Michel: abolire il principio di unanimità è “una falsa buona idea”

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Irritazione per la decisione degli Stati Uniti di un ritiro unilaterale dall’Afghanistan, e parere favorevole al principio delle decisioni all’unanimità in sede UE. Li ha espressi il presidente del Consiglio europeo, l’ex primo ministro belga Charles Michel, in una lunga intervista alla rivista di dibattito politico-strategico e relazioni internazionali Le Grand Continent.

Secondo Michel, il ritiro dall’Afghanistan e il ritorno al potere dei Talebani “è un fallimento per la comunità internazionale”. Nonostante non ci sia dubbio che “gli Stati Uniti [siano] un grande alleato dell’Unione Europea”, ha aggiunto, “ciò che mi colpisce come europeo è che, quando gli Stati Uniti hanno scelto di negoziare con i talebani sotto l’amministrazione Trump e poi hanno confermato il loro ritiro, l’hanno fatto consultandosi pochissimo – se non per niente – con i partner europei”.

Al presidente del Consiglio UE “sembra che ci sia una tendenza strutturale negli Stati Uniti, che esisteva già prima di Donald Trump – anche se lui l’ha resa molto più visibile – a dare priorità agli interessi americani”, nonostante “l’amministrazione Biden sia sinceramente a favore dell’integrazione europea”.

Questa tendenza deve spingere l’UE, ha detto Michel, ad agire in direzione di una politica strategica e di difesa comune: “Il fatto che una delle potenze economiche più forti del mondo come l’Unione Europea, una potenza democratica con valori estremamente forti, una potenza militare composta da ventisette stati, non sia in grado di fornire l’assistenza necessaria per evacuare i suoi cittadini e gli afghani che l’hanno sostenuta senza il sostegno degli Stati Uniti, deve essere fonte di preoccupazione”, ha detto l’ex premier belga: “A mio parere, questa osservazione non fa che accelerare l’urgenza di una discussione approfondita sul rafforzamento dell’autonomia strategica europea. Ora dobbiamo trasformarla in azione”.

Proprio la politica estera e di sicurezza dell’UE è uno dei temi su cui ciclicamente – e con ancora più forza negli ultimi mesi – è più forte la spinta per abolire il principio delle decisioni all’unanimità. Posizione espressa in diverse occasioni da alcuni del maggiori leader delle istituzioni e degli atti membri dell’Unione, e alla quale però Michel si dichiara contrario.

“Sono consapevole di avere una posizione atipica sulla regola dell’unanimità”, ha detto il capo del Consiglio UE: “Da qualche tempo è diventato quasi un luogo comune, un’evidenza: la regola dell’unanimità sarebbe un freno, una fonte di debolezza per l’Unione europea. Capisco questa lettura a prima vista. Io stesso sono stato a volte deluso dal fatto che ci voglia così tanto tempo per decidere su un argomento importante. (…) Ma credo anche che sia necessario riflettere attentamente per non farsi ingannare da una falsa buona idea”.

Abolire il principio di unanimità sarebbe “una falsa buon idea”, ha aggiunto Michel, perché “quando siamo uniti, siamo forti. Quando non siamo uniti, siamo deboli, non abbiamo impatto. Il rischio, abbandonando troppo in fretta l’unanimità, è quello di rinunciare allo sforzo necessario per creare questa unità, creando situazioni che darebbero ad alcuni Stati membri l’impressione che il loro punto di vista non sia importante o gradito. Dato che non sono comunque necessari, non c’è più motivo di sforzarsi di costruire insieme un progetto comune”.

“È vero – ha concluso Michel – che l’unanimità richiede un grande sforzo politico, molto investimento, molta energia, ma è una regola che, se e quando viene fatta funzionare, porta unità, quindi forza, quindi influenza, e quindi potere. Rinunciarvi significa correre il rischio – anche se a prima vista può sembrare buon senso – di contribuire all’indebolimento della costruzione europea”.

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