Conferenza sul futuro dell’Europa, la presidenza francese crede ancora nel suo successo

Il presidente francese Emmanuel Macron. [EPA-EFE/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT]

L’Ue deve riflettere sui suoi meccanismi, legislazioni e processi attuali, e la Conferenza sul futuro dell’Europa non fallirà, ha detto un funzionario francese in una rara dimostrazione di sostegno all’esercizio democratico.

Parlando ai giornalisti durante una conferenza stampa per l’inizio della presidenza francese del Consiglio europeo, il funzionario ha detto che il successo è possibile, ma il compito non è facile.

“La Conferenza sul futuro dell’Europa non sarà un fallimento”, ha assicurato ai giornalisti.

La Conferenza è l’esperimento di democrazia dell’Ue in cui i cittadini prendono parte alla definizione delle politiche europee attraverso un processo deliberativo. Ci sono tre livelli di partecipazione, compresi i panel, una piattaforma online multilingue per i suggerimenti, e molti eventi. Infine, le proposte dei cittadini saranno presentate al Parlamento europeo.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha precedentemente sostenuto fortemente la Conferenza sul futuro dell’Europa, e non è una coincidenza che la conclusione dell’esperimento avverrà durante la presidenza francese, anche se il governo non lo ha incluso tra le priorità del suo semestre di presidenza.

Come riportato da EURACTIV, la Conferenza ha sofferto di una bassa copertura mediatica e di un basso numero di partecipanti alla piattaforma multilingue, principalmente a causa degli sforzi disomogenei degli Stati membri nel promuoverla.

Il Covid ha fissato un precedente

Le riforme istituzionali sono necessarie, ha sostenuto il funzionario francese. Ha detto che la crisi del Covid ha spianato la strada perché dall’inizio del 2020, l’Ue è stata veloce e ha avuto successo nel sospendere le regole, mettere da parte i tabù politici, creare nuovi strumenti e attuare il Recovery Plan, tra gli altri.

Il funzionario ha detto che l’Ue deve riflettere sulla creazione di meccanismi di crisi, permettendo di accelerare la procedura legislativa e facilitando la disponibilità di bilanci eccezionali.

Ha aggiunto di essere felice che alcuni paesi abbiano tolto il loro veto alle modifiche dei trattati. Questo è stato precedentemente evidenziato come un potenziale ostacolo per la Conferenza, poiché molte proposte dei cittadini richiederebbero modifiche ai trattati, qualcosa a cui le istituzioni dell’Ur si sono opposte.

A suo parere, le aree che richiedono un voto di maggioranza dovrebbero essere ridotte.

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Conferenza sul futuro dell’Europa

La Francia ha comunque portato a termine il suo compito organizzando un certo numero di eventi nell’ultimo anno.

Il funzionario ha fatto un esempio: un rapporto dei cittadini francesi, derivante da conferenze regionali che includono da 30 a 50 cittadini di ogni regione, lo svolgimento di una conferenza nazionale per dare un senso alle proposte, e una consultazione con 50.000 giovani dai 15 ai 30 anni.

Ha anche menzionato i processi di consultazione “molto ambiziosi” di Germania e Belgio.

Allo stesso tempo, ha criticato i dibattiti nel Parlamento europeo, che nelle sue parole erano troppo formali e “una successione di dichiarazioni”.

A maggio, quando le proposte saranno discusse, questo si tradurrà in un rapporto plenario del Parlamento europeo, inviato ai presidenti delle tre istituzioni europee, che nelle sue parole sarà “troppo lungo”. Includerà tutti gli esercizi e i dibattiti nazionali, risultando in “centinaia di proposte”, ha aggiunto.

Prossimi passi

Tenendo conto dell’elevato numero di proposte, il funzionario ha suggerito di elaborare una tabella di marcia politica per il futuro, prima della fine della presidenza francese, in cui si identificherebbero da cinque a dieci grandi temi, sulla base di idee “sostenute in modo trasversale in Europa”.

Questo si tradurrebbe, secondo le sue parole, in “alcune decine” di progetti concreti su temi “come il clima, il commercio, i valori, lo stato di diritto”.

Ha detto di non poter anticipare i temi principali, ma in Francia sono il cambiamento climatico, la sicurezza e la difesa.

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