Mladic, al via il processo di appello al Tribunale dell’Aja

Screenshot della diretta web dell'udienza di appello del 25 agosto 2020.

Oggi, martedì 25 agosto, si è aperta l’udienza di appello nella causa contro Ratko Mladić davanti al Meccanismo residuale internazionale per i tribunali criminali, l’organismo che ha preso il posto del Tribunale penale internazionale dell’Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpij).

Davanti al Giudice Prisca Matimba Nyambe, Presidente della Corte d’Appello, sono esposti gli argomenti sui ricorsi presentati dalla Difesa e dalla Procura. L’udienza si concluderà domani, mercoledì 26 agosto, alle ore 15.55.

La seduta è stata rinviata per due volte, prima a marzo e poi a giugno, da un lato per le condizioni di salute dell’ex generale, sottoposto nei mesi scorsi a un intervento chirurgico all’intestino, e dall’altro lato per l’emergenza sanitaria legata all’epidemia di coronavirus che ha causato ritardi anche al Tribunale dell’Aja. Sempre per le  restrizioni legate al COVID-19, poiché è impedito l’accesso in aula ai rappresentanti dei media e al pubblico, l’udienza è trasmessa sul sito web ufficiale.

Rispetto alla data odierna, la difesa di Mladic aveva presentato una nuova richiesta di rinvio, richiesta però respinta. In opposizione rispetto a questa decisione il principale avvocato difensore di Mladic ha deciso di non essere in aula e si è fatto sostituire da altri membri del collegio difensivo. 

La vicenda

Il 12 maggio 1992 Ratko Mladić è stato nominato comandante dello Stato maggiore dell’esercito della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina (“VRS”) ed è rimasto al comando dello Stato Maggiore del VRS almeno fino all’8 novembre 1996.

Il Tribunale penale internazionale dell’Aja per i crimini nella ex Jugoslavia lo ha condannato all’ergastolo il 22 novembre 2017, per genocidio nella zona di Srebrenica nel 1995 e per persecuzione, sterminio, omicidio, deportazione, atti disumani (trasferimento forzato), terrore, attacchi illegali contro civili e presa di ostaggi. Mladić è stato invece assolto dall’accusa di genocidio in sei comuni della BiH nel 1992.
Il 18 dicembre dello stesso anno Mladić ha presentato una mozione per chiedere una proroga del termine per la presentazione dell’atto di appello contro la sentenza.

La vicenda processuale è stata movimentata: il 18 giugno 2018, Mladić ha chiesto la squalifica dei giudici Meron, Agius e Liu dal banco dei ricorsi in questo caso sulla base di un pregiudizio reale o apparente. Il 20 giugno 2018 il Presidente del Meccanismo ha rimesso la questione al giudice Jean-Claude Antonetti, il quale ha accolto le richieste di Mladić.

I capi di accusa rivolti al generale sono pesantissimi: tra questi, due capi d’accusa di genocidio, cinque capi d’accusa per crimini contro l’umanità, persecuzioni, sterminio, omicidio, deportazione, trasferimento forzato, violazione delle leggi e consuetudini di guerra.

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