamento dei migranti della Lituania a Rukla, costruito dall’esercito nel fine settimana per creare spazio per 350 persone in più e triplicare la capacità del centro con l’arrivo di nuovi migranti. La maggior parte delle persone richiedenti aiuto proviene dall’Iraq, ma anche da Iran, Siria, Turchia ed Egitto.