G7: pandemia, dazi e Cina nell’agenda di Biden

Il presidente americano Joe Biden parteciperà venerdì 19 febbraio al suo primo G7. [EPA-EFE/Oliver Contreras / POOL]

Il presidente americano Joe Biden terrà il suo primo vertice con i leader del G7 venerdì 19 febbraio, naturalmente online. Sarà l’occasione per discutere della situazione mondiale della pandemia, dell’economia e dei rapporti con la Cina, ha anticipato la Casa Bianca.

Il vertice di venerdì 19 sarà il primo a riunire i leader del G7 dallo scorso aprile. Lo scopo sarà quello di discutere insieme dei piani per sconfiggere la pandemia e ricostruire l’economia globale, ha dichiarato la Casa Bianca domenica.

L’agenda americana prevede una maggiore concentrazione di sforzi per la produzione e distribuzione dei vaccini a livello globale, così come un impegno continuo a cooperare contro la minaccia di altre malattie infettive costruendo un sistema sanitario sicuro ed economicamente sostenibile.

Sin dall’inizio della sua presidenza, Joe Biden ha cercato di trasmettere un messaggio di rinnovato coinvolgimento con il resto del mondo e con le istituzioni globali da parte degli Stati Uniti, dopo quattro anni del mantra “America first” del suo predecessore.

Trump, infatti, aveva ritirato gli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’accordo di Parigi sul clima, mantenendo un atteggiamento distaccato e disinteressato nei confronti delle organizzazioni internazionali.

Biden ha subito invertito queste decisioni, dimostrandosi pronto a collaborare con gli alleati per affrontare la Cina su una serie di questioni delicate. Trump si era già schierato contro Pechino imponendo dazi punitivi, uno strumento che aveva però anche usato contro alleati come l’Europa.

Proprio la questione dei dazi risulta centrale per la nuova amministrazione: mentre in precedenza era stato dato il via a una sorta di ‘guerra’ tra Stati Uniti e Unione europea, scaturita dagli aiuti statali concessi ai costruttori aeronautici Boeing e Airbus, ora si cercherà di calmare gli animi.

Negli ultimi anni, entrambe la parti ai due lati dell’Atlantico si sono scambiate dazi su numerosi prodotti di importazione, dalle carni ai beni di lusso, dalle motociclette ai vini. Tutto questo grazie al benestare dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che ha approvato questi regimi punitivi, ma che ora si trova con una nuova guida, la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala.