Europa per i giovani? Se anche l’informazione istituzionale fa acqua

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Mi è stato chiesto di contribuire ad un numero speciale di una rivista sull’influenza intellettuale di Hayek (Premio Nobel per l’economia e filosofo sociale) nella costruzione europea. Ricordavo di aver letto uno scritto interessante di cui mi ero scordato autore e collocazione; ho quindi googlato “Hayek Europa”, nella speranza di ritrovarlo. È così che mi sono imbattuto in un sito istituzionale, definito niente meno che il “portale europeo per i giovani”, a cura della rete Eurodesk, che ne “aggiorna i contenuti insieme alla Commissione UE”.

Incuriosito, ho letto quanto il sito diceva di Hayek: in pratica nulla, se non che sarebbe una “icona intellettuale della Nuova Destra” in Europa. Un’affermazione che potrebbe anche non essere sbagliata, soprattutto in riferimento ad un conservatorismo liberale, volto a privilegiare strutture tecnocratiche su istituzioni democratiche, difensore estremo del mercato e dell’economia dall’usurpazione degli spazi da parte della politica. Un’affermazione, allo stesso tempo, non argomentata, un po’ buttata là, liquidata in poche righe.

Mi sono allora avventurato a sbirciare altre pagine. Per esempio, quella dedicata ad alcuni ‘campioni sportivi’ che si immagina si siano distinti come propugnatori dell’integrazione europea. E tuttavia, aprendola, il primo nome che compare è Cristiano Ronaldo… Posso sbagliarmi, ma non mi sembra che Ronaldo si sia mai dichiarato a favore di una maggiore integrazione europea; o abbia in qualche modo contribuito alla sua evoluzione (a meno che vincere cinque palloni d’oro non sia considerato un passo in tal senso). Non ha mai fatto, insomma, affermazioni tipo Bono (U2) che qualche anno fa dichiarava l’Europa essere “il più grande progetto del XXI secolo”, un “progetto che deve diventare un sentimento”. Mi sarei aspettato infatti di trovare su Bono una pagina che richiamasse queste informazioni… e invece si ricorda solo che è un cantante ed imprenditore di successo. Stessa sorte per Einstein e per tanti altri.

Ma qual è allora il senso di questo corridoio virtuale di personaggi, che hanno ben poco a che fare con la costruzione europea, o che magari hanno avuto a che fare con essa ma per motivi che non vengono affatto specificati? Quale tipo di informazioni può trovare un giovane desideroso di ricevere notizie attendibili da un sito istituzionale? Che idea si può fare delle “narrative sulla UE” e su questi “personaggi stimolanti” che però non vengono correttamente messi in relazione all’unificazione europea?

Domande per molti versi inquietanti. Soprattutto perché riguardano un sito istituzionale. E perché quel sito si prefigge di fornire un supporto alle giovani generazioni per un’autonoma e innovativa narrazione dell’integrazione europea, si presuppone indipendente da quelle Stato-centriche e ideologiche fornite da altri. Ottima idea, ma non ci pare che quello sia il modo migliore per offrire un servizio pubblico.