Onu, la Russia è stata sospesa dal Consiglio dei diritti umani

Un pannello luminoso mostra l'esito della votazione sulla sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu. [EPA-EFE/JASON SZENES]

I 193 Stati dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno votato giovedì 7 marzo per la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Mosca aveva minacciato in precedenza che una tale mossa avrebbe avuto conseguenze negative nei rapporti bilaterali con chi votava a favore.

Sono stati 93 gli Stati membri delle Nazioni Unite a votare a favore della sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani, un numero sufficiente a raggiungere la maggioranza dei due terzi richiesta per l’approvazione. 24 Paesi si sono opposti e 58 si sono astenuti.

La breve risoluzione proposta dagli Stati Uniti esprimeva “grande preoccupazione per le attuali violazioni dei diritti umani e la crisi umanitaria in Ucraina, in particolare per gli abusi commessi dalla Federazione russa”.

Il voto, che rende la Russia il primo membro permanente del Consiglio di sicurezza a essere sospeso da qualsiasi organo dell’Onu, è stato immediatamente accolto con favore da Kiev e criticato da Mosca.

“I criminali di guerra non hanno posto negli organi delle Nazioni Unite volti a proteggere i diritti umani. Siamo grati a tutti i membri che hanno sostenuto la relativa risoluzione e hanno scelto la parte giusta della storia”, ha scritto su Twitter il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Guerra in Ucraina: l’Onu chiede alla Russia il ritiro immediato delle truppe. Cinque Paesi si sono opposti

Solo quattro dei 193 membri delle Nazioni Unite hanno sostenuto la Russia, votando contro la risoluzione che chiede a Mosca di ritirare immeditatamente le truppe dall’Ucraina ponendo fine alla guerra. Altri 35, tra cui India e Cina, si sono astenuti. …

Al contrario, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha espresso dispiacere per la decisione, aggiungendo che la Russia “difenderà i suoi interessi con ogni possibile mezzo legale”. Già prima del voto aveva minacciato i membri dell’Assemblea dicendo che un voto contrario o un’astensione sarebbe stato considerato un atto ostile.

“La posizione di ogni Paese sarà tenuta in considerazione in relazione allo sviluppo di futuri rapporti bilaterali e nel lavoro riguardo a questioni importanti nel quadro delle Nazioni Unite”, si leggeva nella nota diffusa dalla rappresentanza russa all’Onu.

Il segretario di stato americano Antony Blinken ha espresso soddisfazione per la decisione: “Un paese che sta portando avanti violazioni evidenti e sistematiche dei diritti umani non dovrebbe sedere in un organismo che come ruolo ha quello di proteggerli”, ha detto.

Tra i 24 Paesi che hanno votato contro la risoluzione, e quindi a favore della Russia, non è sorprendete trovare la Bielorussia, stretta alleata di Putin, ma anche la Cina. Gli altri sono Algeria, Bolivia, Burundi, Repubblica centrafricana, Congo, Cuba, Corea del Nord, Eritrea, Etiopia, Gabon, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Mali, Nicaragua, Siria, Tagikistan, Uzbekistan, Vietnam e Zimbabwe.

“Una mossa così repentina dell’Assemblea generale, che costringe i Paesi a prendere posizione, peggiorerà le divisioni tra gli Stati membri e accentuerà il contrasto interno tra le parti. È come gettare benzina sul fuoco”, ha detto l’ambasciatore cinese all’Onu Zhang Jun.

L’unico altro Paese che è stato privato in passato del suo posto nel Consiglio per i diritti umani è stato la Libia nel 2011, durante la guerra civile che ha portato alla caduta del regime di Gheddafi.