Un europeo alla guida del Wto? Si rafforza l’ipotesi Hogan

Il Commissario europeo per il commercio Phil Hogan durante una conferenza stampa a Bruxelles. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

La World Trade Organization (WTO) dovrà avere un ruolo essenziale nel il mondo post-covid, ma ha bisogno di essere riformata. Questa la convinzione emersa dall’ultimo Consiglio dei ministri, dedicato a questioni commerciali. L’Unione Europea è pronta allora a giocare un ruolo attivo per guidare tale riforma, al punto da proporre un europeo come nuovo Direttore Generale (DG) dell’organizzazione.

Una consistente maggioranza degli Stati membri dell’UE è disposta a sostenere un unico candidato europeo per sostituire l’attuale DG del WTO, il brasiliano Roberto Azevêdo.

Secondo quanto emerso dall’ultima riunione del Consiglio, dedicato al commercio, il Coronavirus ha infatti evidenziato in maniera ancor più innegabile la crisi delle istituzioni multilaterali. Tale crisi mina, tra le altre cose, il principio del libero commercio, che è uno dei pilastri su cui è predicato il modello politico ed economico europeo.

Ecco perché allora sia la Commissione che il Consiglio ritengono che l’UE, in questa fase tanto delicata, debba giocare un ruolo attivo nella riforma del WTO, in modo da renderlo più efficace nel coordinare le politiche commerciali a livello mondiale. L’UE chiede allora che il prossimo Direttore Generale abbia un ruolo più politico rispetto a quanto accaduto nel recente passato.

Hogan: "A luglio possibili nuovi dazi europei sui prodotti americani"

Il commissario europeo al Commercio annuncia che da luglio l’Unione europea potrebbe applicare nuovi dazi ai prodotti che arrivano dagli Sati Uniti.

A inizio luglio l’Unione europea dovrebbe sapere dal Wto l’ammontare dei dazi che potrà poi applicare ai prodotti Usa …

È allora probabile che proprio il Commissario europeo per il commercio, Phil Hogan, potrebbe essere il candidato unico, supportato da tutti i Paesi dell’Unione, per divenire nuovo DG del WTO.

Secondo Hogan l’UE ha infatti la forza politica e la credibilità per poter affermare il proprio candidato. Già sono stati avviati, proprio da Hogan, dei primi contatti anche con gli USA per ottenere anche il supporto statunitense.

La decisione non è ancora presa e il lavoro politico è ancora molto, ma l’intera Unione si sta mobilitando per giocare un ruolo sempre più attivo ed incisivo a livello globale, in modo da sostenere i valori che fondano il modello europeo e contrastare protezionismi e modelli di sviluppo che, ad esempio, vadano contro i principi dello sviluppo sostenibile. Questi ultimi, saranno infatti, anche in materia commerciale, una priorità assoluta nelle scelte politiche dell’Unione da qui in avanti, come ribadito dallo stesso Hogan.