La Conferenza sul futuro dell’Europa e la sua piattaforma digitale

L'evento inaugurale della Conferenza sul futuro dell'Europa. [European Parliament]

La Conferenza sul futuro dell’Europa e la sua piattaforma digitale multilingue costituisce un’occasione straordinaria per cittadini e società civile per esprimersi sulle politiche e le istituzioni europee.

La Commissione europea organizza sistematicamente delle consultazioni sulle sue proposte legislative, e a Bruxelles c’è un ampio dibattito su tutto ciò che riguarda l’UE da parte di ONG, attori economici e associazioni organizzate a livello europeo. Tuttavia, la Conferenza sul futuro dell’Europa è unica nel suo genere per diverse ragioni.

Per la prima volta l’Unione Europea chiede ai suoi cittadini di esprimere liberamente le loro opinioni in modo aperto sul futuro della loro Unione, e fornisce una piattaforma digitale interattiva multilingue per farlo. Ogni cittadino può facilmente registrarsi nella piattaforma e inserire le proprie idee, sostenere o commentare quelle di altri cittadini, così come inserire eventi su qualsiasi argomento relativo al futuro dell’Europa. La piattaforma della Conferenza è divisa in varie aree tematiche, in modo che gli utenti possano trovare ciò che stanno cercando, e interagire con altri cittadini interessati ad una specifica questione. Le aree tematiche sono: Cambiamento climatico e ambiente; Salute; Un’economia più forte, giustizia sociale e posti di lavoro; L’UE nel mondo; Valori e diritti, stato di diritto, sicurezza; Trasformazione digitale; Democrazia europea; Migrazione; Istruzione, cultura, giovani e sport; Altre idee. I cittadini possono così proporre le loro idee sulla divisione delle competenze dell’UE, il processo decisionale, i poteri delle istituzioni, così come qualsiasi politica europea o argomento specifico.

La conferenza è anche un esperimento ibrido di democrazia partecipativa e stocastica, perché comprende dei panel europei di cittadini scelti a caso, ma in modo da rappresentare la diversità della società europea. I lavori di questi panel sono poi presentati alla sessione plenaria, che comprende alcuni dei cittadini coinvolti nei panel, insieme a membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, membri della Commissione e dei governi nazionali, così come dei governi regionali e locali e della società civile.

La governance della Conferenza è piuttosto complessa, con la compartecipazione del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio in tutti gli organi e le decisioni. Il fatto che non sia chiaro se la posizione del Consiglio su qualcosa debba essere unanime o meno, rende la gestione della Conferenza un compito difficile.

La presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha invitato tutti i cittadini e soprattutto i giovani a partecipare alla Conferenza. Ma ciò che manca è una chiara strategia di comunicazione. Il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale si sono battuti per essere coinvolti nella plenaria della Conferenza, ma non è chiaro se siano efficaci nel mobilitare i governi regionali e locali e gli attori economici e sociali rispetto alla loro partecipazione. Non sarebbe difficile per i governi locali e regionali organizzare riunioni aperte dei loro Consigli da inserire nella piattaforma della Conferenza, o inserire nei loro siti web un invito alla partecipazione dei cittadini con un link alla piattaforma. Così come i ministeri dell’educazione potrebbero invitare le scuole a dedicare un po’ di tempo riservato all’educazione civica per organizzare dibattiti tra gli studenti sul futuro dell’Europa.

Sembra che i governi nazionali abbiano accettato di realizzare la Conferenza – un’idea inizialmente avanzata da Macron e poi sostenuta soprattutto dal Parlamento europeo – ma abbiano paura che i cittadini possano avanzare proposte per una riforma ambiziosa, che molti di loro hanno paura di intraprendere. Allo stesso tempo, sarà difficile per loro ignorare completamente i risultati della Conferenza. Soprattutto se molti cittadini parteciperanno ai suoi lavori attraverso la piattaforma digitale e se molti eventi saranno organizzati localmente, in modo bottom-up in tutta Europa.