La voce dei territori: regioni ed enti locali alla Conferenza sul futuro dell’Europa

Il primo ministro portoghese Antonio Costa, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante l'evento inaugurale della conferenza sul futuro dell'Europa al Parlamento europeo a Strasburgo il 9 maggio 2021. EPA-EFE/JULIEN WARNAND

Il Comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa ha approvato una modifica al Regolamento per dare spazio in più ad alcuni rappresentanti dei territori: ci saranno sei rappresentanti in più eletti dalle regioni, sei in più dagli enti locali e ulteriori quattro posti, dedicati alle parti sociali di tutta l’Ue.

Dopo un inizio davvero al di sotto delle aspettative, i lavori della Conferenza non sono ancora entrati nel vivo ma la piattaforma online è già attiva e sta raccogliendo i contributi delle organizzazioni della società civile, delle forze politiche e sociali, degli enti del volontariato e di cittadini comuni. “Le discussioni e gli adeguamenti delle regole di oggi indicano che ci stiamo avvicinando alla fine della fase di progettazione della Conferenza. Attendiamo ora con ansia la fase dei contenuti con la raccolta in corso delle idee dei cittadini sulla piattaforma digitale insieme alle proposte dei panel di cittadini che inizieranno i lavori a settembre”, ha commentato il copresidente della conferenza, l’eurodeputato Guy Verhofstadt.

A partire da settembre la Conferenza sul futuro dell’Europa combinerà eventi online e offline, locali, regionali, nazionali ed europei, promossi dalle organizzazioni della società civile, dai cittadini, dalle istituzioni europee e dalle autorità nazionali, regionali e locali. Ciò che emergerà, insieme a tutti gli altri contributi che arriveranno sulla piattaforma digitale multilingue, confluirà nelle plenarie della Conferenza e, infine, nel rapporto finale della Conferenza, che, nonostante le reticenze iniziali, potrebbe portare ad una modifica dei Trattati esistenti.

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Quattro modi per partecipare alla Conferenza

Il modo più semplice e più inclusivo per poter partecipare attivamente alla discussione paneuropea sul Futuro dell’Europa è quello di iscriversi alla piattaforma multilingue che è già attiva dal 19 aprile scorso. Attraverso la piattaforma si possono conoscere tutti gli eventi che vengono organizzati in giro per l’Europa e online e tutti i cittadini possono inviare idee e contributi online, selezionando uno dei temi di discussione: tra gli altri clima, diritti, salute, economia e sociale, innovazione digitale, democrazia.
Un altro modo per essere parte attiva di questa discussione europea è quello di partecipare agli eventi decentrati, che possono essere virtuali, in presenza o ibridi organizzati da singoli cittadini oppure da organizzazioni, ma anche da autorità nazionali, regionali e locali di tutta Europa. In questi due casi, non è necessario avere un ruolo formale nella Conferenza o essere stati estratti a sorte: chiunque ritenga di avere qualcosa da dire sul futuro dell’Unione può farlo.

Gli altri due modi per partecipare attivamente ai lavori sono invece in qualche modo più istituzionali: ci sono i panel dei cittadini e poi le plenarie.
I panel di cittadini europei saranno quattro e saranno dedicati ai temi principali della conferenza. Circa 800 cittadini selezionati in modo casuale, che riflettono la diversità socio-economica, demografica e culturale dell’UE, vi prenderanno parte, 200 cittadini per ogni gruppo. Discuteranno, presenteranno idee e raccomandazioni che confluiranno nelle plenarie della conferenza e, infine, nella relazione finale.
La sessione plenaria, infine, sarà composta da rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea nonché da rappresentanti di tutti i parlamenti nazionali, su un piano di parità, e da cittadini. Saranno rappresentati anche il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale, le parti sociali e la società civile.
I risultati finali della Conferenza saranno presentati in una relazione conclusiva e le tre istituzioni europee (Parlamento, Commissione e Consiglio) dovranno decidere come dare un seguito efficace a quanto emergerà.

Commissione Europea

Con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea