Von der Leyen al Parlamento Ue: “Ora risorse proprie e un’unione della sanità e della difesa”

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen interviene al Parlamento europeo di Strasburgo. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Nel suo intervento al Parlamento europeo la Presidente ha annunciato un piano di investimenti in salute da 50 miliardi di euro e ha rivendicato il successo Ue nella campagna vaccinale con oltre il 79% della popolazione vaccinata.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato il discorso sullo stato dell’Unione nella plenaria del Parlamento europeo. Von der Leyen ha rivendicato il successo dell’Ue nel far fronte alla pandemia, nel procurare e produrre i vaccini e nel far sì che l’Ue sia l’area del mondo con il maggior livello di vaccinazione, il 79 % di persone pienamente vaccinate. Ma l’Ue è anche la più solidale, avendo destinato ad altri Paesi il 50% della produzione, con 700 milioni di dosi verso 130 Paesi, con il Team Europe che sta aiutando le vaccinazioni in Africa con 250 milioni di dosi nel 2021, e altri 200 milioni nella prima metà del 2022. Ha rivendicato la rapidità e il successo del Green Pass europeo, accettato anche in molti Paesi del mondo. Ha ribadito la necessità di procedere verso una vera Unione della salute per rafforzare la capacità di far fronte a future crisi sanitarie. A questo proposito la presidente ha annunciato un piano di investimenti in salute da 50 miliardi di euro, da qui al 2027.

Ha rivendicato che l’Ue ha imparato dagli errori fatti in occasione della precedente crisi economica, quando ci sono voluti 8 anni per riportare l’economia ai livelli precedenti, di fronte allo shock pandemico l’Ue ha creato il programma SURE aiutando milioni di disoccupati, ha lanciato Next Generation EU che investe sia nella ripresa immediata che nella crescita sostenibile di lungo periodo e ha portato l’Ue a crescere più di Usa e Cina nell’ultimo trimestre e a recuperare il Pil pre-pandemia in un anno e mezzo.

Ha sottolineato l’importanza della transizione digitale, sia in termini di investimenti infrastrutturali che di capitale umano e digital skills. Ma ha ricordato l’importanza del mercato unico e del suo rafforzamento, anche sul piano digitale, inclusa una regolamentazione che renda responsabili le grandi piattaforme. Ha rilanciato sul tema dell’autonomia anche rispetto alle catene produttive, ed in particolare nei semi-conduttori, su cui l’Ue deve investire, come ha fatto in passato con il sistema Galileo, che contro le aspettative di molti, è un grande successo e dimostra le potenzialità europee. Si è impegnata nel contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, considerando un grande successo l’accordo globale su una tassa sulle imprese digitali, considerata come una questione di equità.

Ha ringraziato i giovani – cui è stato tolto molto, e che si sono sacrificati nella pandemia per proteggere i più fragili – e il cui futuro è la priorità dell’Ue. Il Next Generation EU è pensato per loro, ed è essenziale procedere nell’individuazione delle nuove risorse proprie dell’Ue per finanziarlo. Ha annunciato un nuovo programma Alma a sostegno dei giovani che non lavorano e non studiano (NEET), che permetterà loro di fare un’esperienza professionale temporanea in un altro Paese Ue. Ha proposto che il 2022 sia l’anno europeo dei giovani, chiamati anche ad un ruolo propositivo nel quadro della Conferenza sul Futuro dell’Europa, con l’impegno della Commissione a dar seguito ai suoi risultati.

Nel sottolineare la richiesta dei giovani di fare di più contro il cambiamento climatico, ha rivendicato il ruolo di leadership dell’Ue con il Green Deal e la legge climatica con l’obiettivo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, invitando le altre aree del mondo a seguirne l’esempio. Si è impegnata a raddoppiare i fondi per la protezione della biodiversità nei Paesi poveri e a battersi alla Conferenza di Glasgow per impegni vincolanti anche degli altri Paesi. Attraverso Team Europe l’Ue fornisce 25 miliardi l’anno ai Paesi poveri per azioni di mitigazione e adattamento dei cambiamenti climatici e si impegna ad aggiungerne altri 4 l’anno fino al 2027. Ma ha spronato le altre aree del mondo a rispettare gli impegni presi in precedenza sul tema, cui non stanno dando seguito.

