Ventotene, sarà intitolato a David Sassoli il progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano

Nell'immagine, la commissaria Costa e il presidente Sassoli [Pagina Facebook Commissario per il recupero del Carcere dell’isola di S. Stefano-Ventotene]

La proposta di intitolazione al presidente del Parlamento europeo mancato recentemente è stata lanciata dalla commissaria Costa e dal ministro Franceschini, con la piena condivisione del presidente del Consiglio Draghi.

Il Progetto Ventotene per il recupero del carcere di Santo Stefano sarà intitolato a David Sassoli, presidente del Parlamento europeo venuto a mancare lo scorso 11 gennaio. Ad annunciarlo in una nota, la commissaria straordinaria del Governo Silvia Costa d’intesa con il ministro della Cultura Dario Franceschini. La vita di Sassoli e l’esperienza politica sono state animate dai valori di un’Europa giusta, più forte, democratica e sovrana, per le quali si è sempre battuto fino agli ultimi istanti di vita.

La proposta carica di significato è stata accolta con favore dal presidente del Consiglio Mario Draghi che ha sottolineato come “la morte di David Sassoli rappresenti una grande perdita per l’Italia e per l’Europa intera”. “I tributi che gli sono stati rivolti riflettono la profondità del suo impegno a favore di una Europa più unita e più libera, come nelle intenzioni dei padri fondatori” e per queste ragioni Draghi condivide “pienamente la proposta di intitolargli il Progetto Ventotene-Santo Stefano, per una Scuola di Alti pensieri in un luogo a lui molto caro”.

“Sarà un modo per tracciare una linea ideale con il passato, tra due momenti di rinascita del progetto europeo, di cui David Sassoli è stato appassionato protagonista”, ha concluso il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il ministro Franceschini si è soffermato sul valore del messaggio federalista europeo e ha ritenuto fondamentale ricordare che si tratta di “una iniziativa ambiziosa a cui guarda tutta Europa”. “Il valore di quei luoghi deve essere considerato per l’alto significato simbolico, è lì che è nata l’idea più rivoluzionaria dei nostri tempi: l’Europa federale – ha affermato il Ministro -. Ed è giusto oggi intitolare questo progetto a David che con il suo impegno politico e civico è stato in tutto il suo percorso di vita un interprete profondo dello spirito del Manifesto di Ventotene”.

La commissaria Costa, nella proposta rivolta al Presidente del Consiglio, ha evidenziato come David Sassoli abbia “saputo interpretare con garbo e determinazione quella sintesi che Lei (Draghi, ndr) ha molto bene espresso in Parlamento di ‘idealità e mediazione’ alla luce dei suoi saldi valori cattolico democratici e delle sue forti istanze di solidarietà, giustizia sociale, partecipazione civica e dialogo”.

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“Sono certa che la testimonianza e l’esempio di Sassoli resteranno anche nel cuore di tanti giovani che ci stanno inviando toccanti messaggi e che in questi anni lo hanno sentito vicino e attento alle loro richieste – ha proseguito la Commissaria -. Considero significativo e pertinente quindi che il Governo gli intitoli il Progetto Ventotene-Santo Stefano per una ‘Scuola di Alti pensieri’ che accolga tutte le migliori esperienze formative sui diritti umani, la dignità della persona, la giustizia, la solidarietà, il ruolo della cultura e della sostenibilità per la costruzione della libertà, della democrazia e della solidarietà in Europa e nel Mediterraneo”.

Silvia Costa ha poi ricordato in particolare le parole che David Sassoli pronunciò il 17 settembre 2020, da Bruxelles, durante l’iniziativa promossa dalla Commissaria proprio a Ventotene con le istituzioni locali e le amministrazioni sottoscrittrici del Progetto: “Il carcere di Santo Stefano e l’isola di Ventotene costituiscono dei capisaldi della nostra storia, punti di riferimento… il passaggio di tanti protagonisti della vita della Repubblica italiana: Sandro Pertini, Umberto Terracini, Rocco Pugliese, uomini coraggiosi considerati scomodi, dissidenti politici, persone che hanno fatto della resistenza al fascismo una delle loro battaglie, sono stati costretti a trascorrere parte delle loro vite in questo carcere, molti addirittura le loro ultime ore. Il valore del carcere di Santo Stefano deve essere quindi considerato per il suo alto significato simbolico. Il patrimonio culturale è una parte importante della nostra identità comune. Il vostro progetto va proprio in questa direzione, ha il nostro sostegno e contribuisce a rafforzare quel senso di cittadinanza europea che proprio sugli scogli di Ventotene ha posto le sue fondamenta. È lì che abbiamo avuto uomini e donne che hanno immaginato, per noi, un futuro diverso. Non dobbiamo dimenticare che questa è stata una terra di ispirazione per tutti coloro che consideriamo i nostri padri fondatori e le loro parole sono ora, più che mai, attuali”.

Ventotene e Santo Stefano rappresentano i luoghi della Resistenza e dell’Antifascismo, dove molti confinati e prigionieri passarono anni di detenzione in quanto oppositori del regime fascista. A Ventotene è nato l’omonimo Manifesto (1942) dei federalisti europei Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, che rappresenta il solido basamento valoriale del processo di unificazione politica dell’Europa.

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