Difesa, riforma dello spazio Schengen ed economia: le priorità della presidenza francese del Consiglio Ue

Il presidente francese Emmanuel Macron. [LUDOVIC MARIN/EPA]

Il presidente francese Emmanuel Macron giovedì 9 dicembre ha presentato le priorità che la Francia vuole perseguire quando assumerà la presidenza del Consiglio dell’Ue nella prima metà del 2022. La riforma dell’area Schengen una difesa più europea e un nuovo modello europeo sono alcuni degli obiettivi che ha delineato, spiega EURACTIV Francia.

A partire dal 1 ° gennaio, la Francia assumerà la presidenza di turno nel bel mezzo della “crisi sanitaria e climatica” e di “crescenti disuguaglianze globali”, ma anche di fronte a “crescenti tensioni” al confine orientale dell’Ue, ha detto Macron nel suo discorso.

La presidenza francese del Consiglio Ue coinciderà anche con le elezioni in Francia, in programma il 10 e il 24 aprile, in cui Macron sarà molto probabilmente candidato.

A chi ha evidenziato che la presidenza del Consiglio Ue può rappresentare un vantaggio per promuovere la sua campagna nazionale, Macron ha risposto che Parigi “non ha scelto il calendario” e che questo è “il frutto dell’attuazione della Brexit”. “Dobbiamo fare la nostra parte con spirito di responsabilità”, ha aggiunto.

Sovranità dell’Ue

Il primo obiettivo della presidenza francese sarà quello di “passare da un’Europa di cooperazione all’interno dei nostri confini a un’Europa potente nel mondo, pienamente sovrana, libera di fare le proprie scelte e padrona del proprio destino”, ha spiegato il presidente.

Nel suo discorso, Macron ha detto di voler rafforzare il “controllo” delle frontiere europee, a suo dire “condizione indispensabile” per affrontare la sfida dell’immigrazione, le guerre “ibride” ed evitare “tragedie umane”. In quest’ottica ha chiesto una riforma dell’area Schengen con la creazione di una cabina di regia politica e incontri regolari tra i ministri.

La Francia sosterrà anche la creazione di un “meccanismo di emergenza di protezione delle frontiere” in collaborazione con l’agenzia di frontiera dell’Ue, Frontex, che permetterebbe il rapido dispiegamento di forze dell’ordine e di attrezzature di monitoraggio alle frontiere, in caso di necessità. “Le risposte sono arrivate troppo tardi. I meccanismi sono stati messi in atto in un modo troppo specifico”, ha aggiunto il leader francese.

Il presidente ha anche detto di voler “far progredire il pacchetto migratorio europeo” continuando a lavorare con i paesi di origine e di transito, ma anche armonizzando le regole per il rimpatrio dei migranti e quelle che regolano i flussi secondari.

Le ambizioni di politica estera di Macron riguardano soprattutto la difesa dell’Europa. Ha ricordato i “notevoli progressi” in questo settore, citando in particolare il lancio del fondo europeo di difesa nel 2017. Ora, bisogna “entrare in una fase più operativa” e rendere la presidenza del Consiglio Ue un’occasione “per definire la bussola strategica”, ha spiegato il presidente francese.

Africa e Balcani occidentali

La Francia dovrebbe anche prendere “iniziative strutturali” nei confronti dell’Africa e dei Balcani occidentali, ha continuato il presidente francese.

“Il legame tra l’Africa e l’Europa è il grande progetto politico e geopolitico dei prossimi decenni”, ha sottolineato Macron, mostrando di voler lanciare un nuovo New Deal economico e finanziario con il continente africano.

Sui Balcani occidentali, Macron ha insistito sulla “responsabilità molto speciale” che l’Unione ha verso questi paesi in termini di protezione delle minoranze e di contrasto alle interferenze. Il presidente francese ha anche annunciato di voler “chiarire le loro prospettive europee”.

