Parte «Stop Gobal Warming»: 27 premi Nobel a fianco della campagna europea contro i cambiamenti climatici

Veduta del ghiaccio sbriciolato a causa di una crepa generata dalla pressione dell'acqua in una diga naturale nel ghiacciaio del Perito Moreno tra il "Brazo Rico" e il lago argentino nel Parco Nazionale del Ghiacciaio della provincia di Santa Cruz nella Patagonia argentina, 06 luglio 2008. EPA-EFE/Ariel Molina

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è uno dei principali strumenti di democrazia partecipativa a disposizione dei cittadini dell’UE.

Già supportata da oltre 5mila scienziati, tra cui 27 premi Nobel, «Stop Gobal Warming» è considerata lo strumento più efficace per proteggere l’ambiente e combattere il climate change senza abbandonare l’economia di mercato e sarà lanciato sui social dai più noti esponenti dello spettacolo. Fedez, Nina Zilli, Mara Maionchi, Neri Marcorè, Giulia Innocenzi, Gabriele Muccino, Cristiana Capotondi e Pif inviteranno tutti a inserire l’immagine di www.stopglobalwarming.eu sul proprio profilo. Nata da una idea di Marco Cappato (tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore del movimento di cittadini europei sullo sviluppo sostenibile Eumans), ed esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (co-Presidente del Partito Verde Europeo), «Stop Gobal Warming» ha come obiettivo un milione di firme entro il 20 luglio in almeno 7 Paesi membri.

A differenza delle Petizioni, che sono rivolte al Parlamento nella sua qualità di rappresentante diretto dei cittadini dell’UE, le ICE sono una richiesta diretta finalizzata alla predisposizione di uno specifico strumento giuridico e devono rispettare delle specifiche norme di ammissibilità. Esse sono dunque rivolte alla Commissione Europea, che è l’unica istituzione che può presentare proposte legislative. La natura giuridica dell’ICE è infatti simile al diritto di iniziativa previsto per il Parlamento Europeo e per il Consiglio dell’UE.

Con un’ICE, dunque, si richiede alla Commissione europea di proporre una legge in uno dei suoi settori di competenza.

Iniziativa dei Cittadini Europei: cos’è e come funziona

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è uno dei principali strumenti di democrazia partecipativa a disposizione dei cittadini dell’UE.

Il principio giuridico che ha introdotto la possibilità di un’iniziativa dei cittadini è stato sancito con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore …

Presentata in occasione dell’Earth Day 2020, Stop Global Warming (www.stopglobalwarming.eu) rappresenta la prima iniziativa formale di raccolta firme allo scopo di spingere la Commissione Europea ad elaborare una legge per bloccare il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici. Il concetto di base è quello di “spostare le tasse dalle persone all’ambiente”, puntando in sostanza sulla tassazione delle emissioni di CO2: emettere anidride carbonica in Europa porterebbe a pagare un tot per tonnellata rilasciata; il ricavato dovrebbe essere utilizzato per ridurre la tassazione in busta paga a carico dei lavoratori comunitari.

Un prezzo sulle emissioni di CO2 per combattere i cambiamenti climatici

Chiediamo alla Commissione europea di proporre una normativa dell’UE che scoraggi il consumo di combustibili fossili, incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili per combattere il riscaldamento globale e limiti l’aumento della temperatura a 1,5ºC.

La proposta introduce un prezzo minimo per le emissioni di CO2, partendo da 50 EUR per tonnellata di CO2 dal 2020 fino a 100 EUR entro il 2025. Al contempo, la proposta punta ad abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE e introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di CO2 nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni di CO2 verranno dirottate verso le politiche europee che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi”.

La Commissione Europea ha dunque sei mesi per fornire le proprie conclusioni giuridiche e politiche in merito all’iniziativa e un elenco delle azioni che intende adottare con annesso un preciso calendario di attuazione.

Grazie al nuovo regolamento poi, il Parlamento ha anche facoltà, dopo l’audizione, di discutere la proposta in aula e adottare una risoluzione per sostenerla politicamente. Al Parlamento spetta poi il compito di esaminare l’operato della Commissione rispetto agli impegni presi.