I Liberali europei e la Conferenza sul futuro dell’Europa

DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell'autore/autrice.

[Photo: European Parliament]

La conferenza sul futuro dell’Europa non dovrebbe essere un esercizio di pubbliche relazioni, ma una vera convenzione popolare per deliberare su tutte le difficili questioni che ci troviamo ad affrontare insieme e per comprendere cosa si aspettano i cittadini dall’Europa, sostiene Hans van Baalen.

 Hans van Baalen è il presidente del partito Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) ed ex membro del Parlamento europeo.

Venerdì 26 marzo, l’ALDE ha compiuto 45 anni, quattro decenni e mezzo memorabili! Abbiamo ottenuto così tanto in così poco tempo.

La nostra storia è iniziata a Stoccarda nel 1976, quando i liberali di tutta Europa si sono uniti e hanno concordato una dichiarazione comune riguardo ai nostri valori fondamentali e a dove volevamo che andasse il nostro continente. Solo tre anni dopo il nostro viaggio, abbiamo ottenuto la nostra prima grande vittoria politica quando Simone Veil è diventata la prima presidente del primo Parlamento europeo eletto direttamente.

A diciassette anni siamo diventati un partito politico e a trentacinque abbiamo lanciato una nuova iniziativa per i cittadini europei al fine di consentire loro di diventare membri individuali del nostro partito, rimanendo tutt’oggi l’unico partito politico europeo ad offrire tale possibilità.

A quarantatré anni abbiamo potuto festeggiare una vittoria storica alle elezioni del Parlamento europeo del 2019 che ci permette, ogni giorno, di portare avanti la nostra agenda liberale europea, lottando per i diritti fondamentali e lo stato di diritto, rafforzando il mercato unico digitale e promuovendo la transizione verde per creare l’occupazione e la crescita economica di domani.

Oggi, stiamo affrontando molte sfide, soprattutto per trovare la nostra via d’uscita dalla crisi sanitaria relativa al COVID-19. C’è ancora molto da fare per contribuire ulteriormente a costruire la democrazia in Europa.

La Conferenza sul futuro dell’Europa sarà un’occasione importante per sentire dai cittadini cosa si aspettano dall’Europa.

Come ALDE, lavoreremo con i nostri partiti membri e con gli iscritti a titolo personale per assicurarci che la voce liberale sia ascoltata e per fare da ponte tra il livello europeo e quello nazionale. Dobbiamo trasformare la Conferenza in una vera e propria convenzione popolare per deliberare su tutte le questioni difficili che affrontiamo insieme.

Prima di tutto, come gestire la prossima pandemia. Nonostante alcuni aspetti positivi, come il pacchetto di ripresa economica Next Generation EU, non siamo stati in grado di fornire una risposta europea coordinata ed efficace per gestire e trovare una via d’uscita dalla crisi del COVID-19.

Quando la prossima crisi colpirà, dobbiamo fare sì che vi sia una cooperazione più efficiente per prevenire le interruzioni della catena di approvvigionamento, garantire la solidarietà, fornire risposte fiscali più veloci e salvaguardare la libera circolazione nella misura più ampia possibile.

Dobbiamo resistere a qualsiasi tentazione di nazionalismo sui vaccini e allo stesso tempo imparare a essere più assertivi nei nostri rapporti contrattuali con le aziende farmaceutiche.

Guardando oltre l’urgenza del momento, dobbiamo risolvere la questione del clima. L’ ALDE sostiene l’ambizione programmatica che mira a fare sì che l’Europa sia neutrale per il clima entro il 2050. Abbiamo bisogno di soluzioni concrete per consentire questa transizione in modo da creare posti di lavoro e generare crescita.

Abbiamo il know-how in Europa per raggiungere questo obiettivo se rimaniamo pragmatici e aperti a discutere tutte le strade possibili.

Per esempio, per discutere del giusto mix energetico in cui il nucleare non sia un tabù. È meglio fare meno promesse e realizzare di più che litigare su chi si impegnerà per l’obiettivo più ambizioso senza una chiara tabella di marcia per arrivarci.

Dobbiamo anche riconoscere che l’immigrazione e l’asilo rimangono una preoccupazione fondamentale nei nostri paesi. È diventato il terzo binario della politica di Bruxelles, ma questo non dovrebbe impedirci di deliberare in merito con i nostri cittadini.

L’integrazione è la chiave per un’immigrazione di successo e sostenibile, una competenza che spetta agli Stati membri. Tuttavia abbiamo bisogno di un sistema comune europeo di asilo più efficace per migliorare la condivisione delle responsabilità e salvaguardare gli standard fondamentali.

L’Europa, naturalmente, affronta molte altre sfide, intorno al digitale, al commercio e al rispetto dei diritti umani, come la lista nera cinese di questa settimana ha ampiamente dimostrato. L’ALDE lavorerà con i nostri partiti membri per impegnarsi su tutte queste questioni e per assicurare che la Conferenza sul futuro dell’Europa diventi una vera convenzione popolare. Andiamo avanti insieme.