Ha sottolineato la crescente conflittualità internazionale sul piano globale e regionale e rispetto all’Afghanistan si è impegnata a sostenere il popolo, ed in particolare donne e bambini, e a fornire 1 miliardo di euro in  aiuti umanitari per evitare una carestia e un disastro umanitario nel Paese. Ha annunciato una nuova Dichiarazione congiunta Ue-Nato per la fine dell’anno, ma ha ricordato la necessità che l’Ue si doti di una vera Unione della difesa, per favorire la stabilità dell’area di vicinato e prevenire o risolvere crisi che altrimenti si scaricano comunque sull’Europa e per affrontare le nuove sfide, incluse quelle digitali e nel cyber-spazio. Ha ribadito che il problema non è solo una mancanza di capacità, ma anche di volontà politica. Serve un sistema efficace di decisioni collettive sulla difesa, una maggiore cooperazione e scambio di informazioni di intelligence, che potrebbero essere favoriti dalla creazione di un Joint situational awareness centre. Ha invitato a lavorare all’inter-operabilità dei sistemi militari, che potrebbe essere favorita mediante un’esenzione dall’IVA per gli acquisti di materiale militare prodotto nell’Ue. Ha sottolineato la necessità di una politica europea sulla cyber-security, inclusa una legislazione su standard comuni. Ha auspicato che lo Strategic Compass che dovrà essere approvato la prossima primavera possa fornire una valutazione comune delle minacce ed un approccio comune per affrontarle, annunciando anche un summit sulla difesa da convocare durante la Presidenza di turno francese nella prima metà del 2022.

Si è impegnata a rafforzare cooperazione e partnership con gli alleati, a partire dagli Usa, e a lanciare delle “global gateway partnership” con altri Paesi, già a partire dal vertice Ue-Africa del prossimo febbraio. L’obiettivo sarà favorire investimenti nelle infrastrutture globali, ma basati sul rispetto dei valori e dei diritti umani, senza creare dipendenze, delineando in sostanza un’alternativa europea alla politica cinese. L’Ue sostiene il commercio, ma senza sacrificare la dignità e i diritti delle persone, perciò non accetteremo nel mercato unico beni prodotto con lavoro forzato, e simili.

Rispetto allo spinoso tema delle migrazioni ha ribadito l’accusa alla Bielorussia di spingere migranti ai confini Ue con intenti di destabilizzazione, esprimendo il sostegno agli Stati membri coinvolti e ribadendo la necessità di procedere verso una politica europea delle migrazioni a partire dal Migration Pact proposto dalla Commissione, su cui vi sono ancora resistenze di vari Stati.

Ha ricordato l’importanza della libertà di informazione e dei media e la necessità di difendere i giornalisti da attacchi sempre più frequenti, impegnando la Commissione ad agire in tal senso. Infine ha citato l’italiana Bebe Vio, invitata al discorso, come esempio dei giovani europei e dell’Ue, fondata sull’idea che “se sembra impossibile si può fare” e che “possiamo essere ciò che vogliamo essere”, ricordando la lungimiranza dei padri fondatori dell’Unione, e concludendo in italiano “Viva l’Europa”.

Un discorso che ha toccato i principali punti dell’agenda europea, che ha delineato le principali sfide di fronte all’Unione e i dossier sul tappeto su cui l’Ue deve essere rafforzata. Ma ha evitato di entrare nel dettaglio delle trasformazioni istituzionali necessarie a tal fine – a partire dal superamento dell’unanimità in tali materie – rimandando a quanto verrà elaborato dalla Conferenza sul Futuro dell’Europa, ribadendone così la centralità.

Commissione Europea

Con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea