Robert Triffin: un giovane di centodieci anni

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Robert Triffin, 1911-1993

Un secolo e un decennio fa, il 5 ottobre 1911, nella cittadina belga di Flobecq nasceva Robert Triffin, uno dei più geniali economisti del Novecento. Dedicò l’intera esistenza a cercare i modi per rendere il sistema monetario internazionale, sul quale si regge in ultima analisi il destino della pace e del benessere nel mondo, più stabile, equo, meno esposto agli umori ed alle distorsioni del mercato e dei pubblici poteri.

Non lasciatevi ingannare dal titolo: Triffin morì nel febbraio del 1993. Ma sono ancora vive – ed appaiono in forma sempre più smagliante – le sue idee, sia in termini di analisi, sia di raccomandazioni di policy. Già “architetto” dell’Unione Europea dei Pagamenti (come suggerì Eichengreen nel 1993), quando negli anni Cinquanta tutti inneggiavano al rischio di una mancanza di dollari Triffin denunciò il rischio opposto: che il sistema monetario globale finisse per essere inondato di dollari, stampati senza vincoli di bilancia dei pagamenti da un Tesoro Usa ed una compiacente Fed egemoni nel controllo della liquidità globale, grazie agli accordi siglati alla Conferenza monetaria internazionale di Bretton Woods nel 1944. È esattamente quello che accadde nel corso degli anni Sessanta, fino a quando nell’agosto del 1971 Nixon mise fine al regime di Bretton Woods.

In quegli stessi anni Sessanta Triffin combatté una strenua battaglia per evitare che l’inevitabile riforma del sistema monetario globale assumesse le forme di una semplice adozione di tassi di cambio flessibili, decisi dai rapporti di forza del mercato; come invece avverrà definitivamente nel corso degli anni Settanta. E per creare uno strumento potenzialmente in grado di realizzare una fonte di liquidità, non affidata ad un’unica valuta, per sostenere la crescita degli scambi internazionali. Fu così che nacquero, molto timidamente, i Diritti speciali di prelievo.

Nei momenti di crisi del sistema monetario internazionale il nome di Triffin ricompare sistematicamente nel dibattito pubblico. Così, ad esempio, il suo nome è tornato in auge nel 2009 (a seguito del crollo finanziario statunitense, il blocco della liquidità internazionale e le conseguenti pressioni per una riforma dell’intero sistema) grazie al riferimento al suo “dilemma” da parte del governatore della Banca Centrale cinese Zhou. Il “dilemma di Triffin” è la presa d’atto che nessuna valuta può a lungo egemonizzare un sistema per sua natura multipolare.

Da quel momento la storiografia è tornata sempre più spesso ad occuparsi di lui, riscoprendo l’integrazione regionale (in Africa ed America Latina) e soprattutto i Diritti speciali di prelievo, le cui emissioni negli ultimi dodici anni sono aumentate da meno di trenta a quasi 1.000 miliardi di dollari.

Nonostante la retorica sulla necessità di una riforma del sistema, gl’interessi a che l’inevitabile riforma venga procrastinata all’infinito sono forti. Ma il mondo è cambiato, rispetto al 1944. E se le istituzioni economiche e finanziarie internazionali si adegueranno finalmente ai cambiamenti in atto dovranno ringraziare in gran parte le geniali intuizioni di Triffin, di cui un recente volume curato da Ivo Maes, Robert Triffin. A Life, ripercorre i tratti caratteristici del profilo biografico e teorico. Una lettura consigliata.