Santo Stefano e Ventotene, il rilancio della democrazia parte da qui

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Castaldo, Costa e Ruiz Devesa a Santo Stefano

Identità, democrazia, rappresentanza attiva, diritti umani, cittadinanza: tutti concetti chiave per la convivenza civile, da reinventare in un’ottica inclusiva e multilivello. Un progetto complesso che (ri)parte da Santo Stefano e Ventotene, due isole simbolo nella storia europea.

A Santo Stefano il carcere borbonico è stato luogo di violazione e poi di rivalutazione dei diritti umani. A Ventotene è nata l’idea di una democrazia europea da affiancare a quelle nazionali, superando il monopolio del potere dei singoli Stati-nazione che aveva condotto alla Seconda Guerra Mondiale. Per questo lo sforzo lanciato nei mesi scorsi ed approfondito in questi giorni dai massimi rappresentanti istituzionali nazionali ed internazionali ha il sapore di una rinascita, in una fase storica del mondo in cui democrazia, diritti umani, cittadinanza vengono ogni giorno oltraggiati da conflitti di ogni natura.

A solo un giorno di distanza dalla visita del Presidente Mattarella a Ventotene, la Commissaria Straordinaria di Governo Silvia Costa si è recata in visita all’ex carcere borbonico di Santo Stefano insieme a Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento Europeo con delega a diritti umani e democrazia, Domenec Ruiz Devesa, Parlamentare europeo e relatore sull’Educazione civica europea, Gerardo Santomauro, Sindaco di Ventotene, Francesco Tufarelli, Direttore Generale Ufficio coordinamento Politiche dell’Unione europea al Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio e a Paolo Cutolo, Direttore della Biblioteca Comunale di Ventotene.

Durante l’incontro, la Commissaria ha lanciato la proposta di un’alleanza con il Parlamento Europeo attraverso un progetto pilota ispirato ai valori fondanti della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dell’educazione civica, in linea con la Costituzione europea. Proposta subito raccolta da Massimo Castaldo: “Quest’anno, al campus di San Nicolò a Venezia, si è tenuto un grande evento sullo stato dei diritti umani nel mondo. Sarebbe bello, appena ve ne saranno le condizioni, organizzarne uno qui a Santo Stefano, per il forte richiamo che questo luogo simbolico ha. Un sito del genere – ha proseguito il Vicepresidente del PE – si presterebbe in modo eccezionale a questo fine. Farò da trait d’union per portare qui una conferenza di alto livello, che potrà diventare ricorrente, su iniziative di promozione dei diritti umani”.

“Tutto questo si sposa con la visione che sta nascendo: Ventotene e Santo Stefano sono due facce della stessa medaglia. L’Europa non sarebbe Europa senza diritti umani” ha sottolineato Gerardo Santomauro, Sindaco di Ventotene. La settimana dedicata alla celebrazione dell’80°anniversario del Manifesto prosegue con una serie di importanti appuntamenti politici e culturali, da cui uscirà sempre più rafforzata la dimensione europea di Ventotene e Santo Stefano, mentre il Progetto di recupero dell’ex carcere, in linea con il cronoprogramma, vede a breve l’assegnazione della gara per i lavori di messa in sicurezza (il cui avvio operativo del cantiere è previsto a fine ottobre), mentre è ancora aperto il Concorso Internazionale di progettazione architettonica, lanciato lo scorso 30 giugno da Ventotene.

Un percorso non facile. Ed allo stesso tempo necessario, se vogliamo reinventare democrazia, identità, cittadinanza, diritti umani in una dimensione (che non può limitarsi alla cornice giuridica nazionale) coerente con l’esigenza, sempre più pressante, di assicurare la pace nel mondo.