Rialzo dei tassi e stop al Quantitative easing, perché la BCE non può agire diversamente

Attaccare la BCE sembra essere diventato lo sport preferito dei nazionalisti di ogni colore politico, come in occasione dell’annuncio sull’aumento dei tassi di interesse (0,25%) e sulla fine del Quantitative easing. In realtà queste decisioni erano attese da tempo e rispecchiano in pieno le prerogative e i limiti delle possibilità di azione della Banca Centrale Europea, perché in Europa manca un Governo europeo responsabile per l’elaborazione delle politiche -fiscali ed economiche in questo caso- che possa affiancarsi e completare l’operato della Banca Centrale -responsabile per le sole questioni monetarie-. Ecco perché il Parlamento Europeo, raccogliendo il testimone della Conferenza sul Futuro dell’Europa ha chiesto al Consiglio Europeo del 23 e 24 giugno di aprire una convenzione di riforma dei trattati per arrivare all’Unione politica europea.

Supporter

Co-finanziato dall'Unione europea

Le opinioni espresse nella presente pubblicazione sono quelle dell'autore che ne assume la responsabilità esclusiva. Il Parlamento Europeo non è responsabile dell'eventuale uso delle informazioni in essa contenute.