L’India condanna all’Onu la strage di Bucha e chiede “un’indagine indipendente”

Una fossa comune nella città di Bucha, dove l'esercito russo ha ucciso centinaia di civili inermi.

L’ambasciatore indiano presso le Nazioni Unite ha condannato le uccisioni di civili a Bucha, nei pressi di Kiev da parte dell’esercito russo, ma senza chiamare in causa direttamente Mosca.

Alla fine l’India ha preso, in qualche modo, una posizione sull’invasione russa dell’Ucraina. Martedì 5 aprile, da parte di Nuova Delhi, è arrivata all’Onu la condanna del massacro di Bucha con la conseguente richiesta di un’indagine indipendente per fare chiarezza. Il rinvenimento dei numerosi cadaveri, per cui si sta parlando dell’ipotesi di avviare un processo per crimini di guerra contro Putin, ha scosso l’opinione pubblica internazionale.

Prosegue dunque il tentativo di Delhi di bilanciare i propri legami con Mosca e quelli con l’Occidente. In precedenza, da parte dell’India non era mai arrivato una condanna esplicita dell’invasione russa dell’Ucraina. Il governo indiano, come la rivale Cina, ha deciso di astenersi nel voto all’Onu sull’invasione russa dell’Ucraina, limitandosi a chiedere in seguito un generico “cessate il fuoco”.

Ma davanti alle immagini di civili uccisi e abbandonati per le vie della cittadina della regione di Kiev, le fosse comuni e i cumuli di cadaveri dati alle fiamme, l’India non è potuta rimanere in silenzio, pur non arrivando a citare direttamente la Russia.

Intanto a Bucha proseguono le ricerche dei dispersi e le indagini sui massacri commessi dall’esercito russo. Nella giornata di martedì, un’attivista dei diritti umani ucraina ha affermato che tra 150 e 300 corpi potrebbero essere ancora abbandonati in una fossa comune vicino a una chiesa.

Mosca continua a negare i massacri, accusando l’Occidente di aver inscenato un “mostruoso falso” per screditarla; ma le immagini satellitari, insieme alle foto e ai video fatti da giornalisti e corrispondenti internazionali presenti sul territorio, parlano chiaro. Le ricostruzioni confermano che alcune delle immagini dei cadaveri abbandonati per strada risalgono a quando i soldati russi erano ancora presenti in città.

“I rapporti sulle uccisioni di civili a Bucha sono profondamente inquietanti”, ha detto il rappresentante permanente dell’India alle Nazioni Unite, T.S. Tirumurti, alla riunione del Consiglio di sicurezza di martedì. “Condanniamo inequivocabilmente queste uccisioni e sosteniamo la richiesta di un’indagine indipendente”, ha aggiunto.

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Il discorso di Tirumurti è arrivato poco dopo una conversazione telefonica tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar. Gli Stati Uniti hanno sollecitato in più occasioni l’India a condannare l’aggressione della Russia del 24 febbraio, pur evitando di fare troppa pressione a un potenziale alleato nello scontro con Pechino.

Per Delhi non è semplice prendere le distanze da Mosca, dato che l’India si affida alla Russia per l’hardware militare e, anche in passato, ha acquistato armamenti russi causando l’irritazione di Washington, che tuttavia non ha mai proceduto con le sanzioni (come nel caso analogo della Turchia).

L’India, che attualmente è un membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha ospitato il ministro degli esteri russo Lavrov la scorsa settimana per discutere del futuro dei legami commerciali tra i due Paesi.

Poche ore prima della visita di Lavrov, anche il vice consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Daleep Singh, si era recato a Nuova Delhi per incontrare i funzionari del governo e cercare di convincerli a non rafforzare i legami con Mosca.