La nostra Europa federale: sovrana e democratica

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[EPA-EFE/PATRICK SEEGER]

Il Gruppo Spinelli e l’Unione dei federalisti europei hanno lanciato un appello, firmato da numerosi eurodeputati e personalità dell’Unione europea, che pubblichiamo integralmente.

Nei momenti spartiacque della storia le comunità, per evitare di scivolare in un irreversibile declino, hanno bisogno di adattare le proprie istituzioni, equipaggiandole per affrontare nuove circostanze. Alla fine della Guerra fredda l’Unione europea, con la creazione dell’unione monetaria, ha compiuto un primo, cruciale passo verso l’adattamento delle sue istituzioni; non è riuscita tuttavia ad accordarsi per una vera politica fiscale e sociale per l’euro. Più tardi, con il Trattato di Lisbona, l’Ue ha potenziato il ruolo legislativo del Parlamento europeo, ma ha nuovamente fallito nel creare una forte unione politica ed economica per completare l’euro.

Come risultato, l’Ue non si è dimostrata equipaggiata per reagire efficacemente alle prime grandi sfide del XXI secolo: la crisi finanziaria del 2008, i flussi migratori del 2015-2016, l’avvento dei populismi nazionalisti e il referendum del 2016 sulla Brexit. Questo fallimento ha anche portato al rafforzamento dei poteri dei governi – come dimostrato dall’attuale eccessiva concentrazione di poteri nel Consiglio europeo, la cui azione è bloccata dai veti nazionali – e nella cronica incapacità dell’Ue di sviluppare una politica estera comune capace di promuovere gli interessi strategi dell’Europa.

Ora, tuttavia, la musica è cambiata. Di fronte a una crisi sanitaria senza precedenti e al corrispondente collasso dell’economia, l’Europa ha reagito con unità e risolutezza, indicando persino la strada per l’integrazione del futuro: ha gettato le basi, iniziando con una strategia di vaccinazione comune senza precedenti, di una ‘Europa della salute’ e svelato un piano di ripresa che sarà finanziato da prestiti comuni e ripagato con i ricavi di tasse europee che colpiranno i giganti del digitale e le industrie inquinanti. Questo piano federale costituisce un grande passo in avanti verso la creazione di un’Unione federale e fiscale capace di affermare la sovranità europea nell’ambito domestico e internazionale. Per questo deve diventare permanente.

Ora, come cittadini europei, attendiamo l’avvio della Conferenza sul futuro dell’Europa, un evento disegnato per raccogliere cittadini, esponenti della società civile, Ong, sindacati e rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee per discutere e decidere come adattare le nostre istituzioni in modo da completare la costruzione della nostra Europa federale. I loro sforzi devono essere sostenuti dalla chiara realizzazione che le decisioni fondamentali su prestiti e tassazione comune non possono rimanere indefinitamente nelle mani dei governi nazionali, ma devono essere prese in maniera efficiente, trasparente e democratica.

Oggi, abbiamo bisogno e vogliamo un’Unione politica forte, legittima e sufficientemente supportata finanziariamente, che possa affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro tempo, agendo in maniera decisa in un ampio raggio di aree politiche, dai cambiamenti climatici alle crescenti disuguaglianze sociali, la salute, le migrazioni, la difesa e gli affari esteri. Inoltre, chiediamo una democrazia pan-europea più forte, con veri partiti politici e campagne elettorali per le elezioni europee, basate sulla creazione di circoscrizioni europee e liste transnazionali guidate dai candidati alla presidenza della Commissione.

Vogliamo un’Unione che sia, contemporaneamente, una comunità di destini e valori e un modello per il nuovo mondo che si sta formando – un esempio di come i Paesi possano vivere in pace insieme, costruire una solidarietà transfrontaliera e sociale e proteggere i diritti umani, lo stato di diritto e le libertà fondamentali.

Crediamo fermamente che il nostro futuro risieda in un’Europa sovrana e democratica. E il tempo per costruirla è adesso: ora o mai più. Non sprechiamo questa opportunità.

 

FIRMATARI INIZIALI

  • Sandro Gozi, presidente dell’Unione dei federalisti europei (Uef) ed europarlamentare (Renew Europe)
  • Brando Benifei, presidente del Gruppo Spinelli ed europarlamentare (S&D)
  • Esteban González Pons, vicepresidente del gruppo del Partito popolare europeo (Ppe) al Parlamento europeo ed europarlamentare
  • Danuta Hübner, già membro della Commissione europea, portavoce del Ppe nella Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo ed europarlamentare
  • Domènec Ruiz Devesa, vicepresidente dell’Uef, portavoce del gruppo S&D nella Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo ed europarlamentare
  • Pascal Durand, portavoce del gruppo Renew Europe nella Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo ed europarlamentare
  • Daniel Freund, europarlamentare del gruppo dei Verdi/Efa responsabile della Conferenza sul futuro dell’Europa
  • Damian Boeselager, ortavoce del gruppo dei Verdi/Efa nella Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo ed europarlamentare
  • Dimitrios Papadimoulis, vicepresidente del Parlamento europeo, europarlamentare del gruppo della Sinistra (Gue-Ngl)