Un nuovo modello europeo

Più in generale, Macron ha chiesto di “immaginare un nuovo modello europeo”, un’ambizione che dovrebbe essere al centro del vertice della presidenza del Consiglio Ue che si terrà a marzo.

Secondo il presidente francese, la creazione di posti di lavoro e la lotta contro la disoccupazione di massa dovrebbe essere “un’ossessione” per l’Ue. Si tratta di creare “i giusti posti di lavoro”, ha aggiunto.

Le direttive dell’Ue sul salario minimo e quella sulla trasparenza salariale e la parità di genere, il cui obiettivo è porre fine al divario salariale tra donne e uomini, saranno quindi al centro dell’agenda della presidenza francese.

Per quel che riguarda l’economia, il presidente francese ha esortato un rilancio in settori chiave come idrogeno, batterie, semiconduttori, cloud, difesa, salute e cultura. “Dobbiamo garantire la posizione dell’Europa e la sua forza nel definire gli standard di domani”, ha detto Macron. “L’azione a livello statale non è sufficiente”, ha continuato, aggiungendo che la Francia cercherà di “promuovere gli acquisti a livello europeo”.

Il leader ha annunciato che entro marzo la presidenza francese lancerà nuovi piani di investimento europei e nuove alleanze industriali.

Secondo il presidente francese, questo nuovo modello europeo richiederà anche regole di bilancio e finanziarie adeguate. Per questo ritiene che l’Unione debba costruire un quadro fiscale e finanziario credibile, semplificato e trasparente e completare l’unione bancaria e dei capitali.

Agenda climatica

Malgrado la lotta contro il cambiamento climatico non compaia tra le priorità della presidenza francese, il nuovo modello di crescita europeo che Macron intende promuovere è coerente con le ambizioni dell’Ue in materia di ambiente.

Per raggiungere gli obiettivi dell’Unione di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, Macron ha assicurato che la presidenza “non sprecherà un minuto” nel portare avanti i dossier.

Il leader francese ha promesso che nei prossimi mesi verrà adottato il Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera per “preservare la competitività” dell’Unione.

Verranno anche introdotte le cosiddette “clausole specchio” che garantiranno la “coerenza” tra la politica commerciale e le strategie per il clima e la biodiversità, così come lo strumento europeo per frenare l’importazione di prodotti legati alla deforestazione.

Questioni digitali

Sul fronte digitale, la Francia spera di riuscire a far adottare rapidamente i regolamenti sui mercati digitali (DMA) e sui servizi digitali (DSA).

“Quando sappiamo come organizzarci, riusciamo a creare degli standard su scala internazionale”, ha sottolineato il presidente francese ricordando quanto successo con il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Macron ha ribadito l’intenzione far emergere attori sempre più forti sostenendo l’innovazione e la crescita: una strategia “che ha dimostrato la sua efficacia”, ha detto.

Il presidente francese ha esortato i Paesi dell’Unione, che hanno già forti “dipendenze” dai Paesi terzi in materia di tecnologia, ad “agire come europei” in modo da poter recuperare il ritardo rispetto ai concorrenti. Secondo il leader la chiave di volta sarà un’attenzione particolare al talento e la creazione di un “mercato digitale integrato” per attrarre finanziamenti e aiutare le aziende tecnologiche, in modo che non debbano cercare altrove il denaro.

Un’Europa “umanista”

Nel suo discorso, Macron ha spiegato di voler approfittare della presidenza di turno per ripensare la “vocazione umanistica” dell’Ue, rendendola “più efficace” e “più vicina ai nostri cittadini”. La Conferenza sul futuro dell’Europa che si concluderà a maggio dovrebbe, secondo lui, segnare “l’inizio di questo slancio di rifondazione”.

Il capo di stato francese ha anche espresso il desiderio di trovare “nuovi strumenti che aiutino a far vivere la nostra libertà democratica” e di lavorare molto sulla storia dell’Europa in un momento in cui il “revisionismo” si afferma sempre di più in molti Paesi.

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