Conferenza sul futuro dell’Europa, la Commissione preoccupata dalla richiesta dei cittadini di cambiare i Trattati

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Cambiare il nome delle istituzioni, formare liste transnazionali e rivedere il voto all’unanimità sono alcune delle 39 raccomandazioni approvate dal panel dei cittadini sulla democrazia svoltosi a Firenze lo scorso weekend nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa. Ma alcune di queste potrebbero essere accolte con freddezza.

La Conferenza sul futuro dell’Europa è l’esperimento democratico in cui 800 cittadini deliberano raccomandazioni per i legislatori europei, divisi in quattro panel. Quello di Firenze è stato il primo a determinare le sue raccomandazioni riguardanti una serie di argomenti, inclusa la non-discriminazione, la democrazia e lo stato di diritto, le riforme istituzionali dell’Ue, la costruzione di un’identità europea e il rafforzamento della partecipazione dei cittadini.

Diverse raccomandazioni richiederebbero una modifica dei Trattati europei, il che porterebbe a un contrasto con la Commissione europea, che si è dichiarata contraria a una tale misura.

Guy Verhofstadt, presidente della Conferenza, ha dichiarato ai giornalisti che “sarà molto difficile per le istituzioni europee ignorare le raccomandazioni dei cittadini. Questo esercizio è organizzato dall’Ue, insieme ai parlamenti nazionali, per coinvolgere direttamente i cittadini nelle operazioni di legislazione”.

Conferenza sul futuro dell'Europa, Benifei: "I governi non possono ignorare le proposte dei cittadini"

“I governi sono obbligati a reagire, non possono ignorare le proposte dei cittadini”, ha detto l’eurodeputato del Partito democratico (S&D) Brando Benifei a EURACTIV in un’intervista sulla Conferenza sul futuro dell’Europa.

Siamo già nella fase centrale della Conferenza sul futuro dell’Europa. …

Raccomandazioni di “riforma dell’Ue”

Tra le 39 presentate, nove raccomandazioni coinvolgono la riforma dell’Ue. Molte vanno potenzialmente oltre i Trattati attuali, cercando di implementare la democrazia transnazionale e coinvolgere regolarmente i cittadini nelle operazioni legislative.

“Raccomandiamo di cambiare la denominazione delle istituzioni europee per rendere il loro funzionamento più chiaro”, si dichiara nella raccomandazione numero 17. I cittadini suggeriscono di rinominare il Consiglio dell’Ue come “Senato dell’Ue” e la Commissione come “Commissione esecutiva”. Hanno anche chiesto di modificare il nome del Consiglio europeo per distinguerlo meglio dal Consiglio d’Europa.

L’armonizzazione della legge elettorale europea nei 27 Stati membri e il diritto di voto per “diversi partiti a livello europeo” sono inclusi nella raccomandazione 18. Nella ventiduesima, invece, si mette in discussione il voto all’unanimità all’interno delle istituzioni europee. Se necessario, i cittadini chiedono una riforma dei Trattati.

Le raccomandazioni 19, 20 e 21 chiedono un’Ue più accessibile, con la realizzazione di una piattaforma che fornisca informazioni chiare e trasparenti sulle istituzioni europee (con la possibilità di fare domande ad esperti), l’istituzione di una “piattaforma multifunzionale dove i cittadini possono votare in elezioni online e sondaggi” e la creazione di un referendum a livello Ue per casi eccezionali con limiti legali.

Le raccomandazioni 23 e 24 chiedono investimenti pubblici nella creazione di posti di lavoro, che i cittadini ritengono necessari per migliorare ed armonizzare la qualità della vita nell’Ue. Per farlo, chiedono anche di istituire indicatori specifici.

Infine, l’ultimo (il numero 25) riguarda temi non nuovi per le istituzioni: la tassazione delle grandi aziende e l’abolizione dei paradisi fiscali. La speranza è che con questa spinta dei cittadini L’Ue possa trovare un accordo su queste questioni.

Verhofstadt da Firenze: "Una conferenza dei cittadini ogni cinque anni"

Mentre all’Istituto Universitario Europeo si riuniva il panel dei cittadini europei per votare sulle prime ‘raccomandazioni’ della Conferenza sul Futuro dell’Europa, Guy Verhosfatdt (Capogruppo di Renew Europe al Parlamento Europeo e Copresidente della Conferenza) è voluto scendere in piazza accanto …

Queste raccomandazioni saranno discusse e votate a gennaio 2022 alla plenaria di Strasburgo, dove verranno presentate da 20 ambasciatori per ogni panel. Come riportato da EURACTIV, i partecipanti temono che le istituzioni europee non ascoltino le loro voci per via della mancanza di copertura mediatica, combinata con i possibili problemi interni alla Commissione.

Verhofstadt ha concluso dicendo che non vede “una situazione in cui il Consiglio, la Commissione o il Parlamento possano dichiarare di non seguire alcune delle raccomandazioni dei cittadini. Il compito della plenaria sarà di reagire e accogliere ognuna di loro. Non c’è scampo”.

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