Roberta Metsola è la nuova presidente del Parlamento europeo

Roberta Metsola [EPA-EFE/WOJCIECH OLKUSNIK POLAND OUT]

La maltese Roberta Metsola (Ppe) è la nuova presidente del Parlamento europeo. Nella prima votazione – e nelle due successive – per essere eletti serve ottenere il 50% dei voti validi più uno. Nella prima votazione Metsola ha ottenuto 458 voti su 616 voti validi, la candidata dei Verdi Alice Bah Kuhnke ne ha avuti 101, la candidata della sinistra GUE/NGL, Sira Rego, ne ha avuti 57.

“I prossimi due anni e mezzo saranno tra i più critici per il Parlamento europeo, mentre emergiamo da una pandemia devastante”, aveva detto Metsola ai giornalisti a novembre dopo che il gruppo di centro-destra del Partito popolare europeo (Ppe), il più grande del Parlamento, l’ha scelta come candidata.

I leader di S&D hanno accettato di sostenere la sua candidatura in cambio di un accordo sulle priorità politiche con il Ppe e Renew Europe. Ai socialisti sono stati assicurati cinque dei 14 posti di vicepresidente del Parlamento, così come la presidenza della Conferenza dei presidenti di Commissione, che ha il compito di coordinare il lavoro tra i vari panel del Parlamento e per consuetudine è sempre stata assegnata ai popolari.

L’eurodeputata maltese ha ottenuto anche i voti dei Conservatori e Riformisti, partito capitanato in Europa da Giorgia Meloni, che hanno deciso di ritirare la candidatura dell’eurodeputato polacco Kosma Zlotowski e quelli del Carroccio (Identità e democrazia).

“La Lega appoggerà la candidatura della candidata Metsola, della quale apprezziamo la sensibilità e le posizioni dimostrate nel tempo su temi importanti quali contrasto all’immigrazione clandestina e difesa dei valori della famiglia”, ha spiegato il capo delegazione, Marco Campomenosi. “Non possiamo permettere che ai vertici del Parlamento europeo possano sedere rappresentanti delle forze illiberali dell’estrema sinistra e promotori delle follie verdi. Massimo impegno anche nel sostenere la leghista Mara Bizzotto, candidata del gruppo Id alla carica di vice presidente”, ha aggiunto.

I sovranisti in sostanza chiedono incarichi che consentano loro di far pesare le loro posizioni al tavolo delle decisioni, in cambio del sostegno dato alla neo-presidente. La maggioranza di Metsola quindi non è più composta da un fronte compattamente europeista e dovrà fare i conti con le posizioni dei diversi gruppi che la compongono, comprese forze populiste e illiberali. In questo scenario i progressisti rischiano di trovarsi in una posizione minoritaria su alcuni dossier.

Chi è la nuova presidente

Metsola, 43 anni, è diventata una delle eurodeputate più influenti dell’assemblea dalla sua elezione nel 2013, lavorando nell’ufficio di presidenza del Ppe e poi come vicepresidente del Parlamento europeo. Sarà la terza donna a guidare il Parlamento europeo e la più giovane presidente della storia dell’Eurocamera.

Esponente del Partito popolare europeo, conservatrice e convinta anti-abortista, come gran parte dell’opinione pubblica maltese (Malta è l’unico Paese Ue dove l’aborto è ancora illegale), Metsola ha ricoperto il ruolo di addetto legale presso l’ufficio maltese dell’Ue dal 2004 al 2012 e quello di consulente di Catherine Ashton, ex commissario europeo al Commercio.

Il suo obiettivo, aveva detto a novembre, è quello di “aiutare le persone nei nostri stati membri a credere nell’Europa”. Per fare questo intende “creare alleanze, costruire ponti con le forze costruttive pro-europee in questa casa”.

Nel 2015 criticò il report di Bruxelles sull’eguaglianza di genere europeo che includeva l’accesso all’interruzione di gravidanza come requisito di parità, un riferimento che Metsola non esitò a definire “inaccettabile”. Tuttavia, in vista della sua elezione a presidente del Parlamento Europeo,  aveva assicurato che avrebbe rispettato le decisioni dell’Ue in materia.

Come eurodeputata ha fatto parte sia dell’Intergruppo del Parlamento europeo sui diritti dei bambini sia della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE), in qualità di coordinatore.

Nel suo discorso come candidata alla presidenza Metsola ha fatto riferimento al lavoro del suo predecessore David Sassoli. “David voleva mettere tutti intorno allo stesso tavolo, un impegno che io voglio continuare a perseguire”, ha dichiarato la neo presidente. “Voglio rafforzare la cultura del dibattito, la politica non può essere battaglia tra vincitori e vinti, ma deve essere al servizio dei cittadini”.

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