Consiglio dell’UE, le sfide della presidenza tedesca

Merkel: “La presidenza tedesca sarà chiaramente dominata dalla questione della lotta alla pandemia". [Flickr]

Il primo luglio potrebbe essere una data importante per la gestione europea delle risposte al coronavirus. Proprio quel giorno scatterà la presidenza tedesca del Consiglio dell’UE, che succederà a quella croata, in carica per i primi sei mesi del 2020.

Ma che cos’è la presidenza del Consiglio dell’UE? E che ruolo potrà giocare la Germania in questo quadro?

Il Consiglio dell’UE è quell’istituzione che rappresenta i governi degli Stati membri; è cioè la sede in cui i ministri provenienti da ciascun paese dell’UE si riuniscono per coordinare le politiche  in diversi ambiti cruciali. La presidenza del Consiglio è esercitata a turno dagli Stati membri dell’UE ogni 6 mesi. Durante ciascun semestre, essa presiede le riunioni a tutti i livelli nell’ambito del Consiglio, contribuendo a garantire la continuità dei lavori e con due compiti in particolare: pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio e le riunioni dei suoi organi preparatori e rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE.

Dal 1° luglio, sarà l’economia leader in Europa a detenere per sei mesi la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Berlino aveva elaborato un programma ambizioso – che comprendeva la transizione verso un’economia più verde, la promozione della digitalizzazione, la riforma della politica migratoria e la ridefinizione dei rapporti del blocco con il Regno Unito e con la Cina. Questo naturalmente prima che la pandemia di coronavirus gettasse l’UE in una crisi senza precedenti.

L’ambasciatore tedesco presso l’UE, Michael Clauß, in una lettera a Berlino ha parlato di un “impatto massiccio” sulla presidenza, affermando che l’attenzione deve ora concentrarsi sulla capacità dell’UE di gestire e uscire dalla crisi, “e possibilmente sul mantenimento dell’integrazione europea in quanto tale”. Clauß ha concluso: “Il successo della nostra presidenza sarà misurato da questo”.

La Germania non è solo l’economia più grande e più forte tra i Paesi europei ma è anche, ad oggi, il Paese che sta gestendo in maniera migliore l’emergenza sanitaria, riuscendo a tracciare quasi tutti i contagiati e dunque a mappare la diffusione della pandemia.

Che la pandemia COVID-19 imponga uno spostamento delle priorità è stato confermato direttamente dalla cancelliera Merkel: “La presidenza tedesca del Consiglio seguirà un corso diverso da quello che avevamo previsto. Sarà chiaramente dominata dalla questione della lotta alla pandemia e delle sue conseguenze”, anche perché l’attuale presidenza croata non è probabilmente stata all’attesa di una situazione senza precedenti.

Anche se il programma ufficiale della presidenza non sarà pubblicato prima di giugno, Berlino ha già delineato quattro priorità: la gestione immediata della crisi e la ripresa economica; la gestione di dossier non rinviabili, come il bilancio a lungo termine dell’UE e i negoziati per le future relazioni dell’UE con il Regno Unito; le priorità chiave che erano al centro del programma di presidenza prima della crisi, come il Green Deal europeo, la strategia industriale, la digitalizzazione e la riforma del sistema comune di asilo; infine la questione di tagliare i finanziamenti per casi di violazione dello stato di diritto, in Ungheria e Polonia.