Parlamento Ue, David Sassoli e Roberta Metsola sono i candidati presidenti di S&D e Ppe

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/Jean-Francois Badias / POOL MAXPPP OUT]

L’attuale presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha annunciato che è disponibile per un secondo mandato con il sostegno del gruppo S&D. I socialdemocratici hanno affermato di non voler votare il candidato proposto dal Partito popolare europeo (Ppe), che sarà Roberta Metsola.

David Sassoli sarà nuovamente il candidato di S&D alla presidenza del Parlamento europeo. Questo è quanto è emerso da un incontro con il gruppo, che ha affermato con forza che “non ci sono le condizioni per votare un candidato proposto dal Ppe”.

Il patto stipulato nel 2019 tra S&D e Ppe prevedeva che a Sassoli subentrasse Manfred Weber, presidente del gruppo dei popolari al Parlamento Ue. Tuttavia, questo accordo è caduto nel momento in cui Weber stesso si è ritirato dalla corsa a settembre, oltre che per altri screzi. In particolare, secondo S&D, il Ppe avrebbe “stracciato l’accordo nel momento in cui ha sostenuto la nomina del conservatore irlandese Paschal Donohoe alla presidenza dell’Eurogruppo, a scapito della ministra socialista spagnola Nadia Calviño”.

Intervenuto alla riunione dei socialisti, Sassoli ha dichiarato che “non possiamo permetterci di portare a casa queste elezioni con una coalizione a trazione conservatrice. Sarebbe un errore politico in un momento in cui in Europa siamo in vantaggio come famiglia politica”, ha detto. La prossima scadenza elettorale, quindi, dovrà riflettere “i risultati importanti ottenuti fin qui grazie alla leadership socialista nel Parlamento europeo”.

Dall’altro lato, il Ppe ha scelto la maltese Roberta Metsola come suo candidato, dopo la rinuncia di Weber. Ha sconfitto gli altri due in corsa, l’olandese Esther de Lange e l’austriaco Othmar Karas.

Metsola è stata eletta vicepresidente del Parlamento europeo lo scorso gennaio e nelle scorse settimane ha sostituito David Sassoli mentre recuperava dalla polmonite che lo ha tenuto fuori dall’ufficio per due mesi.

L’eurodeputata maltese era la favorita grazie al sostegno di cui gode in tutto il partito e alle buone relazioni con gli altri gruppi parlamentari. De Lange, al contrario, appartiene a un partito olandese tradizionalmente rigido su fondi europei e spese, perciò poteva essere osteggiata dai rappresentanti dei Paesi che fanno maggiore affidamento sui soldi dell’Ue.

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