Ocse, due ex commissari europei e un collaboratore di Trump tra i candidati alla segreteria

epa08153737 Angel Gurria, segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), interviene in occasione del 50° incontro annuale del Forum economico mondiale (WEF) a Davos, Svizzera, il 23 gennaio 2020. EPA-EFE/ALESSANDRO DELLA VALLE

Un importante collaboratore del presidente Donald Trump, due ex commissari dell’UE e un attuale capo di Stato dell’UE sono tra i 10 candidati a guidare l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

L’organizzazione, con sede a Parigi, riunisce 37 nazioni e ha l’obiettivo di promuovere il progresso economico e il commercio mondiale.

L’OCSE è stata istituita nel 1961 per sostituire l’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea (OECE), creata nel 1948 per amministrare gli aiuti statunitensi e canadesi nell’ambito del Piano Marshall per la ricostruzione europea, dopo la seconda guerra mondiale.

L’OCSE avrà bisogno di un nuovo segretario generale dato che il terzo mandato quinquennale di Angel Gurria terminerà nel maggio 2021. Il 2 novembre l’OCSE ha emesso una lista ufficiale dei candidati che potrebbero subentrare a Gurria il prossimo 1° giugno.

La lista comprende Christopher Liddell, vice-capo dello staff di Trump per il coordinamento delle politiche.

Ex direttore finanziario di General Motors e Microsoft, Liddell è considerato da alcuni il favorito perché nessun cittadino americano ha mai guidato l’OCSE, sin dalla sua creazione nel 1961, nonostante gli Stati Uniti siano i maggiori contribuenti al suo bilancio.

Fonti interne dicono però che una sconfitta di Trump alle elezioni presidenziali americane nuocerebbe alle possibilità di Liddell.

Per quanto riguarda l’australiano Mathias Cormann, che la settimana scorsa ha lasciato la carica di ministro delle Finanze in vista di una possibile elezione al vertice dell’OCSE, un insider ha detto all’AFP che la sua partecipazione ad un governo visto come scettico rispetto alla crisi climatica potrebbe fargli perdere posizioni perché l’OCSE vuole dare priorità alla lotta contro il cambiamento climatico.

La lista comprende anche due ex commissari europei: La svedese Cecilia Malmström, che deteneva il portafoglio commerciale, e la greca Anna Diamantopoulou, responsabile del lavoro e degli affari sociali.

È stata nominata anche la presidente estone Kersti Kaljulaid, il cui mandato quinquennale termina l’anno prossimo.

Tra gli altri, l’ex ministro dell’industria ceco Vladimir Dlouhy; l’ex governatore della banca centrale svizzera Philipp Hildebrand, ora vicepresidente del fondo d’investimento BlackRock; il vice-segretario generale dell’OCSE, il danese Ulrik Vestergaard Knudsen; il ministro dell’ambiente polacco Michal Kurtyka e l’ex ministro delle finanze canadese William Morneau.

I candidati saranno intervistati nelle prossime settimane dai Paesi membri, e seguiranno poi consultazioni con le singole delegazioni con l’obiettivo di ottenere una nomina consensuale, ha dichiarato l’OCSE.

Sei membri dell’UE non sono membri dell’OCSE: Bulgaria, Croazia, Cipro, Ungheria, Malta e Romania.