Stop agli allevamenti in gabbia nell’Ue, la Commissione presenterà la legge entro il 2023

Polli in gabbia. [EPA: Ulises Ruiz Basurto]

Accolta la richiesta dei cittadini e delle organizzazioni animaliste che si erano mobilitate per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”. È la prima volta che una Ice si traduce completamente in un processo legislativo.

La Commissione aveva tempo fino al 15 luglio per adottare un indirizzo sulla Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, promossa da 170 organizzazioni in tutta Europa (tra cui le italiane Oipa, Legambiente e Slow Food) che in un anno ha raccolto oltre 1,6 milioni di firme per chiedere il divieto degli allevamenti in gabbia nell’Ue.
L’Iniziativa dei cittadini europei è uno strumento di democrazia partecipativa, attraverso il quale un milione di cittadini residenti in un quarto degli Stati membri può chiedere alla Commissione di proporre una legge su un certo tema oggetto della raccolta firme.
Prima di questa, solo altre cinque raccolte di firme sono riuscite ad arrivare alla fine del processo: “Right2water”, “Stop vivisection”, “One of Us”, “Stop Ttip” e “Stop glyphosate”. Anche se in tutto, in dieci anni di esistenza dello strumento dell’Ice, quelle ufficialmente registrate sono state 81. Nella maggior parte dei casi, dunque, i promotori non sono riusciti a raccogliere il numero necessario di firme nei Paesi membri.

Stop alle gabbie

La commissaria Stella Kyriakides in conferenza stampa ha esordito dicendo cheoggi è un giorno storico per il benessere degli animali”, spiegando la decisione della Commissione di accogliere la proposta che viene definita una priorità per la Commissione, in linea con gli impegni della strategia Farm to Fork e del Green Deal.
L’impegno è quello di presentare, entro la fine del 2023, una proposta legislativa per eliminare gradualmente, fino a vietarle, le gabbie per tutti gli animali menzionati nell’iniziativa: galline ovaiole, scrofe, vitelli, conigli, polli, quaglie, anatre e oche. Si tratta di “un imperativo etico ed economico”, ha aggiunto la commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, spiegando che “non è solo una questione etica, ma anche una questione di qualità del cibo”.

La Commissione ha già chiesto all’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, di mettersi al lavoro per determinare le condizioni necessarie per fare a meno delle gabbie.
Allo stesso bisognerà tenere conto dei costi che ricadranno sulle spalle degli allevatori ed è per questo che in conferenza stampa la commissione ha ribadito più volte che “gli allevatori saranno sostenuti in questa transizione” e che non saranno abbandonati.
Questo implicherà da un lato prevedere dei finanziamenti diretti e dall’altro lato fare in modo che rispetto agli accordi commerciali le importazioni da fuori Ue siano “conformi alle nostre regole e ai nostri standard”.
Si dovranno in ogni caso considerare tutte le varie implicazioni socio-economiche e ambientali in una valutazione d’impatto da completare entro la fine del 2022.
L’ipotesi, così come chiesto dai promotori dell’Ice, è che la nuova legislazione entri in vigore a partire dal 2027.

Stop agli allevamenti in gabbia: la proposta del Parlamento europeo

Gli eurodeputati fanno propria la richiesta dei cittadini europei avanzata con una specifica Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). La risoluzione per sollecitare la Commissione a prevedere una graduale eliminazione degli allevamenti in gabbia è stata adottata giovedì con 558 …

Un tema sempre più rilevante per i cittadini

L’Ice per vietare gli allevamenti in gabbia diventerà dunque legge. Alle cinque precedenti iniziative era andata molto peggio. L’Ice “Right2water” è stata parzialmente accolta ed è diventata la base per una nuova direttiva sulla qualità dell’acqua; le altre invece sono state sostanzialmente ignorate.
Uno degli elementi chiave per spiegare perché in questo caso la Commissione abbia deciso di abbracciare in toto la proposta dei cittadini è il fatto che il tema del benessere degli animali è un tema sempre più rilevante per i cittadini europei, ed è un tema che sempre di più indirizza anche le strategie dei consumatori. Basta guardare a come gli scaffali dei supermercati sono cambiati negli ultimi dieci anni e a come i menù dei ristoranti siano sempre più attenti a prevedere alternative vegetariane e vegane.

“La risposta di oggi è un passo fondamentale verso un’ambiziosa revisione della legislazione sul benessere degli animali nel 2023, una priorità dall’inizio del mio mandato”, ha spiegato la commissaria cipriota. “Sono determinata a garantire che l’Ue rimanga all’avanguardia del benessere degli animali sulla scena globale e a garantire che noi soddisfiamo le aspettative della società”. Perché è proprio la società europea ad essere sempre più esigente rispetto a queste tematiche.
“Oggi possiamo dire che vi abbiamo ascoltato e che continueremo ad ascoltarvi”, ha chiosato.