Iniziativa dei cittadini europei sulle minoranze linguistiche, delusione per la risposta della Commissione

Il Consiglio Saami alla riunione ministeriale a Lappia Hall, Rovaniemi, Finlandia, 07 maggio 2019. Il Sami è una famiglia di lingue parlate da popolazioni indigene nel nord della Finlandia, della Svezia, della Norvegia. EPA-EFE/KIMMO BRANDT

L’Iniziativa dei Cittadini Europei “Minority Safepack – un milione di firme per la diversità in Europa” aveva raccolto oltre un milione e trecentomila firme di cittadini europei in undici Paesi (Romania, Slovacchia, Ungheria, Lettonia, Spagna, Croazia, Danimarca, Bulgaria, Slovenia, Lituania e Italia) per sollecitare un nuovo quadro normativo a tutela delle minoranze linguistiche nell’UE. Deludente la risposta della Commissione che sembra dire che l’UE fa già abbastanza in questo settore.

Nella risposta ufficiale della Commissione leggiamo che “la Commissione valuta attentamente le proposte avanzate dagli organizzatori, indicando in che modo la legislazione UE esistente e quella recentemente adottata sostengono i diversi aspetti di questa iniziativa. La risposta delinea ulteriori azioni di follow-up”. I promotori sono rimasti delusi da questa presa di posizione, soprattutto dopo il feedback estremamente positivo ottenuto nel corso  dell’audizione pubblica al Parlamento europeo il 15 ottobre 2020 e soprattutto dopo che il 17 dicembre 2020, un’ampia maggioranza del Parlamento europeo ha adottato una risoluzione a sostegno dell’iniziativa SafePack per le minoranze (MSPI), rendendola la prima Iniziativa dei cittadini europei ad essere oggetto di un dibattito in plenaria e di una risoluzione adottata dal Parlamento europeo.

La risposta della Commissione sembra una sorta di retromarcia. La vicepresidente della Commissione per i valori e la trasparenza, Věra Jourová ha infatti dichiarato da un lato che “Questa quinta iniziativa dei cittadini europei di successo dimostra che i cittadini europei si sentono fortemente impegnati e vogliono partecipare al dibattito pubblico sulla definizione delle politiche dell’Unione” ma dall’altro lato che “Il rispetto dei diritti delle persone appartenenti a una minoranza è uno dei valori fondamentali dell’Unione e la Commissione è impegnata a promuovere questo programma”. Vale a dire che la piena attuazione della legislazione e delle politiche già in vigore è più che sufficiente.

La storia dell’ICE “Minority Safepack” si inserisce nel solco delle storie di insuccesso dell’ICE. Dal 2012 sono state registrate quasi 80 Iniziative dei cittadini europei, ma solo pochissime hanno raggiunto la soglia di un milione di firme in sette Paesi, anche perché probabilmente questo strumento di iniziativa popolare non è così conosciuto. Delle cinque che hanno completato l’iter con successo, solo “Right2water” è diventata la base per una nuova legislazione UE; una nuova direttiva sulla qualità dell’acqua è stata approvata nel dicembre 2020, ma anche in questo caso possiamo trovare una nota dolente: ci sono voluti sette anni.
È andata comunque peggio alle altre tre ICE portata sul tavolo della Commissione: “One of Us” e “Stop Vivisection” sono state completamente ignorate, mentre “Ban Glyphosate”, ha ottenuto solo poche briciole dalla Commissione, secondo i promotori.

Forse è tempo di ripensare anche questo strumento, nel quadro delle discussioni sul futuro dell’Europa.

È l'ora della Commissione europea

L’ultima iniziativa dei cittadini europei, Minority SafePack, è una rara opportunità per prendere sul serio la partecipazione democratica, dopo che una serie di precedenti esperienze Ice non sono riuscite ad ottenere sufficiente attenzione o ad avere un impatto sulla legislazione …