L’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa: nominato il comitato scientifico

L'ex ministro della giustizia Paola Severino. EPA-EFE/GIUSEPPE LAMI

Sono stati scelti i membri del Comitato scientifico per il futuro dell’Europa, istituito dal Governo Italiano per coordinare la partecipazione dell’Italia alla Conferenza per il Futuro dell’Europa. Tra di loro anche il Direttore di EURACTIV Italia Roberto Castaldi.

L’avvocato Paola Severino e l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci sono stati incaricati di co-presiedere il Comitato scientifico che dovrà coordinare la “pianificazione, la preparazione e l’organizzazione degli interventi volti a dare concreta attuazione alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa”. Saranno in tutto 35 i membri del Comitato, 20 uomini e 15 donne, scelti tra docenti universitari, presidenti di Think thank ed esponenti della società civile: tra loro Antonio Argenziano, segretario generale dei Giovani Federalisti Europei;  Susanna Cafaro, professoressa di diritto dell’Unione Europea all’Università del Salento; Roberto Castaldi, professore di filosofia politica all’Università Ecampus e direttore di EURACTIV Italia; Marta Dassù, esperta European Council of Foreign Relations; Pier Virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo; Renaud Dehousse, presidente dell’Istituto universitario europeo; Sergio Fabbrini, professore dell’Università LUISS Guido Carli; Franco Frattini, presidente della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale; Fabiola Giannotti, direttrice generale del CERN di Ginevra; Antonio Padoa-Schioppa, professore emerito dell’Università di Milano; Lucrezia Reichlin, professoressa della London Business School; Giulia Rossolillo, professoressa dell’Università di Pavia; Giulio Tremonti, presidente Aspen Institute Italia.

Il Comitato dovrà programmare le “attività connesse alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza”, di concerto con il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e al sottosegretario per gli Affari europei e lavorerà a “titolo gratuito”.
La partecipazione dell’Italia sarà decisiva, non solo perché si tratta di uno dei sei Paesi fondatori e della terza economia europea, ma soprattutto perché è il Paese da cui dipendono le sorti della ripresa europea dopo la pandemia, considerando la mole di risorse di Next Generation EU destinate a Roma. In più, alla guida del Paese c’è una delle figure più autorevoli ed apprezzate d’Europa, Mario Draghi.
L’aspetto però forse più rilevante, tuttavia, non ha che vedere né con i parametri economici né con le dinamiche istituzionali: l’Italia è storicamente il Paese europeo più europeista, il paese di Ventotene, di Spinelli e Colorni, di tutti i Presidenti della Repubblica europeisti e federalisti, ma negli ultimi anni i partiti euroscettici e populisti hanno avuto sempre più presa sui cittadini e nell’opinione pubblica. Lungi dall’essere un problema solo nostrano, questa sempre maggiore diffidenza, diventata persino ostilità, ha avuto un impatto anche nel resto dell’Unione, che dal 2008 in poi si è progressivamente indebolita, sulla scia della disillusione della mancata Costituzione di qualche anno prima.
Ecco perchè parte del successo della Conferenza sul Futuro dell’Europa passerà dal successo o dall’insuccesso delle iniziative dell’Italia e dalla visione che gli italiani mostreranno di avere dell’Unione.
Per ora è proprio dall’Italia, dalle organizzazioni italiane e dai cittadini italiani, che sono stati organizzati la maggior parte degli eventi pubblicati sulla piattaforma multilingue della Conferenza.

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