Bosnia, il nuovo inviato internazionale assume la carica tra le tensioni

L'inviato internazionale delle Nazioni unite in Bosnia Christian Schmidt. [EPA-EFE/FEHIM DEMIR]

Il politico tedesco Christian Schmidt ha assunto la carica di inviato internazionale in Bosnia lunedì 2 agosto, nonostante l’opposizione della Russia e dei serbi bosniaci che lo considerano “illegittimo”e rifiutano di lavorare con lui.

L’ex ministro dell’agricoltura tedesco Schmidt ha preso il posto del diplomatico austriaco Valentin Inzko, la ci decisione di terminare il proprio mandato imponendo il divieto del negazionismo del genocidio a fine luglio ha causato rimostranze nei politici serbo-bosniaci.

Il massacro di oltre 8 mila uomini e bambini musulmani, avvenuto nel 1995 ad opera delle forze serbo-bosniache pochi mesi prima che la guerra terminasse, è stata considerata genocidio da diversi verdetti giudiziari internazionali. I leader serbi, tuttavia, negano queste accuse, considerandolo un crimine grave ma non un genocidio.

Il ruolo primario dell’inviato delle Nazioni unite in Bosnia è quello di verificare l’implementazione dell’accordo di pace che ha concluso la guerra nel Paese balcanico tra i suoi abitanti croati, serbi e bosgnacchi (bosniaci musulmani). Tra i suoi poteri esecutivi vi è anche la possibilità di imporre leggi e licenziare funzionari eletti.

“La Bosnia-Erzegovina deve essere rimessa nell’agenda politica della comunità internazionale e nell’Unione europea”, ha detto Schmidt durante il suo discorso inaugurale lunedì 2 agosto. “Sono molto ottimista sulla possibilità della comunità internazionale, degli europei e degli americani di lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo”, ha detto.

La Bosnia spera prima o poi di ottenere lo status di candidata per l’ingresso nell’Ue, ma finora l’ipotesi è rimasta lontana, anche per i problemi dovuti alle frequenti dispute inter-etniche. I serbi bosniaci sono alleati della Russia e si oppongono all’accesso del Paese alla Nato.

Schmidt gode del supporto delle nazioni occidentali, ma la Russia ha protestato quando il Consiglio dell’implementazione di pace, un organo internazionale indipendente dalla Nato, lo ha nominato a maggio. Mosca sostiene infatti che il suo nome avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio di sicurezza della Nato, come avvenne con Inzko nel 2009.

Mosca ha proposto un progetto di risoluzione al Consiglio di Sicurezza, co-sponsorizzato da Pechino, secondo il quale l’Ufficio dell’Alto Rappresentante in Bosnia chiuderebbe nel luglio 2022, ma è stato respinto.

Il membro serbo della presidenza congiunta della Bosnia, Milorad Dodik, ha definito la nomina di Schmidt “illegale e illegittima”. “Non collaboreremo con lui (Schmidt) e non attueremo le sue decisioni”, ha detto Dodik ai media locali domenica.

Il leader politico serbo-bosniaco ha detto che non parteciperà a un incontro tra la presidenza e Schmidt, previsto per martedì. Il nuovo alto inviato internazionale non ha commentato le opinioni dei serbo-bosniaci su di lui.