Un milione di firme per un reddito di base in Europa

Senzatetto per strada a Bruxelles. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Un reddito di base in Europa è il tema al centro di un’iniziativa dei cittadini europei già partita in tutti i paesi membri e che durerà un anno. La scadenza per raccogliere un milione di firme in tutti i paesi membri dell’Unione per chiedere alla Commissione di istituire un reddito di base incondizionato nell’Unione Europea è il 24 settembre.

Quella da poco lanciata è una iniziativa europea dei cittadini (ICE) che rappresenta un’occasione per inserire nel dibattito sulla crisi pandemica un tema che per gli organizzatori è un fondamentale principio di giustizia sociale. A ben vedere, però, non si parla di un reddito di base  europeo incondizionato ma di una serie di redditi di base, al plurale. Il filosofo politico Philippe Van Parijs, uno dei principali teorici del reddito di base, spiega così questa declinazione al plurale (in un’intervista sul Manifesto): “Se i promotori avessero chiesto un reddito di base a livello europeo, la loro iniziativa sarebbe stata probabilmente dichiarata inammissibile perché l’Ue non ha attualmente alcuna competenza diretta in materia di politica sociale”.

Proprio l’emergenza sanitaria ed economico-sociale ha spinto la Commissione a realizzare alcune misure che vanno nella direzione della costruzione di un Welfare sovranazionale: il piano Sure destinato a finanziare le casse integrazioni a causa del Covid è un pacchetto senza precedenti da 100 miliardi di euro. Oltre a questo, il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni ha anche lanciato l’obiettivo di un salario minimo europeo. Più in generale, l’Ue ha adottato il suo Pilastro dei diritti sociali nel 2017 e all’inizio del 2021 la Commissione presenterà un piano d’azione per attuare i 20 principi chiave del pilastro europeo dei diritti sociali.

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Il reddito di base incondizionato nel dibattito pubblico ha tanti nomi: alcune volte si parla di reddito di cittadinanza (come nel caos italiano), altre volte si chiama reddito di sussistenza e altre volte ancora reddito minimo universale. Quale che sia il nome, ad ogni modo, esso consiste in un insieme di fondi in denaro erogati, a intervallo di tempo regolare, a tutte le persone dotate di cittadinanza o di residenza (a seconda di come lo si intende). In Italia, come è noto, il reddito di cittadinanza è stato introdotto dal primo Governo Conte.

L’obiettivo della campagna è ambizioso: entro il 24 settembre 2021 vanno raccolte un milione di firme in tutti i paesi membri dell’Unione Europea. A quel punto la Commissione sarà obbligata a valutare la proposta di iniziativa popolare e spiegare quale azione intende intraprendere o i motivi di un eventuale rifiuto.

Chi vuole sostenere l’iniziativa in Italia può firmare su www.bin-italia.org e eci-ubi.eu.