G20 in Arabia Saudita: buone intenzioni ma pochi passi concreti

G20-summit-telco-800x450 [Handout photo/EPA/EFE]

Lo scorso week end l’Arabia Saudita ha ospitato il Summit del G20, incontro virtuale dove i leader delle prime 20 grandi economie del mondo hanno discusso le sfide globali dei prossimi anni sul fronte della sanità, clima, ambiente ed economia.

L’emergenza sanitaria da Covid-19 è stato il tema principale discusso: si è infatti posta sul tavolo la proposta di un’equa distribuzione globale di cure, test e vaccini, con particolare attenzione ai paesi sottosviluppati. La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha proposto di stanziare 4,5 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, affinché le popolazioni di tali zone possano accedere alle cure necessarie.

Sempre sullo stesso argomento, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha proposto di istituire un trattato internazionale per rispondere in maniera più rapida e coordinata a future pandemie. Alla vigilia del G20, il presidente ha sottolineato che il coronavirus non sarà l’unica emergenza sanitaria che bisognerà affrontare, e per questo motivo serve una negoziazione di un eventuale trattato, “con tutte le nazioni, le agenzie e organizzazioni dell’ONU in particolare con OMS”. Quest’ultima, secondo Michel, “deve rimanere il punto di riferimento per una coordinazione mondiale contro le emergenze sanitarie”. Tuttavia, durante il G20 i leader non hanno preso in considerazione la proposta, limitandosi a dichiarare una necessaria riforma dell’OMS.

Sul fronte clima, il Summit si è impegnato a promuovere politiche che mirino ad arginare i cambiamenti climatici e a salvaguardare il pianeta. I paesi europei nel G20 propongono di implementare ulteriormente l’accordo di Parigi sul clima, posizione che ha trovato l’ex presidente Donald Trump (formalmente ancora in carica), fortemente contrario, poiché crede che l’accordo rischia di “uccidere l’economia Americana”. Tuttavia, il nuovo presidente Joe Biden, come riporta il New York Times, è favorevole al reinserimento degli Stati Uniti dall’accordo, dalla quale Trump aveva decretato l’uscita proprio nel mese di novembre.

Di grande interesse soprattutto per i paesi più fragili e poveri è certamente l’impegno che il G20 ha preso di sospendere i debiti degli stati in difficoltà con un’estensione di tale sospensione fino a giugno 2021. Da questo punto di vista, l’Italia avrà un ruolo da giocare: dal prossimo dicembre sarà proprio il Bel Paese ad ospitare l’incontro del G20 dedicato al tema sanità il prossimo maggio del 2021.

Infine, sulle tematiche riguardo il commercio, la tassazione e l’economia digitale c’è un impegno collettivo a sviluppare nuove prassi di commercio più sostenibili e forme moderne di tassazione internazionale entro la metà del 2021.

Alla fine del meeting, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato di essere “preoccupata” per l’implementazione delle linee guida stabilite durante il G20, soprattutto per quanto riguarda l’accesso dei paesi più poveri al vaccino. Si può dedurre dalle sue parole che nonostante il Summit abbia stabilito dei buoni propositi per affrontare l’emergenza sanitaria e superare, tramite la cooperazione internazionale, la crisi economica che arriverà post-pandemia, non sono ancora stati fatti dei reali passi concreti nelle direzioni predisposte.