Acqua pubblica, la prima Iniziativa dei cittadini europei di successo ottiene l’ok del Parlamento Ue

L'acqua di un rubinetto, Paesi Bassi, 12 settembre 2019. [EPA-EFE/KOEN VAN WEEL]

Via libera definitivo da parte del Parlamento europeo alla revisione delle norme che cercano di aggiornare i parametri di qualità dell’acqua. Non si tratta solo di un passaggio importante  rispetto ai temi ambientali (acqua pulita, salute, diminuzione delle bottiglie di plastica), ma soprattutto rispetto all’esercizio della democrazie: siamo di fronte, infatti, alla risposta diretta all’Iniziativa dei cittadini europei “Right2Water”, firmata da 1,6 milioni di persone.

Il principio alla base della direttiva aggiornata sull’acqua per il consumo umano è semplice: fornire acqua di rubinetto sicura, pulita e a prezzi accessibili per ridurre il numero di bottiglie di plastica. Ma l’importanza della Direttiva sull’acqua potabile (Dwd) va oltre la semplice promozione dell’acqua del rubinetto come opzione più economica e pulita per l’ambiente rispetto all’acqua in bottiglia o al semplice aggiornamento dei parametri di qualità: le nuove norme prevedono misure per migliorare l’accesso all’acqua per i gruppi vulnerabili e il pubblico in generale e aumentare il livello di informazione sulla qualità dell’acqua, facendo dell’Ice “Right2Water” la prima iniziativa dei cittadini europei di successo.

Gli effetti della nuova normativa riguarderanno diversi ambiti: qualità dell’acqua, riduzione della plastica, accesso all’acqua del rubinetto anche nei ristoranti e nelle mense.
Sul primo punto, l’eurodeputato Christophe Hansen, il principale negoziatore del Parlamento sul dossier, ha spiegato ad Euractiv.com che “Abbiamo spinto molto per tenere conto anche di nuovi inquinanti come le microplastiche e gli interferenti endocrini, in quanto rappresentano una reale minaccia per la salute umana”. Tra i parametri aggiornati, poi, gli eurodeputati hanno deciso di estendere il monitoraggio del batterio della legionella, che può causare delle polmoniti acute, a tutti i sistemi di acqua potabile dell’Ue nell’ambito di una nuova analisi di valutazione del rischio. Attualmente è obbligatorio solo per gli alberghi e gli uffici pubblici.

Il tema della riduzione delle bottiglie in plastica è particolarmente interessante soprattutto per il mercato italiano: il mercato del consumo di acqua infatti in Italia è superiore ai 15 miliardi di litri; il nostro Paese è il primo consumatore in Europa e addirittura il terzo a livello globale.
Gli effetti dannosi della plastica in questo caso specifico non riguardano solo l’ambito ambientale, ma anche quello della salute umana: secondo uno studio della State University di New York sono stati trovati microframmenti di plastica nel 93% delle bottiglie d’acqua di 11 importanti marchi, in vari Paesi del mondo. Le microplastiche trovate sono soprattutto il polipropilene, usato nella produzione dei tappi, ma anche tracce di nylon e di polietilene tereftalato (Pet).

Un terzo importante aspetto dovrebbe riguardare la reperibilità dell’acqua pubblica, che dovrebbe essere garantita sia incentivando il fatto di servire gratuitamente l’acqua del rubinetto nei ristoranti e nelle mense, sia aumentando il numero di fontane di acqua potabile negli spazi pubblici.

Gli Stati membri dovranno cioè garantire la fornitura gratuita di acqua negli edifici pubblici e devono incoraggiare i ristoranti, le mense e i servizi di catering a fornire ai clienti acqua gratuitamente o a basso costo. Dovrebbero inoltre adottare misure per migliorare l’accesso all’acqua per i gruppi vulnerabili, come i rifugiati, le comunità nomadi, i senzatetto.