La Francia vede con favore il nuovo accordo di governo europeista in Germania

L'eurodeputata francese Nathalie Loiseau. [EPA-EFE/IAN LANGSDON]

L’accordo di governo trovato tra i tre partiti che compongono la coalizione ‘a semaforo’ in Germania è stato accolto con favore dalla Francia, che lo giudica in linea con le sue ambizioni e priorità, compresa la visione di un’Ue più federale. Il report di EURACTIV Francia.

L’accordo del 24 novembe tra i socialdemocratici (Spd), i Verdi e i liberali di Fdp, denominato “Osare per il progresso – Un’alleanza per la libertà la giustizia e la sostenibilità”, arriva poche settimane prima che la Francia assuma la presidenza a rotazione del Consiglio dell’Ue.

Include proposte come le liste transnazionali nelle elezioni europee, un “sistema obbligatorio di Spitzenkandidaten”, un diritto di iniziativa per il Parlamento europeo, il rispetto dello stato di diritto, un seguito per la Conferenza sul futuro dell’Europa e “l’evoluzione dell’Ue verso uno stato federale”.

Tutto nell’accordo sembra coincidere con le ambizioni di Parigi e il suo progetto per l’Ue a 27, illustrato dal presidente Emmanuel Macron in un discorso alla Sorbona di settembre 2017. “È molto positivo quello che sta succedendo in Germania”, ha dichiarato l’eurodeputata Valérie Hayer, nuova co-presidente della delegazione francese nel gruppo Renew Europe al Parlamento europeo.

Hayer ha accolto positivamente la “dinamica rinnovata del duo franco-tedesco”, aggiungendo che “non c’è sempre stato il supporto che sperava da parte del partner storico” e che “la Francia torna ad essere ambiziosa sul piano europeo”. Il ministero degli esteri francese ha indicato che vuole “iniziare rapidamente a lavorare con il nuovo governo tedesco”.

“C’è una certa euforia intorno a questo accordo poiché sembra esserci una reale volontà di governare insieme” da parte dei tre partiti coinvolti, che “sono riusciti a trovare ciò che avevano in comune”, ha detto a EURACTIV Paul Maurice, ricercatore presso il comitato di studio sulle relazioni franco-tedesche dell’Istituto francese di relazioni internazionali.

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Un’Europa più federale

“Più federalismo europeo può anche significare più spazio di manovra per la Francia”, ha detto Maurice, anticipando che queste differenze tra Parigi e Berlino potrebbero aiutare Macron, che affronta un’elezione presidenziale in aprile, a posizionarsi come leader dell’Europa, con il sostegno tedesco.

Il riferimento a una maggiore ‘sovranità strategica’ per l’Europa è stato accolto con favore da Hayer, che ha detto che questo “è un buon segno” per la presidenza francese del Consiglio dell’Ue che inizierà a gennaio.

L’eurodeputata di Renew Europe Nathalie Loiseau ha sottolineato l’importanza del fatto che Fdp “abbia spinto per un’agenda sull’autonomia strategica”. Questo nuovo governo è sia “un segno di continuità”, che conferma il legame tra la Germania e l’Europa, e uno “sviluppo positivo”, ha detto l’ex segretaria di Stato per gli affari europei.

L’accordo di coalizione mette grande enfasi anche sulle relazioni tra Francia e Germania. “A pagina 136 viene citata l’assemblea parlamentare franco-tedesca”, ha detto Christophe Arend, parlamentare del gruppo di Macron La République en Marche.

“È un forte segno che il futuro governo tedesco si affiderà a questa assemblea per rimuovere eventuali ostacoli”, ha detto il presidente dell’ufficio dell’assemblea a EURACTIV, invitando il governo francese a prendere anche questa strada.

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Energia nucleare

Il delicato tema dell’energia nucleare, un punto chiave di disaccordo tra Francia e Germania, non è stato direttamente menzionato nell’accordo, il che può essere interpretato come un segno che Berlino voglia evitare tensioni con Parigi sul tema.

Questo non cambia i piani di eliminazione del nucleare della Germania. La nuova coalizione tedesca si è prefissata un ambizioso obiettivo dell’80% per le rinnovabili entro il 2030, senza rivedere l’attuale piano di dismettere le centrali tedesche.

Il “super” ministero dell’economia, del clima e dell’energia previsto nell’accordo di coalizione andrà ai Verdi, che sembrano “ancora molto contrari al nucleare”, come ha fatto notare Maurice. Questo per la gioia degli omologhi in Francia.

“Sto aspettando il responso di questo governo sulla tassonomia. È importante che lavori contro la Francia, che metta pressione per escludere l’energia nucleare”, ha detto l’eurodeputata francese dei Verdi Michèle Rivasi.

Secondo la Francia, il nucleare dovrebbe avere un posto nella tassonomia della finanza verde dell’Ue perché è una fonte di elettricità a basse emissioni di carbonio che non può essere ignorata nella transizione energetica.

“Considereremo un’azione legale se Emmanuel Macron riuscirà a imporre il nucleare nella tassonomia. Se il clima è la priorità in Europa, il nucleare è fuori questione”, ha avvertito Rivasi.

Ma Laurence Maillart-Méhaignerie, deputato de La République en Marche di Macron e presidente della commissione per lo sviluppo sostenibile e la pianificazione regionale dell’Assemblea nazionale, era più preoccupato per “il breve termine”.

Mentre l’accordo di coalizione tedesco mostra l’ambizione del governo “di affrontare le sfide climatiche, le sfide della decarbonizzazione in Germania sono molto più difficili che in Francia”, dato il suo mix energetico e la dipendenza dalle centrali a carbone, ha detto a EURACTIV.

“[I tedeschi] sono preoccupati per il nucleare perché i Verdi non lo vogliono. Ma per il momento, non vediamo come, a breve termine, possiamo fare a meno del nucleare per raggiungere la neutralità dal carbonio”, ha detto Maillart-Méhaignerie, notando che “con l’elettrificazione dell’industria, il parco auto, il rinnovamento energetico, i bisogni di elettricità aumenteranno”.

L’Ue dovrebbe decidere molto presto se includere il nucleare nella tassonomia.