9 maggio in Russia e in Europa: il passato e il futuro

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Macron e von der Leyen coccolano una piccola europea nell'emiciclo di Strasburgo, mentre volti noti della canzone intonano l'Inno alla Gioia

Questo 9 maggio sarà ricordato a lungo. Per il drammatico conflitto armato che stiamo vivendo sul suolo europeo; per la parata militare in Russia, che sembra il remake di un vecchio film degli anni Cinquanta. Ma anche per l’atmosfera gioiosa e solenne che si è vissuta a Strasburgo, dove si concludeva la Conferenza sul Futuro dell’Europa alla presenza delle massime cariche istituzionali della UE, alle quali i cittadini hanno formalmente consegnato le loro proposte.

Proposte ambiziose, quelle dei cittadini europei. Che vogliono un’Europa sovrana ed efficace, capace di resistere alle pressioni competitive globali. Che non delibera all’unanimità ma a maggioranza, rendendo possibili scelte collettive anche quando non tutti siamo d’accordo; come vorrebbero le regole della democrazia. Che agisce con una sola voce in campo strategico, energetico, industriale.

Macron ha parlato da Presidente di turno della UE, ma anche da Presidente dell’unico paese europeo dotato di una capacità di deterrenza nucleare. Le sua parole dunque pesano, soprattutto oggi. E ha rivendicato il diritto, anzi il dovere, per l’Europea di essere sempre più sovrana, di rafforzare le sue istituzioni sovranazionali e i meccanismi di decisione collettiva.

Ma ha anche ribadito la necessità di riornare alla vecchia idea dei cerchi concentrici: una Unione Europea trasformata in federazione; ed una confederazione che abbracci tutti gli altri paesi europei, fornendo loro quell’àncora sulla quale costruire libertà, democrazia, sviluppo.

Un processo che richiede l’impegno immediato dei Capi di Stato e di Governo. Un impegno che Macron ha tradotto nella disponibilità ad assecondare la richiesta del Parlamento Europeo di convocare subito una convenzione, col potere di scrivere il nuovo patto costituzionale per la nuova Europa. Che ne aggiorni le istituzioni, figlie di un contesto storico ormai superato dalla storia.

Mentre a Mosca andava in scena la parata di una forza che si misura unicamente in muscoli nucleari, a Strasburgo si celebrava il meglio di quello che l’Europa rappresenta: confronto, dialogo, sguardo al futuro. Insomma, una vera festa dell’Europa.