Conferenza sul futuro dell’Europa: il 19 aprile il lancio della piattaforma online per i cittadini

Foto: EC Audiovisual

Tra meno di un mese dovrebbe finalmente partire la Conferenza sul Futuro dell’Europa, a lungo rimandata a causa della pandemia. A che punto siamo con l’organizzazione dei lavori?

Con la firma a marzo dell’accordo inter-istituzionale da parte di Ursula von der Leyen, David Sassoli e Antonio Costa in rappresentanza di Commissione, Parlamento e Consiglio dell’UE è ufficialmente partito il percorso della Conferenza sul futuro dell’Europa: la data di inizio è simbolica, il 9 maggio, Festa dell’Europa.
La presidenza portoghese di turno però ha insistito per un percorso partecipativo che coinvolgesse i cittadini già da prima. Ed ecco perché già lunedì 19 aprile sarà lanciata la nuova piattaforma digitale multilingue, tramite la quale i cittadini di tutta Europa avranno la possibilità di fornire le loro opinioni su qualsiasi argomento che considerano importante per il futuro dell’UE.

Cosa sarà e come funzionerà la Conferenza sul Futuro dell'Europa

Una bozza di dichiarazione congiunta che fissa i contorni operativi della Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe essere approvata nel corso della settimana. Potrebbe essere l’inizio della tanto a lungo rinviata Conferenza. Dalla durata, al mandato politico, dai metodi per coinvolgere …

Gran parte dei dettagli sul funzionamento concreto dei lavori della Conferenza, sorprendentemente, non sono ancora noti: non è ancora del tutto chiaro se e come saranno selezionati i cittadini o i rappresentanti della società civile, se ci saranno o meno gruppi di lavoro, in che modo si farà una sintesi del dibattito e delle posizioni emerse.
Potremmo in effetti dire che ad oggi abbiamo per lo più solo l’hashtag ufficiale della conferenza (#TheFutureIsYours), un invito ai cittadini europei a contribuire alla discussione.
Ad ogni modo sembra che il punto centrale sarà proprio la piattaforma digitale. Il 19 aprile vedremo come sarà costruita ma per ora sappiamo che l’idea è quella di uno spazio virtuale multilingue in cui proporre idee, commentare le proposte di altri, creare eventi e partecipare a quelli proposti da altri. La piattaforma sarà, cioè, l’hub centrale della Conferenza, anche in ragione del fatto che la pandemia è ancora in corso. In teoria, qualunque cittadino europeo potrà trovare tutti i contributi alla Conferenza, compresi gli eventi decentrati, i panel dei cittadini europei e le plenarie della Conferenza.

Certo, però, se gran parte dei 500 milioni di cittadini europei utilizzassero attivamente la piattaforma, il dibattito potrebbe diventare piuttosto caotico e difficilmente seguibile. In questo senso è stato previsto un meccanismo di feedback specializzato che aggregherà e analizzerà i punti chiave sollevati, in modo che possano essere presi in considerazione anche durante i panel dei cittadini europei e le plenarie della conferenza.
Lo speciale Eurobarometro pubblicato un giorno prima della firma della dichiarazione congiunta dei presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’UE e della Commissione europea, si concentrava proprio sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, rilevando che la stragrande maggioranza degli europei intervistati (92%) in tutti gli Stati membri chiede che la voce dei cittadini sia “tenuta in maggiore considerazione nelle decisioni relative al futuro dell’Europa”; che sei europei su dieci concordano sul fatto che la crisi del Coronavirus li ha fatti riflettere sul futuro dell’Unione europea e che la principale sfida globale che riguarda il futuro dell’UE sia la lotta ai cambiamenti climatici.

Verso la Conferenza sul futuro dell'Europa

Pubblichiamo la lettera aperta ai presidenti della Commissione europea, del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea, indirizzata da esponenti della società civile e leader politici in vista dell’avvio della Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Signora …

I temi su cui ascoltare la voce dei cittadini in realtà però sono tanti. Bisognerebbe forse iniziare  col chiedere loro che cosa attualmente non funziona, tutto quello che vorrebbero fosse diverso da com’è, quali sono le sfide di fronte alle quali l’UE attuale non è all’altezza. Per poi chiedere loro di riflettere su come dovrebbe essere l’UE nel XXI secolo, su come dovrebbe essere modificato l’assetto istituzionale e su come uscire dall’impasse del diritto di veto all’interno del Consiglio nelle materie più delicate.

 

Commissione Europea

Con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea