Il futuro dell’Europa nelle mani dei suoi cittadini

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Cinque anni fa lanciammo un appello in tutto il continente per un Rinascimento europeo. Chiedevamo di avviare un percorso in cui cittadini, parti sociali, società civile e Stati potessero scrivere insieme una nuova, coraggiosa pagina della nostra storia comune. Questo 9 maggio si apre ufficialmente la Conferenza sul Futuro dell’Europa. Ne siamo felici: è una decisione che risponde alle nostre aspettative.

L’Unione europea è a un bivio. Si trova di fronte a sfide esistenziali che la costringono a ripensare il suo modello di società, i valori che lo sostengono e il suo posto nel mondo. Lo shock climatico, la crescente rivalità tra potenze, la rivoluzione digitale e l’emergenza sanitaria richiedono risposte politiche, istituzionali e finanziarie di un’ampiezza inedita, ben oltre i confini nazionali.

Per affrontare queste sfide, è necessario riformare i nostri metodi di decisione e di attuazione. Ma il processo sarà legittimo solo se i cittadini dell’Unione vi saranno effettivamente e massicciamente coinvolti. Purtroppo, l’attuale organizzazione della Conferenza non sembra permetterlo.

Certo, una piattaforma digitale è stata creata per coinvolgere il maggior numero di persone possibile. Ma chi ne è a conoscenza? Quanti sanno della decisione dei leader europei di lanciare una Conferenza sul Futuro dell’Europa?

La realizzazione di una tale impresa richiede una forte volontà politica, risorse finanziarie importanti e la mobilitazione della società civile. In assenza di questi prerequisiti, le consultazioni non riescono a coinvolgere un gran numero di cittadini.  Non a caso, le consultazioni europee fin qui organizzate da governi e istituzioni hanno mobilitato solo alcune decine di migliaia di persone. Eppure, si può fare di meglio.

Ad esempio, la consultazione WeEuropeans realizzata da CIVICO Europa e Make.org in vista delle elezioni del 2019 è riuscita a coinvolgere quasi due milioni di persone in 27 paesi e 24 lingue. A garantirne l’esito altamente positivo, sono state le risorse investite nonché il ruolo centrale dato ai cittadini ed alla società civile in tutto il processo. Quegli stessi elementi di successo devono oggi essere utilizzati se non vogliamo che la Conferenza sul Futuro dell’Europa si risolva in un fallimento.

Invitiamo dunque i Capi di Stato e di governo a lanciare senza indugio un appello

alla mobilitazione civica in ciascuno dei loro paesi, coinvolgendo realmente i cittadini e le forze rappresentative della società civile e delle autorità locali.

Li invitiamo a promuovere la partecipazione dei cittadini attraverso la specifica piattaforma;  ma anche ad organizzare, sulla base di una metodologia armonizzata, consultazioni civiche deliberative, realizzate congiuntamente con le organizzazioni della società civile e le parti sociali. Si tratta di passare da un uso strumentale dei cittadini ad una visione collettiva e condivisa del futuro dell’Unione.

Invitiamo perciò i Capi di Stato e di governo a contribuire concretamente al successo di questa Conferenza, in modo che:

  • contribuisca a costruire una visione comune e condivisa dell’Unione che vogliamo, mentre siamo ancora solo all’inizio delle transizioni digitale, ecologica e demografica che stanno trasformando il mondo e la realtà europea come mai prima;
  • al termine di un lavoro collettivo, sia possibile convergere su concrete modifiche della traiettoria politica: che si tratti di una revisione delle politiche esistenti o di nuove politiche, in particolare nel campo della salute, degli affari sociali o della cultura, nel quadro del Trattato esistente o di un nuovo Trattato.

È un’immensa responsabilità che le Istituzioni europee e gli Stati si sono assunti lanciando la Conferenza sul Futuro dell’Europa. Questa responsabilità ora li obbliga ad un impegno coerente. È giunto il momento di affidare a ciascuno di noi la definizione del nostro futuro comune.

 

È possibile aderire all’appello sul sito: www.civico.eu

Su  iniziativa dei Co-Presidenti di CIVICO Europa, Guillaume Klossa, già Direttore dell’Unione europea di radiodiffusione, e Francesca Ratti, già Vicesegretario Generale del Parlamento europeo:

Lionel Baier (CH), Regista; Enrique Baron Crespo (ES), già Presidente del Parlamento europeo; Brando Benifei (IT), Deputato europeo, Presidente del Gruppo Spinelli; Gilbert Bourseul (FR), Presidente di Topics; Mercedes Bresso (IT), Economista, già Presidente del Comitato delle Regioni; Marco Cappato (IT), Presidente di EUmans; Alessia Centoni (IT), Presidente della European Women Association; Jasmina Cibic (SLO), Artista; Daniel Cohn-Bendit (FR/DE), già Presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo; Jože P. Damijan (SLO), Economista; Tremeur Denigot (FR), Professore, membro di CIVICO Europa; Michele Fiorillo (IT), Filosofo, Coordinatore della rete CIVICO Europa; Virginia Fiume (IT), Coordinatrice di EUmans; Cynthia Fleury (FR), Filosofa; Luca Jahier (IT), già Presidente del Comitato economico e sociale; Jo Leinen (DE), già Deputato europeo, già Presidente del Movimento Europeo Internazionale; Alexandra Mitsotakis (GR), Presidente del World Human Forum; Jonathan Moskovic (BE), già Coordinatore di G1000, Consigliere per l’innovazione democratica; Stojan Pelko (SLO), già Segretario di Stato per la Cultura; Rosen Plevneliev (BG), già Presidente della Repubblica; Magali Plovie (BE), Presidente del Parlamento francofono di Bruxelles; Janez Potocnik (SLO), già Commissario europeo; Sneska Quaedvlieg-Mihailovic (NL/RS), Segretario generale di Europa Nostra; Petre Roman (RO), già Primo ministro; Yvan Sagnet (CM), Scrittore, Fondatore dell’Associazione NoCap; Fernando Savater (ES), Filosofo; Roberto Saviano (IT), Scrittore; Elly Schlein (IT), Vice Presidente della Regione Emilia Romagna; Daniela Schwarzer (DE), Direttrice esecutiva della Open Society Foundation; Denis Simonneau (FR), Presidente di EuropaNova; Claus Haugaard Sørensen (DK), già Direttore generale della Commissione europea; Farid Tabarki (NL), Fondatore di Studio Zeitgeist; Álvaro Vasconcelos (PT), Fondatore di Forum Demos, già Direttore dell’Istituto dell’Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza; Cédric Villani (FR), Matematico, Medaglia Fields, Deputato; Pietro Vimont (FR / IT), Membro fondatore di CIVICO Europa; Luca Visentini (IT), Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati; Sasha Waltz e Jochen Sandig (DE), rispettivamente Coreografa e Direttore della Sasha Waltz Company; Slavoj Žižek (SLO), Filosofo.