Riforma dell’Ue: la CoFoe è il “punto di partenza”, afferma il Presidente di Alde Kyuchyuk

Ilhan Kyuchyuk, Co-Presidente dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa. [Parlamento europeo]

È tempo di prendere in considerazione una modifica dei trattati dell’Ue, perché il messaggio trasmesso dai cittadini europei durante la CoFoE è che “amano l’idea di Europa” ma non il modo in cui il blocco funziona, ha dichiarato a EURACTIV Ilhan Kyuchyuk, co-Presidente di Alde, il Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali e per l’Europa. 

Eurodeputato del partito bulgaro Movimento per i diritti e le libertà, Kyuchyuk è stato eletto co-Presidente di Alde al congresso della famiglia liberale tenutosi a Dublino all’inizio del mese.

Il congresso è stato dominato dalle riflessioni sulla guerra in corso in Ucraina, dal dibattito sull’opportunità o meno di conferire all’Ucraina lo status di Paese candidato all’Ue, ma anche dal tema del futuro dell’Unione e del suo funzionamento.

Kyuchyuk ha descritto la Conferenza sul futuro dell’Europa, l’esercizio di democrazia partecipativa volto a raccogliere le voci dei cittadini europei sulla riforma del blocco, come “il punto di partenza” per una riforma.

Secondo quanto dichiarato a EURACTIV, il messaggio dei cittadini è stato chiaro. “I cittadini amano il progetto europeo e l’idea di Europa, ma non amano affatto il modo in cui l’Ue sta funzionando”, ha dichiarato.

Nel frattempo, ALDE condurrà una serie di sondaggi da qui al maggio 2024. “Vogliamo sentire cosa vogliono i cittadini da noi come liberali. Siamo una famiglia in crescita e stiamo lavorando con tutti i partiti progressisti e centristi”, ha dichiarato.

Venerdì (17 giugno), la Commissione europea ha pubblicato la sua prima comunicazione sulle raccomandazioni, 49 proposte dettagliate e più di 300 misure per migliorare la vita dei cittadini. Proposte che la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha descritto come “idee ricche e di ampio respiro per migliorare la nostra Unione”.

Secondo Kyuchyuk, il risultato finale della Conferenza sarà probabilmente una riforma dei trattati dell’Ue – gli accordi vincolanti tra i membri dell’Unione che hanno portato a fondare le istituzioni europee e a definire il loro obiettivo, le loro competenze e il processo decisionale.

“Tutte le 49 raccomandazioni sono buone e dobbiamo leggerle con attenzione”, ha dichiarato l’eurodeputato bulgaro. “La nostra posizione è sempre stata quella di essere favorevoli alla modifica dei trattati, se necessaria”.

Secondo quanto emerso dalla Conferenza da poco conclusa, salute e politica estera sono in cima alla lista dei settori in cui l’Ue dovrebbe acquisire maggiori competenze e facilità di azione.

“È ovvio che bisogna trarre insegnamento dalla pandemia Covid. È necessaria una maggiore cooperazione (in materia di politica sanitaria) a livello europeo e l’Ue deve essere preparata a questo. Dobbiamo difenderci ed essere proattivi”, ha dichiarato Kyuchyuk.

Al tempo stesso, ha sottolineato come l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha portato la politica estera e di sicurezza dell’Ue e l’allargamento del blocco tra i temi più importanti nell’agenda.

Guerra in Ucraina campanello d’allarme

“La guerra in Ucraina è stata un campanello d’allarme per l’Ue”, ha proseguito il co-Presidente di Alde. “Abbiamo visto con i nostri occhi come la politica estera e di sicurezza dell’Ue stia cambiando radicalmente e a livello di Stati membri stiamo assistendo a passi senza precedenti”.

I ritardi e le difficoltà incontrate dall’Unione a 27 nel trovare un accordo sulle sanzioni contro la Russia hanno permesso di puntare l’attenzione sulla necessità di abolire la regola dell’unanimità in politica estera, ha dichiarato Kyuchyuk, aggiungendo che “non possiamo continuare a permettere che l’Ue diventi ostaggio delle procedure di veto”.

“Vediamo questo slancio come un buon punto di partenza  per iniziare a riunirci su questi temi”.

Non c’è alternativa, ha detto, all’espansione delle procedure di adesione all’Ue, sia per i Paesi dell’Europa dell’est che per i Balcani occidentali.

“Se vogliono aderire all’Unione e bussano alla nostra porta, dobbiamo dar loro l’opportunità di farlo”, ha dichiarato Kyuchyuk, critico sulla lentezza dell’integrazione dei sei Paesi dei Balcani occidentali.

Da parte sua, Kyuchyuk ha dichiarato a EURACTIV di “sostenere con forza che l’eliminazione del veto bulgaro sull’adesione della vicina Macedonia del Nord”.

“Se vogliamo che l’Ue diventi un attore geopolitico centrale, dobbiamo mantenere le promesse fatte ai Balcani occidentali”, ha dichiarato. Facendo il contrario, ha aggiunto, “stiamo demotivando le società di quei Paesi”.

Il prossimo passo sarà un impegno più ampio con i Paesi del Partenariato orientale (Eastern Partnership), ha aggiunto Kyuchyuk. “Come ha detto Jean Monnet, l’Ue non si costruisce in un giorno. Non si tratta di un solo progetto. Sarà un progetto di continuità”.

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