Conferenza sul futuro dell’Europa, la seconda plenaria finisce con un bilancio positivo a metà

I cittadini al centro dell'emiciclo al termine della seconda plenaria della Conferenza sul futuro dell'Europa. [© European Union 2021 - Source : EP]

La seconda plenaria aperta ai contributi dei cittadini della Conferenza sul futuro dell’Europa si è svolta a Strasburgo venerdì 22 e sabato 23 ottobre, suddivisa tra le riunioni dei gruppi di lavoro e gli interventi nell’aula del Parlamento europeo. Sono stati molti i temi toccati, e non è mancata qualche critica al modello organizzativo dei cittadini che hanno partecipato all’assemblea.

Alla riunione – il secondo appuntamento con la plenaria dopo quello di settembre – hanno partecipato 108 cittadini comuni (27 dei quali scelti dai governi dell’Ue), 108 europarlamentari, 108 deputati degli Stati membri, 54 tra ministri e sottosegretari, tre commissari europei, 60 rappresentanti di associazioni, sindacati ed enti locali.

Conferenza sul futuro dell’Europa, conclusa la prima discussione dei cittadini. Focus su economia, giustizia sociale e giovani

Da venerdì 17 a domenica 19 settembre, 200 cittadini europei scelti in maniera casuale, ma proporzionale tra tutti gli Stati membri, si sono riuniti a Strasburgo per discutere di economia, giustizia sociale, lavoro e istruzione, gioventù, cultura, sport e trasformazione …

Venerdì si sono riuniti i nove gruppi di lavoro a composizione mista, dedicati ciascuno a un argomento specifico: cambiamento climatico, salute, economia e giustizia sociale, ruolo dell’Ue nel mondo, valori e diritti, trasformazione digitale, democrazia europea, migrazioni, educazione/cultura, sport. Il giorno successivo, invece, i delegati sono intervenuti a illustrare il loro punto di vista nell’emiciclo del Parlamento.

Quasi sette ore di interventi, che si sono concluse con le parole incoraggianti dei tre co-presidenti della Conferenza. “Uscire dalla bolla di Bruxelles era l’obiettivo di questa conferenza”, ha detto la vicepresidente della Commissione, Dubravca Suica: “Penso siamo partiti bene. I dibattiti e le deliberazioni aumenteranno con il passare nel tempo. Prendere i cittadini sul serio è il nostro obiettivo e possiamo continuare con ottimismo nelle nostre attività future”.

Guy Verhofstadt – capo del gruppo dei liberali di Renew al Parlamento europeo – ha aggiunto che “l’entusiasmo verso i panel dei cittadini è grande e le aspettative sono alte, la formula sta funzionando. La plenaria deve ora trovare le risposte ai problemi che sono stati sollevati, sotto forma di visione condivisa del futuro dell’Europa e di risultati concreti per riformare l’Unione europea. La politica dell’UE deve essere all’altezza della situazione”.

Secondo Gasper Dovzan, segretario di stato agli Esteri della Slovenia (paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio UE), la due giorni ha visto “un grande scambio con i cittadini”. Tre soprattutto gli elementi positivi: “le critiche”  dei cittadini, che spingeranno le istituzioni europee a riflettere “su alcune cose per migliorare il processo nel futuro”; la piattaforma digitale della Conferenza, che necessita comunque di miglioramenti per aumentarne l’inclusività; e infine il fatto che “siamo riusciti ad includere i Balcani occidentali, dal momento che tutti siamo d’accordo che sono parte dell’Europa e possono dire la loro riguardo il futuro”.

Un po’ meno positivo è stato invece il bilancio tracciato dai cittadini che hanno partecipato alla plenaria, che si sono lamentati della poca concretezza dei gruppi di lavoro – a eccezione di quello sulla salute, presieduto dal commissario europeo Maroš Šefčovič e giudicato molto positivo – e di aver saputo solo il giorno precedente quale sarebbe stato l’ordine dei lavori.

Come ha spiegato all’agenzia Sir Laura Maria Cinquini, studentessa di Prato selezionata tra gli 80 rappresentanti dei cittadini europei, “ci è sembrato che questa fosse una parata di discorsini preconfezionati da parte dei politici senza un reale scambio”. La sessione, ha aggiunto, “non è stata partecipativa in senso proprio”, anche se “vale la pena provare. È la prima volta per tutti, è la prima plenaria del genere. Dobbiamo aspettare la fine del processo per maturare una opinione chiara al riguardo”.

La stessa plenaria è stata oggetto di critiche, a causa del minor tempo concesso agli interventi dei cittadini rispetto a quelli degli esponenti politici – molti dei quali peraltro non hanno partecipato alla sessione pomeridiana – e della genericità di molti dei discorsi ascoltati in aula. Le lamentele sono state espresse direttamente nell’emiciclo attraverso le parole di un delegato olandese, che ha chiesto più spazio di parola ricevendo l’applauso di tutti i presenti.

Presa di posizione di cui Verhofstadt sembra avere tenuto conto. Nella conferenza stampa al termine dell’assemblea, il rappresentante del Parlamento UE ha infatti detto che “il ruolo centrale dei cittadini diventerà ancora più evidente nelle prossime plenarie, quando presenteranno le loro raccomandazioni e proposte e gli altri potranno reagire sulle proposte”.

Verhofstadt ha aggiunto che “la novità più importante della Conferenza è la parte attiva dei cittadini nei processi decisionali”, e che il meccanismo utilizzato potrebbe “diventare permanente”, come dimostrazione “del fatto che la democrazia partecipativa e quella rappresentativa possono lavorare insieme”.

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