La Conferenza sul futuro dell’Europa può aprire la strada alla riforma dell’Unione

Il 9 maggio 1950 Robert Schuman fece la sua famosa Dichiarazione che portò alla prima Comunità europea del carbone e dell’acciaio, indicata come “primo passo verso la Federazione europea”. Il 9 maggio 2021 prende avvio la Conferenza sul futuro dell’Europa che potrebbe aprire la strada ad una riforma dell’Unione volta a rendere l’Unione pienamente federale.

È questo l’auspicio dell’Appello “La nostra Europa federale, sovrana, democratica”, lanciato dal Gruppo Spinelli – che raggruppa i parlamentari europei e nazionali federalisti – insieme all’Unione Europea dei Federalisti e al Movimento Europeo Internazionale. Non sarebbe una novità se non fosse che una richiesta così radicale ha ricevuto l’adesione di centinaia di personalità della politica e della cultura da tutta Europa e di diverse forze politiche. Inclusi 17 ex capi di Stato e di governo di Italia, Spagna, Polonia, Austria, Belgio, Grecia, Lituania, Romania, Ungheria, dalla sinistra radicale di Tsipras al popolare Kubilius, passando per il socialista Zapatero e il liberale Verhofstadt, e gli italiani Conte, Renzi, Letta, Monti, Prodi. Ma anche lo storico leader dei Verdi Cohn-Bendit, molti ex presidenti del Parlamento europeo, come il socialista tedesco Schulz. E ancora il premio Nobel Vargas Llosa, il sociologo Giddens, il presidente del Consiglio europeo dei comuni e delle regioni d’Europa Bonaccini, il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati Visentini, insieme ai leader di CGIL, CISL e UIL, Landini, Sbarra e Bombardieri, oltre a decine di parlamentari europei e nazionali, sindaci e presidenti di regione, e centinaia di accademici, intellettuali, direttori di think tank, rappresentanti di associazioni della società civile.

È forse la prima volta che si assiste ad una mobilitazione così ampia, trasversale a tanti Paesi e forze politiche e sociali. A testimonianza che dopo la forte risposta dell’Ue alla pandemia, la Conferenza sul futuro dell’Europa ha suscitato delle aspettative elevate e diffuse nella società europea. D’altronde anche l’Eurobarometro mostra che i cittadini hanno ben compreso che l’Unione può essere lo strumento per risolvere problemi fondamentali, ma che va rafforzata su settori cruciali, come la sanità, la sicurezza e la difesa. Ed è la prima volta che i cittadini europei sono invitati a dar vita ad un grande dibattito sul futuro della loro Unione, sulle politiche europee che vorrebbero e sulle istituzioni necessarie a realizzarle.

Vedremo se tutto ciò sarà sufficiente per far sì che la Conferenza avvii una riforma organica dell’Unione sulla base di un accordo tra istituzioni europee e governi nazionali. O se almeno darà la forza al Parlamento europeo per usare per la prima volta il suo potere di iniziativa in materia di riforma dei Trattati per dar seguito alla Conferenza. Soluzioni minimaliste rischiano di deludere le aspettative dei cittadini europei e di non rendere l’Unione in grado di affrontare le grandi sfide che un mondo turbolento le pone davanti.

Commissione Europea

Con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea