Ora è il momento di essere ambiziosi e audaci per il futuro dell’Ue

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Celebrazioni in occasione della Festa dell'Europa.

La Festa dell’Europa avrebbe dovuto segnare il termine della Conferenza sul futuro dell’Europa. Un anno di deliberazioni, dibattiti e discussioni che ha riunito cittadini, politici regionali, nazionali ed europei, istituzioni Ue, organizzazioni della società civile e partner sociali, per costruire una traiettoria comune per il futuro dell’Europa, scrive Petros Fassoulas.

Petros Fassoulas è segretario generale del Movimento Europeo.

Questo processo unico e innovativo di democrazia deliberativa e partecipativa ha messo i cittadini al centro del processo decisionale. In molti erano preoccupati all’inizio. Ma la Conferenza ci ha insegnato che la nostra democrazia può essere solo rafforzata dalla fusione del lavoro dei rappresentanti eletti con il contributo dei cittadini e delle organizzazioni della società civile.

I panel paneuropei dei cittadini sono stati l’innovazione più preziosa della Conferenza. I cittadini selezionati casualmente si sono riuniti da tutti gli angoli dell’Unione e con i percorsi di vita più vari, hanno lavorato con energia, tenacia e risolutezza per avanzare proposte incredibilmente significative.

I cittadini vedono l’Europa come una soluzione alle sfide che stanno affrontando. Per questa ragione vogliono un ruolo attivo nel prendere le decisioni che li riguardano, sia attraverso la riforma delle elezioni europee che rendendo i panel dei cittadini permanenti all’interno del processo decisionale. Vogliono un’Unione con più competenze, che parli a una voce e che assicuri che gli Stati membri lavorino insieme per proteggere la nostra salute e l’ambiente, difendano valori e diritti e perseguano un’Europa inclusiva e socialmente equa che non lasci indietro nessuno. Vogliono semplificare il metodo con cui le istituzioni prendono le decisioni, rendendo al contempo non negoziabile lo stato di diritto. Non si sono tirati indietro dal sostegno alla riforma dei Trattati per raggiungere quello a cui aspiravano.

Da ultimo, ma certamente non per importanza, chiedono maggiore autonomia, sul tema energetico in particolare, così come più integrazione su difesa e sicurezza, per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità, ancora più pertinenti dopo la guerra in Ucraina.

Ma non finisce qui. Non siamo neanche vicini alla fine. Siamo solo alla fine dell’inizio, per citare Winston Churchill, che presiedette il Congresso d’Europa nel 1948, la Conferenza sul futuro dell’Europa originale che, tra le altre cose, segnò la nascita del Movimento Europeo. La Conferenza ci ha dato l’opportunità di cambiare l’Europa. Le raccomandazioni adottate recentemente e presentate il 9 maggio ai presidenti delle tre istituzioni europee sono profonde e al tempo stesso ricche di senso comune. Hanno il potenziale per trasformare il nostro continente, rafforzare la nostra democrazia e rendere l’Ue in grado di difendere i diritti e i valori che determinano quello che chiamiamo ‘ideale europeo’.

Tuttavia, c’è un forte senso di trepidazione per via della mancanza di chiarezza sui prossimi passi. Una cosa è certa. Non possiamo permettere alle raccomandazioni di prendere polvere in qualche report dimenticato su una mensola. Appartengono a tutti, alle istituzioni e ai cittadini così come alla società civile. Devono sopravvivere nella loro interezza ed essere portate avanti.

Per questo, specialmente ora che l’Europa sta lottando contro forze autocratiche, in difesa dei nostri valori, un seguito concreto della Conferenza sul futuro dell’Europa è di importanza fondamentale. E quale modo migliore per farlo che non tenendo una Convenzione, incaricata di proseguire il lavoro della Conferenza e portare a termine i cambiamenti politici, legislativi e dei Trattati necessari per rendere queste raccomandazioni una realtà.

Il futuro viene scritto nei tempi di crisi. Abbiamo l’opportunità superare le nostre sfide, fissando il nostro sguardo su un’Europa migliore e lavorando insieme per ottenerla. Ora è il momento di essere audaci e ambiziosi.