È l’ora della Commissione europea

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Il logo Ice © European Union

L’ultima iniziativa dei cittadini europei, Minority SafePack, è una rara opportunità per prendere sul serio la partecipazione democratica, dopo che una serie di precedenti esperienze Ice non sono riuscite ad ottenere sufficiente attenzione o ad avere un impatto sulla legislazione dell’Ue.

Celebrata come la più importante iniziativa di innovazione democratica Ue degli ultimi anni, il diritto d’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) ha suscitato grandi aspettative.

Le organizzazioni della società civile di tutta Europa erano entusiaste dell’idea che ci fosse finalmente la possibilità di avere voce in capitolo nell’agenda politica dell’Unione se un’iniziativa dei cittadini europei è sostenuta da almeno un milione di cittadini.

Tuttavia, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore, tutte le valutazioni indipendenti sull’Ice concludono che il suo impatto giuridico e politico è stato minimo.

Questa mancanza di conseguenze dirette è pericolosa in quanto lascia inesplorato il potenziale Ice e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell’Unione. Per la prima volta, dopo quattro anni, la Commissione Europea deciderà presto come dare seguito al nuovo Minority SafePack per le minoranze dell’Ice, che dovrà dimostrare serietà e impegno dei cittadini e della democrazia partecipativa.

Dal 2012 sono state registrate quasi 80 Iniziative dei cittadini europei, ma solo una manciata di esse è riuscita a raggiungere la soglia impegnativa di un milione di firme e ad ottenere l’attenzione della Commissione.

Tuttavia, le iniziative europee “One of Us” e “Stop Vivisection”, che hanno avuto successo, sono state completamente ignorate dal processo legislativo dell’Ue.

Allo stesso modo, l’ultima Ice che ha avuto buoni risultati, la “Ban Glyphosate”, ha ottenuto solo poche briciole dalla Commissione: nonostante le massicce proteste pubbliche essa si è rifiutata di eliminare gradualmente i pesticidi a base di glifosato.

I commissari Timmermans e Andriukaitis, invece, sono stati disponibili a fare concessioni solo per quanto riguarda le regole di trasparenza per la valutazione scientifica dei pesticidi.

Nemmeno la prima Ice di successo nella storia dell’Ue – “Right2Water” – può essere invocata come esempio del tutto positivo. Il legislatore europeo ha adottato una nuova direttiva sulla qualità dell’acqua solo nel dicembre 2020, cioè più di sette anni dopo la presentazione dell’Iniziativa alla Commissione.

I critici affermano che la revisione legislativa sulla qualità dell’acqua era stata comunque pianificata. Ciononostante, i legislatori europei non perdono l’occasione di menzionare il contributo di “Right2Water”.

Non sorprende che la scarsa reattività della Commissione abbia portato a un diffuso sentimento di delusione e frustrazione. L’Ice sta per diventare lettera morta. Peggio ancora, comporta il rischio che molti cittadini si allontanino dall’Europa. La società civile europea ha chiesto del pane e finora la Commissione ha dato loro solo pietre.

Durante i dibattiti sulla riforma Ice, sia gli eurodeputati che i sostenitori della società civile hanno ripetutamente chiesto che le regole dell’Iniziativa siano volte ad aumentare le possibilità dei cittadini di influenzare le politiche dell’Ue.

Le buone riuscite dell’Iniziativa dei cittadini europei non dovrebbe essere impedite da Consiglio e dal Parlamento Europeo. Senza alcun obbligo significativo di dare seguito a un’iniziativa di successo, la Commissione è incline a ignorare e filtrare le preoccupazioni dei cittadini.

In tal caso, tuttavia, l'”effet utile” dell’Ice viene minato e l’intero strumento si trasforma in una farsa. Purtroppo, questa proposta di migliorare il seguito dato alle Iniziative che hanno avuto successo non figurava ancora nella versione finale del nuovo regolamento che disciplina lo strumento stesso.

Così facendo, il legislatore dell’Ue ha accettato senza battere ciglio il fatto che i cittadini sarebbero stati meno coinvolti nella legislazione europea.

Questa lacuna può ora essere affrontata a livello politico solo attraverso l’impegno della Commissione a dare un seguito a quelle Ice che hanno buoni esiti.

Inoltrare un’Ice al processo legislativo ordinario non implica automaticamente l’attuazione della proposta stessa, ma prevede, piuttosto, un’equa possibilità che essa venga presa in considerazione da Parlamento e Consiglio Ue.

I cittadini si sentiranno presi sul serio solo se saranno ascoltati e se le loro richieste avranno seguito, almeno in parte. Questo non è solo nell’interesse personale dell’Ue, ma è fondamentalmente la sua “ragione d’esistere”.

Ed è tanto più necessario in quanto la Commissione stessa si basa solo su una legittimità democratica relativamente debole e non è direttamente responsabile nei confronti dei cittadini europei.

La nuova Ice “Minority SafePack” è un’opportunità unica per la Commissione Europea di ricalibrare le sue relazioni con i cittadini dell’Ue in quanto, mirando alla protezione della diversità culturale e linguistica in Europa, ha trovato sostegno politico senza precedenti.

È la primissima Ice che ha ottenuto l’approvazione formale del Parlamento Europeo – ancor prima che la Commissione prendesse posizione – con una schiacciante maggioranza di due terzi su una risoluzione del 17 dicembre 2020. Allo stesso modo, numerosi parlamenti regionali e nazionali, sia in Germania, nei Paesi Bassi, in Ungheria, in Belgio o in Spagna, hanno invitato l’Ue ad agire sull’iniziativa Minority SafePack.

Anche funzionari di alto livello dell’Onu – come il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze Fernand de Varennes – hanno accolto con grande favore questa iniziativa. La Commissione può ora dimostrare di prendere sul serio la partecipazione democratica nell’Unione.

In ultima analisi, la questione di un appropriato seguito da dare alle Iniziative europee che raggiungono l’obiettivo deve essere affrontata anche nella prossima Conferenza sul futuro dell’Europa, approvata dal Presidente della Commissione von der Leyen.

Carsten Berg è direttore della campagna sull’Iniziativa dei cittadini europei.